giovedì 31 dicembre 2009

"Vedi le cose e dici: «Perché?», ma io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?»."

Eccoci alla fine dell’anno appena iniziato, nei ricordi recenti brindisi, abbracci, auguri, sorrisi. Ed ora? Si ricomincia, con il medesimo entusiasmo e la stessa gioia, inebriati dall’incognita di un futuro sempre più prossimo.

Che augurare ed augurarmi per l’anno che verrà?

Far arieggiare il cassetto dei sogni, poche chiacchiere, meglio qualche fatto, preferibili molti sorrisi perché, come disse il filosofo Michel de Montaigne, nel lontano 1500:

Anche sul trono più elevato del mondo si è pur sempre seduti sul proprio sedere”.

Buon 2010!

19-03-06_1501

mercoledì 30 dicembre 2009

Ricetta delle Feste: il piatto del buon augurio.

crepes

Come non pensare ad un piatto del buon augurio per l’imminente cenone di San Silvestro?

Vorrei ricordarvi una mia ricetta, postata in un altro contesto, ma quanto mai attuale: Crepes di cotechino e lenticchie con fonduta di caprino.

Un modo diverso di proporre un piatto tradizionale ed al quale tradizionalmente, appunto, viene riservato un posto di rilievo,  proprio per il suo essere propiziatorio.

Ingredienti

Per le crêpes: latte g 250 - farina g 125 - burro g 50 - 2 uova – sale.

Per il ripieno: 1 cotechino (fresco, se il tempo a disposizione è molto altrimenti va bene anche uno precotto) da 750 gr., Lenticchie di Castelluccio 500 gr, olio extravergine d’olio profumato al rosmarino.

Per la fonduta: caprino 500 gr, latte o panna qb, pepe nero lungo macinato al momento.

Procedimento

Preparate le crespelle e mettete da parte.

Per il ripieno: cucinate il cotechino seguendo le indicazioni del produttore e lasciate raffreddare per la successiva manipolazione.

Lessare le lenticchie in acqua salata e bollente per 20 minuti e scolarle.

In una ciotola mescolare con una forchetta le lenticchie, il cotechino privato della pelle e sbriciolato: regolare di sale, profumare il tutto con qualche goccia d olio al rosmarino ed un po’ di pepe lungo macinato al momento.

Con un coppapasta o uno stampino metallico di 12-14 cm di diametro rifilare le crespellepepe nero lungo, farcirle al centro con un cucchiaio di ripieno e legare il sacchettino così ottenuto con dell’erba cipollina o con delle listarelle di foglie di porro sbollentate. Tenere al caldo in forno.

Sciogliere in una casseruolina un po’ di latte o panna ed il caprino.

Lappare il piatto di portata con la fonduta così ottenuta e posizionare la crèpe al centro decorando con una spolveratina di pepe nero lungo macinato al momento e qualche goccia di olio extravergine d’oliva profumato al rosmarino.

martedì 29 dicembre 2009

Propositi per il nuovo anno: "Perdona sempre i tuoi nemici. Nulla li fa arrabbiare di più." (O. Wilde)

In questo clima di buonismo a tutti i costi un po’ di sano cinismo è quanto di più salubre, per tornare con i piedi per terra e per cercare risposte (smettendo di fare domande) al fine di prepararsi al nuovo anno, a 10 anni dal mitico San Silvestro del 1999.

Secondo il calendario Cinese l’anno che verrà sarà quello della Tigre ed io mi augurerei di essere appena un po’ volpe, come il troppo simpatico Robin Hood di Disney e la spiritosa citazione di Genny Cucciari: “Mia madre è la versione gastronomica di Robin Hood, ruba al frigo per dare a me”.

E quindi pesce! Lo so, sembra non c'entrare nulla con il preambolo ma, attenti alla capriola, contiene il fosforo che aiuta a far funzionare il cervello, quel tanto che basta ad essere un po’ furbi ed un po’ spiritosi! Due ricette a base di pesce, testate per il compleanno di Roberto, e richieste dagli amici per il Cenone di San Silvestro, rigorosamente in casa, per far contenti grandi e piccini, soprattutto con i fuochi d’artificio…quelli del vicino di casa che ogni anno offre alle abitazioni vicine uno spettacolo pirotecnico degno dei migliori professionisti della polvere pirica!

Tagliatelle al nero di seppia con funghi porcini, guanciale e cappesante e Filetto di tonno scottato al coriandolo e timo con salsa allo zafferano (ricetta del “mio” chef Carlo Vidali, con piccola variazione)

Ingredienti

400 gr di semola rimacinata di grano duro, 4 uova, un cucchiaino di nero di seppia, 6 cappesante, 300 gr di porcini freschi, 100 gr di guanciale, olio evo.

Preparare la sfoglia come d’abitudine. Lasciar riposare il panetto per circa mezz’ora ed ottenere dalla sfoglia non troppo sottile le tagliatelle.

Procedimento

Portare a bollore l’acqua e nel frattempo tagliare in dadolata gli altri ingredienti: funghi, guanciale e cappesante. Rendere croccante il guanciale e mettere da parte al caldo. Nella medesima padella profumare il grasso rimasto con uno spicchio d’aglio e saltare i funghi e le cappesante per qualche minuti. Regolare di sale. Togliere lo spicchio d’aglio, unire il guanciale ed unire le tagliatelle dopo 3 minuti di cottura nell’acqua salata. Impiattare con un filo d’olio evo.

nero di seppia porcini cappesante 1

Ingredienti

Un trancio di tonno di circa un kg, coriandolo e timo freschi, semi di coriandolo, sale nero, olio evo, 100 gr di ricotta di bufala, una bustina di zafferano, un paio di cucchiai di panna fresca.

Procedimento

Scottare per qualche minuto per lato il trancio di tonno e mettere da parte.

Tritare finemente le foglie di coriandolo ed il timo fresco ed unire i semi di coriandolo pigiati con il matarello. Mescolare gli aromi in una ciotolina con un po’, attenti a non esagerare, di sale nero.

Stendere della pellicola e versare sopra un po’ del trito aromatico, facendolo aderire ad un lato del trancio di tonno. Ripetere con i restanti lati, avvolgendo bene il pesce. Mettere in frigo per almeno 10 ore.

Al momento di servirlo preparare una salsina fredda e semplice: passare al setaccio la ricotta, unire lo zafferano, stemperare con una frustina aggiungendo un po’ di panna. Regolare di sale.

tonno marinato e salsa allo zafferano

Mi vengono in mente mille cose da augurare per il prossimo anno, un nuovo decennio carico di aspettative e di incognite…ma sarò puntuale per il 31, magari con una piccola lista di azioni od oggetti benauguranti. :-)

sabato 26 dicembre 2009

Ricetta delle Feste: semifreddo di torrone e pistacchi

semifreddo al torroncino e pistacchi 1

Sopravvissuti al menù di Natale? Beh, ho cucinato così tanto e soprattutto piatti così diversi che mi sento un po’ confusa…ma incredibilmente felice! E’ proprio vero, “per arrivare il cuore bisogna passare per lo stomaco” ed in questo caso sto parlando delle mie sensazioni.

Cucinare è gioia, è la possibilità di esprimere la propria creatività, le regole e la loro assenza, è schiena rotta, scottature e tagli vari, è tradizione e sperimentazione, è condivisione. Ed infatti, per riuscire a postare questa ricetta, ho “condiviso” la macchina fotografica di Roberto, in quanto le foto le ha fatte lui, ed il pc di mio figlio…in attesa che il buono consegnatomi da Babbo Natale possa essere trasformato…in tecnologia funzionante!

Così ho tentato una ricetta del “mio” chef Carlo Vidali, cucinata insieme qualche tempo fa, e l’ho modificata in qualche ingrediente e nella salsa di accompagnamento.

Ingredienti

500 gr di latte

2 fogli di gelatina

150 gr di zucchero

7 tuorli

500 gr di panna

150 gr di miele

100 gr di torrone Cologna Veneta

100 gr di pistacchi di Bronte

200 gr di panna e 100 gr di cioccolato fondente al 70%


semifreddo al torroncino e pistacchi

Procedimento

Mettere in ammollo la gelatina.

Portare a bollore il latte, montare i tuorli con lo zucchero ed unendoli continuare la cottura a bagnomaria, come fosse uno zabaione. Unire il miele e continuare a montare fino a far diventare il composto 4 volte il suo volume originario.

“Quando, infilando il dito, ci si scotta, vuol dire che è pronto” (consiglio di Carlo).

Togliere dal fuoco, aggiungere la colla di pesce e continuando a mescolare, magari nella planetaria, far raffreddare il composto. Una volta raffreddato unire la panna montata ed alla fine il torrone ed i pistacchi tritati.

Riempire uno stampo rettangolare con della pellicola (piegata su sè stessa 4 volte, in modo da renderla più resistente) oppure 6-8 stampini a coupole in silicone (e quindi non servirà la pellicola!) e riporre nel freezer per almeno 5 ore (oppure nell’abbattitore una ventina di minuti).

Servire con una salsina al cioccolato (sciogliere a bagnomaria o nel polsonetto il cioccolato e mescolando, unire la panna) decorando con una spolverata di torrone e pistacchi tritati.

giovedì 24 dicembre 2009

Il gusto del piacere: Voiello e gli auguri!

Ed eccoci all’ultima tappa del Tour del Piacere Voiello e, preceduta dai simpaticissimi Daniela e Diocleziano e da Solema, pubblico anch’io la video ricetta presentata lo scorso 11 dicembre a Sottomarina.

Come è già accaduto con la pubblicazione del “profilo” scritto da Anna e delle foto ringrazio ancora tutto lo staff di Voilello e di Boscolo Etoile per la simpaticissima serata trascorsa nel modo che preferisco….ovvero tra i fornelli, in allegra compagnia!

Nella speranza che Babbo Natale esaudisca il desiderio di un aggiornamento tecnologico alla mia attrezzatura (pc, cell, ecc) oramai vetusta e quasi definitivamente trapassata :-) auguro a tutti Voi di trascorrere giornate serene con le persone che più amate, carichi di sorrisi e di gesti affettuosi da portare in sè per tutto l’anno, così da ricaricare cuore ed anima.

Del resto il senso del Natale è il dono: potremmo viverlo tutto l’anno, no?

AUGURI DI CUORE ED UN ABBRACCIO FORTE FORTE.



domenica 20 dicembre 2009

Il Contest di Corrado in ritardo (mio) ed una ricetta per la vigilia

Lo so che arrivo in ritardo ma la tecnologia quest'anno ha davvero messo a dura prova la mia pazienza.
E' praticamente morto tutto: pc, telefono e relativi backup.
Speriamo l'assistenza si sia sbagliata e riesca a trasformare un incubo in un miracolo di Natale....io continuo a sperare!

Quindi ho preparato una ricetta, aggiornamento di una prima prova pubblicata qualche tempo fa, ma non sono riuscita nè a fotografarla e dopo che CorradoT mi aveva proposto di inviarla lo stesso il pc ha dichiarato forfait e non c'è stato verso, se non quello di riscriverla, dall'inizio, recuperando gli appunti scritti a mano, traducendo (perchè ho una grafia da gallina...padovana in pieno delirio tremens!) le correzioni, le aggiunte, i rimandi, le cose barrate e poi ribarrate per ricordarmi che non dovevo barrarle...insomma, gli appunti di ognuna di noi prima che il pc facesse la sua comparsa nelle nostre cucine! Appunto, e se il pc imparasse a diventare affidabile come una pentola a pressione sarebbe anche meglio.

Ma tant'è, il ritardo è ritardo ma la bontà (per chi l'ha assaggiata, ndr) di questa ricetta resta, per cui ho deciso di postarla comunque, visto che l'avevo preparata appositamente per il Contest 3SU5, proponendola, perchè no, per la cena della Vigilia, dove non dovrebbe mancare mai (per la tradizione meridionale) il baccalà e soprattutto il capitone fritto.


Cocotte di baccalà, porcini, zucca in saor e salsa di cachi.

Ingredienti

500 gr di zucca
800 gr di baccalà dissalato ed ammollato (dovrebbe rimanere circa 500 gr di polpa)
porcino crudo e 50 gr di porcini secchi
4/5 cachi molto, molto maturi e piccolini
mezzo bicchiere di aceto balsamico ed un cucchiaino di brandy
qualche gheriglio di noce
1 lt di latte
pane grattugiato
3 foglie d'alloro, 1 scalogno, 1 spicchio d’aglio, qualche grano di pepe nero ed un po' di cannella
burro chiarificato, olio evo
Procedimento

Porre il baccalà in una casseruola con il latte, l'alloro, lo scalogno ed i grani di pepe. Portare a bollore, abbassare la fiamma e cucinare coperto per 30’.

Tagliare la polpa di zucca in brunoise, farla appassire in una padella con un po' di burro chiarificato, un po' di pepe nero macinato al momento e la cannella. Aggiungere l’aceto balsamico e farlo asciugare tutto. Togliere la cannella e mettere da parte.

Scolare il baccalà, pulirlo dell'eventuale pelle e lische, filtrare il liquido di cottura e mettere da parte.

Pulire il porcino con un pennellino e mettere in ammollo quelli secchi, aggiungendo una spruzzata di brandy. Una volta ammollati, tritarli grossolanamente e spadellarli velocemente con un po’ d’olio evo profumato con uno spicchio d’aglio.

Prendere degli stampini in alluminio usa e getta, oliarli con lo spray staccante e stratificare zucca, baccalà e funghi aggiungendo qualche granello dei gherigli di noce tritati.

Cospargere gli stampini di pane grattugiato, un filo d'olio ed in forno a 240° per 15'. Nel frattempo in un mixer mettere i cachi e frullarli con un po’ del liquido di cottura del baccalà e di ammollo dei funghi, ben filtrati.

Lappare il piatto con la vellutata, sformare il tortino, servire con un filo d'olio evo e qualche lamella di porcino crudo (tagliato con la mandolina).
Dai, con un po' di fantasia...non vi sembra di aver scattato la foto con l'immaginazione? :-)
p.s.: la foto non è mia, è quella che CorradoT ha utilizzato per il suo Contest, 3su5.

mercoledì 16 dicembre 2009

UNOMAGAZINE di dicembre: la cucina di qb e...la sua idea di Natale!

E' uscito il numero di dicembre di UNOMAGAZINE: all'interno uno splendido reportage sull'Etiopia, con delle foto che vi toglieranno il fiato da quanto sono belle.

Un sondaggio sui personal dreams nel 2010: chissà cosa ci riserverà il nuovo anno. Per quanto mi riguarda non avrò più Saturno contro e Giove nel segno dopo ben 12 anni...che dire? Speriamo bene!
E se avete voglia di sorridere con la cucina di qb e sulla sua idea di Natale ...beh...vi aspetto alle pagine 24 e 25.
Buona lettura e tanti, tanti auguri di cuore!

lunedì 14 dicembre 2009

Piacere, Voiello. Ma il piacere è tutto mio!

Il piatto del piacere Voiello: Calamari al nero di seppia con scampi, zucchine e guanciale croccanti



In cucina ci si diverte sempre...


Lo staff: professionalità e simpatia!


Sarò anche stata lo chef...ma ho lavorato come un commis! :-)


...adoro questa foto... mi sembra l'aspetto onirico della cucina.

Sicuramente saprete dell'iniziativa del Piacere Voiello nel cui blog, da qualche tempo a questa parte, copiose sono giunte gustosissime ricette che moltissimi foodblogger hanno inviato a dimostrazione di una interpretazione personale, intima del concetto del piacere in cucina.
Il bello della cucina è condividere: a tavola e, prima che ciò avvenga, ai fornelli. E perchè non portare in giro per l'Italia ciò che i cultori dell'enogastronomia, e Voiello come produtore di eccellenze, intendono per Piacere?
E quindi, alle riuscitisse e gustosissime 4 tappe del piacere, ne n'è aggiunta una quinta, inaspettata: il Veneto e nello specifico Sottomarina di Chioggia dove 5 foodblogger hanno condiviso la loro personalissima ricetta del piacere in uno dei templi della Scuola di cucina: L'Etoile di Boscolo. Tra questi appassionati c'ero anch'io....emozionatissima (lo sapete che sono timida e più parlo più sono emozionata!) nel cucinare la ricetta che avevo proposto e supportata da ragazze e ragazzi dei team Voiello e Boscolo che hanno condiviso questa serata così emozionante e che resterà sempre nel mio cuore.
Grazie ancora a tutti. :-)


Ingredienti
1 conf. di Calamari Voiello
4 scampi interi per la decorazione del piatto, una ventina puliti
1 cucchiaio di nero di seppia
una fettina 100 gr. di guanciale
1 zucchinea (solo la parte verde) e qualche foglia di menta
mezzo bicchiere di vino bianco e 4 cucchiai di passata Voiello
500 gr di pomodori datterini
olio extravergine, aglio, sale e pepe macinati al momento
fumetto di pesce o meglio ancora bisque

Procedimento
Mettere i pomodorini in una pirofila con un po' d'olio, una macinata di sale, una di pepe ed un pizzico di zucchero di canna: diventeranno confit dopo un paio d'ore di forno a 100°.

Pulire gli scampi, a parte i 4 necessari per la guarnizione, e preparare un fumetto (se si avesse più tempo a disposizione si potrebbe preparare in po' di bisque o salsa di crostacei, vedere il post di sabato) con i carapaci degli scampi, una foglia d'alloro, uno scalogno e qualche grano di pepe nero.

Tagliare in dadolata il guanciale ed a julienne la zucchina e farli saltare prima l'uno e dopo l'altro nella medesima padella, senza aggiungere condimenti. Mettere da parte

Prendere un'altra padella, mettere l'olio, far saltare qualche spicchio d'aglio in camicia, aggiungere la passata, unire gli scampi e, dopo qualche minuto, far sfumare mezzo bicchiere di vino bianco mescolato alla salsa di pomodoro. Far asciugare, ma non troppo la salsa e mettere da parte.
Scolare i calamari al dente (14' di cottura) e continuare la cottura in una padella dove si è sciolto il nero di seppia con un po' di fumetto (o bisque) per un paio di minuti, mescolando e facendo attenzione che non si "secchi" il nero.

Impiattare come se fosse una millefoglie: mettere un po' di pasta sul piatto, sopra zucchine e guanciale, gli scampi ed i pomodirini confit e chiudere con uno scampo intero ed una fogliolina di menta. Tenere gli ingredienti così divisi permette che risaltano i singoli colori, senza che il nero prenda il soppravvento su tutto.
Voilà: il piacere è servito!

sabato 12 dicembre 2009

Scuola di cucina: Bisque o salsa di crostacei


Ingredienti

50 g di farina tostata
1 cucchiaio di olio di oliva
200 ml di cognac
150 g di burro
30 g di erbe aromatiche miste (salvia, rosmarino ecc.)
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
2 cucchiai di acqua
sale, pepe.

Procedimento

Tostare in una padella la farina a fuoco vivo per 3 minuti, in modo che perda l'umidità e si colori leggermente. Tenere da parte.

In una casseruola rosolare a fuoco vivace nell'olio le verdure ed una volta dorate, aggiungere i carapaci e mescolare bene. Frantumarli, continuare a mescolare e dopo 5 minuti aggiungere la farina tostata amalgamando bene il tutto.

Versare metà dose di cognac, aggiungere il concentrato di pomodoro, l'acqua, il sale ed il pepe. Dare una bella mescolata e, sempre a fuoco vivo, far ridurre il liquido della metà.

Dopo un'ora circa aggiungere il resto del cognac, mescolare per 1 minuto e, fuori dal fuoco, aggiungere il burro, sempre mescolando.
In una pentola che lo contenga, mettete uno scolapasta, versare la bisque e con un mestolo schiacciare molto bene in modo che tutto il sugo esca bene.

Buttate via i carapaci e lasciar raffreddare: si può usare subito oppure stoccarla in piccolicontenitori perla conservazione in freezer: io di solito la metto nei contenitori per il ghiaccio, così da ottenere dei praticissimi cubetti di concentrato di crostacei!

martedì 8 dicembre 2009

Il panettone di Loison: chinotto, baccalà e tardivo tutti nello sformatino!

Nei giorni durante i quali si dovrebbe respirare con la pancia riesco a fare un giro nei siti delle aziende che amo maggiormente e in quelli dei blogger che ammiro di più. E' un viaggio al quale vorrei riuscire a dedicare più tempo ma tant'è...

concorso-natale09Quasi in contemporanea ho trovato sia nel sito di Loison che in quello di Fiordisale l'iniziativa legata al Natale ed al mitico Panettone di Loison; un paio di giorni fa poi avevo acquistato quello al chinotto, un agrume vintage che quest'anno è tornato agli onori....dei piani di lavoro delle cucine! E come se non bastasse avevo da qualche giorno l'idea di trasformare un prodotto finito in ingrediente, come in una vecchia ricetta trovata in un raccoglitore del 1991.

E quindi? E quindi mi sono decisa ed è nato questo Insolito Tortino (come giustamente Loison, nel proprio sito, sottolinea uno spazio dedicato alle ricette più diverse confezionate proprio con il panettone), ovvero uno Sformatino di panettore al Chinotto con baccalà e Tardivo.

Ingredienti per 4 tortini

200 gr di panettone di Loison al Chinotto
400 gr di baccalà dissalato
500 gr di radicchio tardivo
1 uovo
8 cucchiai di ricotta salata grattugiata
3 cucchiai di pinoli tostati
sale, pepe, cardamomo qb e di mulinello

Procedimento

Lessare il baccalà nel latte con una foglia d'alloro, uno scalogno, due chiodi di garofano ed qualche grano di pepe nero per 50 minuti. Scolare, pulire e mettere da parte gr 200 di polpa.

Lavare e mondare il radicchio, oliare il fondo di una pirofila, adagiare i mazzetti di radicchio, regolare di sale e pepe e lasciar appassire nel forno statico a 150°.

Nella planetaria mettere il panettone, l'uovo, 200 gr di radicchio tritato, la polpa di baccalà, 4-5 cucchiai di ricotta salata e le spezie.Eventualmente un cucchiaio del latte utilizzato per la cottura del baccalà. Regolare di sale. Riempire con il composto ottenuto degli stampini imburrati ed infarinati e cucinare per 30 minuti nel forno a 180°.

Sfornare e servire caldo con una salsa ottenuta frullando il radicchio brasato con un po' di olio e qualche pinolo tostato e decorando con qualche pinolo intero.

Purtroppo non sono riuscita a fotografare la ricetta: nell'ordine questa settimana si è rotto il cancello d'ingresso, una stampante, un telefono cellulare, la pompa dell'acquaio della cucina, la macchina fotografica......che il mondo che mi circonda mi stia dicendo che vorrebbe vedermi seduta, che dico, 24 ore? :-)

sabato 5 dicembre 2009

Codici, ravioli e tacchi a spillo.


Che serata ragazzi! Mi sento il Perry Mason del raviolo :-)

Codici, Ravioli e Tacchi a spillo.
Ovvero, tre giovani avvocatesse a lezione di cucina da QB. Il tema della serata? Ma la pasta fresca all'uovo, giusto in tempo per pensare ad un menù di Natale diverso dal solito.
Tagliatelle e ravioli di ogni colore: allo zafferano, al cacao, al nero di seppia, agli spinaci, alla rapa rossa.... per vederne (e mangiarne) di tutti i colori!

E stato davvero divertente e molto, molto brave le "alunne" che hanno preparato, e successivamente gustato, parte delle loro creazioni: Tagliatelle al cacao amaro con crema di zucca e Blu di Moncenisio, Ravioli al nero di seppia con ricotta, zucca e petto d'oca affumicata e La vie en Rose, ricetta già postata qualche giorno fa.

Farina, uova e zafferano diventano pasta che diventa sfoglia che diventa raviolo...mamma che buono!


Questo l'ho fatto io!


Ma quanto brave sono?!
Prima le lasagne.....poi i tagliolini...

La via en rose..

...che bello lavorarle con le mani!
Ed alla fine un po' di Franciacorta per ricompensarci delle fatiche culinarie!


Al prossimo corso? Meglio, una gara in punta di farina tra colleghe: Avvocatesse vs Architette...e vincano le migliori!

giovedì 3 dicembre 2009

L'insalata era nell'orto....ed il radicchio nel gateau!


Ma quanto bello è l'orto d'autunno e d'inverno!
Non ha la timida delicatezza della primavera o l'allegra sfrontatezza dell'estate; ha l'aura morbida di una donna che è stata incredibilmente bella da giovane e che ora gode dei frutti della sua maturità. Niente eccessi, niente clamore, ma il fascino della discrezione, un incanto per fini estimatori.
No, tranquilli, non e' l'elogio alla menopausa o dell'"età avanzata ma non trascorsa" come si esprimeva il Manzoni a proposito della Monaca di Monza, è semplicemente la riflessione di fronte ad una mattinata di sole dopo quasi un mese di grigiume padano e della metamorfosi dei colori che durante il "foliage" hanno trasformato il paesaggio che ci circonda....costringendo la sottoscritta al lavoro più inutile del mondo: la raccolta delle foglie caduche Eheh...mi lamento sempre: non è la menopausa, è la teresa! :-)



E quindi? Quindi ci vuole un Gateau di ricotta e Radicchio di Treviso con zabaione di Fior d'Arancio!




Ingredienti

500 gr di ricotta vaccina freschissima (caseificio di Borgoricco)
4 uova intere A
150 gr di Radicchio rosso di Treviso IGP (peso effettivo mondato)
230 gr di zucchero
una piccola radice di zenzero fresco
un po' di vino passito
8 tuorli
160 gr di zucchero di canna
160 gr di Fior d'Arancio Passito 2007 - Ca' Lustra

Procedimento

Tritare finemente il radicchio e farlo appassire in una pentola antiaderente con un po' di vino passito. Mettere da parte.
Montare i tuorli con lo zucchero fino a renderli spumosi, aggiungere la ricotta passata al setaccio e la radice di zenzero fresca grattuggiata finemente.
Montare gli albumi con un pizzico di sale.
Unire il radicchio ai tuorli ed aggiungere gli albumi, con movimenti dal basso verso l'alto.
Versare in una tortiera di 24 cm, oliata con spray staccante (o burro) ed infarinata ed inserire nel forno già caldo, 170° statico, per circa 45' o fino a quando il dolce sarà completamente rappreso al centro.
Nel frattempo montare fino a renderli spumosi, quasi bianchi, i tuorli con lo zucchero. Spostare la crema dalla planetaria al polsonetto ed, aggiungendo a filo il vino, cuocere a bagnomaria bollente fino a farlo diventare soffice.

Servire la fetta di torta con lo zabaione caldo ed il medesimo vino utilizzato per la cottura dello stesso come accompagnamento.
(n.b.: è possibile preparare dei piccoli tortini in sostituzione della classica torta: diminuiscono i tempi di cottura, circa 28-35') .
Prrendetevi una sedia, visto che le poltroncine di vimini sono già tutte incellophanate in cantina, magari un maglioncino morbido morbido addosso e con una bella fetta di torta profumata salutate il tramonto sotto gli alberi spogli....lo zabaione renderà accettabile tutto, anche la teresa!



...visto che a me muoiono anche i fiori di plastica, in autunno non mi sento così tanto in colpa...:-)

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