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venerdì 30 aprile 2010

Buona la Seconda, Tajine di bufalo marinato e speziato

Siamo alla seconda portata del Contest di Rossa di Sera : come si diceva ispirazione internazionale per un menù da gourmet.

Se il primo piatto è partito da Parigi per arrivare negli Stati Uniti il secondo è partito dal Nord Africa, è passato per Parigi e si è fermato a Treviso!

Lo scorso febbraio avevo partecipato ad un bellissimo corso – ospite di Carola de La Casetta delle pesche - tenuto da Lucia di Radicchio di Parigi su Terrine e Tajine (trovate il post qui ), questo ultimo piatto marocchino che andrebbe cucinato nella caratteristica pentola di coccio a forma di cono (la "mia" sta vagando in una valigia in giro per qualche aeroporto...grrr@#) aromatizzato da un mix di spezie.

Così l'idea di rendere ancora più insolita la carne di bufalo grazie alla marinatura, ed alla successiva cottura, mi ha convinta a continuare questa avventura gastronomica low cost nel segno del "resto del mondo"!

Tajine di bufalo marinato e speziato

Ingredienti per 6/8 persone

800 gr di bufalo tagliato in pezzetti, 600 ml di vino rosso (ho usato un Refosco), 50 ml di aceto di vino, 1 stecca di cannella ed un cucchiaio tra bacche di ginepro e pepe nero in grani, 1 cipolla e 4 cipollotti, 50 gr di uvetta sultanina, 50 gr di mandorle a lamelle tostate, qualche rametto di timo fresco, olio evo, sale e pepe, acqua, 1 cucchiaio di spezie in polvere tra: cardamomo, coriandolo, cumino e zenzero.

Per la frolla: 250 gr di farina, 125 gr di burro, 1 uovo, un cucchiaino di zucchero di canna, un cucchiaino di sale affumicato, 40 ml di acqua fredda.

Procedimento

Mettere in un contenitore di vetro la carne di bufalo, le spezie (cannella, ginepro, pepe) ed il vino, lasciando a temperatura ambiente e sigillato per 24 ore.

Preparare la frolla come di consueto, lasciarla riposare avvolta nella pellicola ed in frigo per almeno un'oretta, stenderla dello spessore di 3 mm, ricoprire degli stampini, farli riposare in frigo per 20' e cucinare in bianco a 180° per circa 15' ed altri 3-5' minuti, tolti i pesi o i fagioli, per la giusta colorazione. Lasciar raffreddare e mettere da parte.

Togliere dalla marinata la carne, scolarla bene, eliminare le spezie e tagliarla in piccoli pezzettini, mettere l'uvetta in ammollo in una ciotola con acqua tiepida, tagliare sottilmente cipolla e cipollotto e far soffriggere in una padella pesante con dell'olio evo.

Unire la carne, farla rosolare dolcemente, unire le mandorle tostate precedentemente in una pentola antiaderente e l'uvetta scolata ed asciugata, il cucchiaio di spezie ed un bicchiere abbondante d'acqua. Regolare di sale e pepe.

Lasciar cucinare dolcemente per almeno 40 minuti, controllando che non si asciughi troppo il fondo di cottura.

Aggiungere le foglioline di timo fresco e servire subito nelle tartellette guarnendo, se si desidera, con della rucola freschissima condita con dell'olio evo nel quale si è lasciato macerare per qualche giorno qualche scorza di cedro ed un peperoncino fresco.

Costo: circa € 3,50 a porzione

mercoledì 28 aprile 2010

Buona la prima: Zuppa Parmentier per il contest "Cenetta Gourmet x 2 x 15€"


Ispirata dal contest di Rossa di Sera ho pensato ad un menù internazionale, profumato, colorato, speziato ed ovviamente low cost!

Julia Child, l'incredibile americana che prima donna al mondo venne insegnita del Cordon Bleu, esuberate ed un po' visionaria, tra le 524 ricette del libro "Mastering the Art of French Cooking" scrisse anche di questa zuppa che solitamente in Francia ho gustato fredda in bicchiere mentre qui viene presentata nella sua ricchezza di ingredienti.

E' una zuppa che preparo spessissimo, molto gradita dalla prole (pur essendo, udite udite, piena "zuppa" di verdure!), anche se nella versione più light, ovvero senza la panna e senza la pancetta.



Zuppa Parmentier (per circa 6-8 persone)




Ingredienti
8 patate a pasta gialle, 3 porri grandi, 2 cipolle gialle, brodo di pollo o vegetale, una crosta di parmigiano reggiano (ho la mia personale riserva in frezeer), 250 ml di panna fresca, 10 fettine di pancetta tagliata a rettangolini, erba cipollina fresca.

Pelare le patate e tagliarle a tocchetti regolari, lavare bene i porri (attenti alla terra che si annida negli strati sottostanti) e tagliarli sottilmente, mondare e tagliare sottilmente le cipolle e mettere tutte le verdure in una pentola pesante (meglio se di rame) e coprire con il brodo. Al bollore aggiungere la scorza di parmigiano reggiano e cucinare a fuoco basso per 40'-50'.

Togliere dal fuoco, togliere la crosta di formaggio, impugnare (!) il frullatore ad immersione per creare una purea morbida. Regolare di sale e pepe.

Tostare in una padella antiaderente la pancetta e mettere da parte.

Servire la zuppa calda accompagnandola con la pancetta, la panna e l'erba cipollina che ogni commensale aggiungerà a piacere.





Costo (da divisione del costo totale) per due: circa € 2,00 a porzione

lunedì 26 aprile 2010

Miniquiche di melanzane, pomodorini confit e bottarga: la bontà come ingrediente segreto.

Il nuovo contest di Un tocco di zenzero mi ha affascinato immediatamente, sia per la bontà dell'ingrediente segreto che per la dicitura del burro 1889 salato: "da panne riposate"..beate loro! Io, essendo piuttosto agitata di mio, darei vita ad un burro un po' isterico :-)

Per cui, grazie alla complicità di un'amica torinese di passaggio per la Maratona del Santo, ho recuperato l'ingrediente segreto che ha trasformato queste miniquiche, che potrebbero anche essere partecipare al mio, di contest, visto che sono state "gustate" per il posticipo del Milan!

Miniquiche di melanzane, pomodorini confit e bottarga

Ingredienti per la frolla: 250 gr di farina 00, 125 gr di burro 1889 salato ammorbidito, 1 uovo, 1 cucchiaino di zucchero di canna, 40 ml di acqua fredda.

Ingredienti per la farcitura: 3 melanzane, 250 gr di pomodorini datterini, 2 cipollotti, 2 uova, 150 gr di ricotta di bufala, 150 gr di panna fresca, 20 gr bottarga di tonno, coriandolo e pepe nero macinati al momento, zucchero di canna.

Visualizza Miniquiche di melanzane, pomodorini confit e bottarga


Procedimento
In un teglia antiaderente versare i pomodorini con un po' d'olio evo, sale e pepe ed un po' di zucchero di canna. Mettere nel forno a 130° per almeno un paio di orette.

Nel frattempo preparare la frolla, modellare un panetto che, avvolto con pellicola e riposto in frigo, riposerà un'oretta.

Mondare le melanzane, eliminare la maggior parte della parte bianca, tagliarle in dadolada piccola (1x1) e rosolarle per circa 15'-20' con i cipollotti tagliati a fettine sottili con un po' di olio evo.

Stendere la frolla, rivestire dei mini stampini da crostata e far riposare in frigo per circa 20 minuti.

In una ciotola sbattere le uova con un pizzico di sale e pepe macinati al momento, unire la ricotta e la panna e mescolare fino ad ottenere un composto liscio con una frusta. Aggiungere la bottarga ed il coriandolo macinato.

Per ogni tortina versare un paio di cucchiai di dadolada di melanzane, 3-4 pomodorini e coprire con il composto liquido.

Far cucinare in forno caldo a 180° per almeno 25'-30' e servire con una insalatina fresca o con della rucola. E vinca il migliore!

sabato 24 aprile 2010

Croustades ovvero uova ed asparagi take away

Settimana iperintensa.

Enrica è rimasta a casa H24 per una settimana (con i relativi orari che continuano ad essere diversi dai miei di almeno 6 fusi orari), Edoardo ha aumentato gli allenamenti settimanali (e con essi il numero delle lavatrici, programma specifico "fango e petunie" ovvero quello che il filtro mi ritorna ogni volta), Roberto si è messo in testa di costruirsi un caminetto esterno (dopo che l'ultimo preventivo portato a casa aveva il valore..di un carato..e non ho capito!) ed io mi sono dovuta occupare di un trasloco sui generis.

Ma il richiamo della mia cucina è stato più forte, tipo Torna a casa Lessie e non ho potuto resisterle, anche perchè non ho nessuna intenzione di farlo! E poi su di me cucinare ha l'effetto di una seduta di yoga: mi riconcilia con il mondo e torno a respirare con la pancia.

E visto che sono stata sempre in giro ho pensato di portarmi la giusta stagione nel cestino della merenda, uova ed asparagi. Stessa sostanza, anche se la forma è un po' diversa. :-)



Croustades con uova ed asparagi

Ingredienti per le croustades: 250 gr di farina 00, 125 gr burro chiarificato ammorbidito, 1 uovo, 1 cucchiaino di zucchero, 1/2 cucchiaino di sale affumicato, 40 ml di acqua fredda.

Ingredienti per la farcitura: un mazzo di asparagi bianchi e uova (un paio per commensale e due crostatine ciascuno), scalogno, cardamomo, sale e pepe.

Visualizza Uova ed asparagi take away


Procedimento

Preparare la frolla come di consueto, lasciarla riposare avvolta nella pellicola ed in frigo per almeno un'oretta, stenderla dello spessore di 3 mm, ricoprire degli stampini e cucinare in bianco a 180° per circa 15' ed altri 3-5' minuti, tolti i pesi o i fagioli, per la giusta colorazione. Lasciar raffreddare e mettere da parte.

Pelare gli asparagi con il pelapatate, tagliare a rondelle sottili conservando le punte, saltarli in un battuto di scalogno, brasare con un po' di vino bianco, regolare di sale e pepe ed aromatizzare con il cardamomo verso la fine della cottura, dopo circa 15'.

Sbattere le uova brevemente dopo averle salate e pepate, cucinarle per 2'-3' in una padella calda mescolando continuamente con un mestolo di legno.

Riempire le croustades con una cucchiaiata di uova strappazzate ed una di asparagi brasati, usando le punte per la decorazione (in effetti ho farcito le crostatine in modo importante..ma si trattava del mio pranzo, mica di un happy hour!).

Potenza del mio cestino di vimini: sapete quante volte Yoghi ha cercato di barattare la crostatina con similpanino farcito di finta-cotoletta? ;-)

giovedì 22 aprile 2010

Di mamma ce n’è una sola. Per fortuna..

mamma

Nella pubblicità la "Mamma” è come l’Autogrill: invece di cucinare per i propri cari somministra cibi e bevande.

Se ne parla a Cibvs, in Tanto Cibvs Quanto Basta: si parte da Biancaneve e Cenerentola per arrivare alle nostre tavole.

E voi, che ne pensate?

mercoledì 21 aprile 2010

Le interviste dello Sfizio dal Blog di Olivia e Marino

Abbiamo deciso di conoscere meglio i luoghi, i momenti e le storie dello sfizio vissute dai blogger più interessanti della rete, coinvolgendoli in delle interviste per il blog della Bottega di Olivia&Marino.

La prima intervista ha per protagonista una food blogger molto apprezzata, Anna Maria Pellegrino de La cucina di qb.

Abbiamo già conosciuto Anna Maria su queste pagine quando, l’anno scorso, ha accompagnato i Cercasfizio Silvia e Pietro per un pomeriggio nella città di Padova. Ora scopriamo qualcosa in più su di lei e il suo universo dello sfizio, tutto veneto.

Ciao Annamaria! Qual è un personaggio della tua città d’origine che rappresenta, per te, il concetto di sfizio?

Della mia città natale, Venezia, amo particolarmente il mercato del pesce: è un caleidoscopio di colori, di suoni, di profumi, di battute più o meno sagaci e di chiacchiere tra i vari “banchi” ed i compratori. Tutti si danno del tu, tutti si conoscono; comprare un ingrediente per preparare un piatto molto spesso diventa una discussione di gruppo in cui ognuno porta la sua esperienza, il suo consiglio oppure un giudizio che non ammette replica. Rigorosamente in dialetto!

Ti ricordi di un tuo viaggio, in Italia, che leghi particolarmente ai sapori e alle usanze della tradizione? Cosa ti ha stupito, quella volta?

Viaggio frequentemente verso la Puglia e nello specifico il Salento. Scoperto vent’anni fa, quando ancora non era diventato un luogo di moda e quando la Notte della Taranta contava 2000 spettatori, mi è entrato nel cuore, come un amore a prima vista. Ho imparato ad apprezzare i colori vivi del paesaggio ed i sapori forti della sua cucina, che culmina nelle varie sagre in un’apoteosi enogastronomica. Anche la produzione di vino e d’olio si è affinata offrendo prodotti di eccellenza.

Devi vestire i panni di “Cercasfizio”: dove passeresti il tuo prossimo weekend a caccia dello sfizio e perché?

Sarebbe bello coniugare la Settimana della Cultura di quest’anno con un bel giro enogastronomico, come la strada dei vini dei Colli Euganei: si parte da Abano e da Montegrotto terme per un intinerario su strade circondate da colline e boschi. Arquà Petrarca, con la casa natale del celebre poeta, l’Abbazia Benedettina di Praglia, Luvigliano, con la Villa dei Vescovi, monumento rinascimentale recentemente entrato a far parte del patrimonio del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano). Valsanzibio con la villa Barbarigo-Pizzoni-Ardemani, il cui giardino storico è famoso per le fontane, i ruscelli, i giochi d’acqua, il magnifico labirinto vegetale e l’ingresso monumentale…e poi i produttori locali di vini blasonati, olio e prosciutto e tante altre incredibili tentazioni.

Puoi scegliere un personaggio storico o di fantasia perché ti accompagni in un weekend sfizioso: chi scegli?

Visto che la mia mia città di nascita è Venezia non posso che pensare a Giacomo Casanova, cittadino più o meno illustre della Serenissima, che soggiornò a Villa Mocenigo, nel 1779. Indiscusso amante dei piaceri della vita, chi più di lui potrebbe apprezzare un weekend sfizioso?

Qual è il prodotto della tradizione che associ di più allo sfizio?

Il baccalà o, come si dice da queste parti, lo stoccafisso, citato anche dal celebre scrittore Vázquez Montalbán: “Se non si trattasse di magia, ma dico magia vera e propria, inspiegabile, direi che si tratta di magia ed è questo che dico. Baccalà morto stecchito, resuscitato dall’acqua e trasformato un tratto in materia malleabile, come il marmo nelle mani di Michelangelo o l’argilla in quelle di un vasaio di Guadix….Così parlò Zarathustra. Ma io mi limito a dire che questo è il piatto re dei mari e dei letti, vale a dire, il piatto re di tutte le navigazioni, e che vivere non è necessario, ma navigare sì“. Mantecato, alla Vicentina, in umido accompagnato dalla polenta di mais giallo, di Marano, nei “cicheti” dei “bacari” veneziani. Una delizia sempre e comunque.

Grazie Anna Maria!

GRAZIE A VOI!!

martedì 20 aprile 2010

Semifreddo alle fragole con riduzione all'aceto balsamico e cioccolato fondente



Gli antichi Romani, che sapevano godersi la vita come pochi altri popoli al mondo, consideravano la fragola, appartenente alla famiglia delle rosacee, un frutto prezioso dedicato alle tavole dei patrizi, come gli asparagi; Plinio il Vecchio, infatti, consigliava a chi patrizio non era di soddisfare le proprio voglie gastronomiche con quelli....selvatici!
Addirittura si pensava che potesse allungare la vita e quindi la pianta veniva usata anche a fini ornamentali ornamentali, così di essere di buon auspicio.

I botanici francesi, per soddisfare quel golosone di Re Sole, affinarono le tecniche di coltivazione intensiva, come fecero con l'asparago, considerato addirittura afrodisiaco dalle signore della corte.



Successivamente arrivarono gli americani con le loro specie mastodontiche e meno delicate ma questo, nel tempo, ha comportato un frutto grande come un mandarino che con 10 pezzi fa un cestino da 250 gr. Ed il gusto? Beh.....ma è più divertente guidare, magari tra le stradine di una città medioevale, una Cinquecento plein-air oppure un mega macchinone, squadratone e compattone?
Idem per le fragole: nella giusta stagione e nella giusta dimensione il gusto è tutta un'altra cosa. Come quelle usate per questo semifreddo veloce veloce e servito in miniporzioni perchè piccolo è bello!



SEMIFREDDO DI FRAGOLE CON RIDUZIONE DI ACETO BALSAMICO E CIOCCOLATO SPEZIATO


Ingredienti per il semifreddo
500 g di fragole
250 g di zucchero zefiro aromatizzato alla vaniglia
2 albumi
5 dl di panna fresca
un po' di granella di pistacchio
3 cucchiai di Verduzzo

Ingredienti per la riduzione di aceto balsamico
Un bicchiere di aceto balsamico (almeno 6 travasi), un po' di cioccolato fondente (io ho usato un extrafine all'85%), un peperoncino fresco, una stecca di cannella, qualche seme di coriandolo.

Procedimento
Lavare le fragole e tagliarle a fettine (se lo desiderate potete tenerne qualcuna per la decorazione) e metterle in una pentolina con 100 gr di zucchero zefiro aromatizzato alla vaniglia ed il vino, portare a bollore, cucinare un paio di minuti, passare al mixer e mettere da parte.
Mettere il rimanente zucchero in un pentolino con un paio di cucchiai d'acqua così da ottenere uno sciroppo.
Montare gli albumi a neve ferma aggiungendo a filo lo zucchero cotto, unire la panna montata a parte e per finire la purea di fragole, mescolando con una spatola delicatamente, dall'alto verso il basso.
Foderare con pellicola degli stampini da plum-cake oppure un singolo stampo, versare il composto, coprirlo con pellicola e metterlo nell'abbattitore oppure in freezer per almeno 8 ore.

Mettere l'aceto balsamico in una pentolina con il cioccolato fondente (a gusto ma non meno di 50 gr) unendo erbe ed aromi avvolti in una garza sterile. Al bollore abbassare la temperatura e lasciar andare per una decina di minuti. Togliere dal fuoco, levare il sacchettino con gli aromi e lasciar raffreddare.

Servire il semifreddo decorando con qualche fragolina, la granella e la riduzione di aceto e cioccolato.

domenica 18 aprile 2010

Tortino alle fragole speziate con gelato al rosmarino

Mai come di domenica la frase "tengo famiglia" si esplica in tutto il suo...moltiplicarsi dei componenti!

Di solito rientra Enrica, con il corollario di coccole da parte di Lucky ed i successivi strusciamenti di Agata. Ed è un puntuale aggiornarsi sulle vicende accadute negli ultimi giorni, perdendosi inesorabilmente tra le mille finestre che vengono aperte durante la chiacchierata. Con le conseguenti espressioni perplesse di Roberto e le risatine sotto l'apparecchio di Edoardo.

Ma quando arrivano anche i miei genitori e mia sorella con i gemelli la procedura si fa un po' più complicata: si parte dalla proposta (venite a mangiare un boccone domenica?), alla successiva messa a punto dei particolari (ma l'hai detto alla mamma? Si, papà. E cosa vuoi che portiamo? Niente, è un invito a pranzo. Va bene, dico a tua mamma di portare qualcosa. E a che ora dobbiamo venire? Direi verso l'una. Va bene, siamo lì per le 12.30, che dopo per i gemelli è troppo tardi). Di solito alle 12.15 ha già suonato il campanello.

Poi c'è il menù. (Non fare come il tuo solito che prepari un sacco di cose, lo sai che siamo tutti in dieta. Si, mamma. Vuoi che porti un arrosto? No, grazie. E' un invito a pranzo. Va bene, porto il contorno).

E siamo solo al lunedì.....vi assicuro che arrivare alla domenica è dura.

Sorellina, fai il salame al cioccolato per gli Unni? E ricordati che non mangiano niente.

Una volta si sono fatti fuori il risotto con il radicchio tardivo e l'insalata di gallina padovana con tanto di pinoli ed uvetta (si, un paio se li sono tirati dietro e poi Agata ci ha giocato a calcio, ma tant'è).

E così, per riuscire a sorridere sempre e comunque, diventa necessario un dolcettino che possa suscitare qualche perplessità nell'accostamento, così da sottolineare, perchè qualche volta ci vuole, che comunque sono io che comando in cucina!

Tortino di fragole speziate e gelato al rosmarino

Ingredienti, per i tortini

250 gr di farina 00 autolievitante, 200 gr di zucchero zefiro, 3 uova medie, 1 dl di olio di semi di soia, 1 cucchiaio complessivo di cardamomo, cannella e cumino in polvere,150 gr di fragole pulite,2 gr di bicarbonato di ammonio.

per il gelato al rosmarino

3 rametti di rosmarino,400 litro di latte crudo, 200 gr di panna, 150 gr di zucchero zefiro, 50 gr di glucosio.

Procedimento per i tortini

Pulire le fragole, tagliarle in dadolata (1x1 cm) e lasciarle marinare in una ciotola di vetro con le spezie in polvere.

Sbianchire le uova con lo zucchero e successivamente aggiungere gli altri ingredienti, un po' alla volta, concludendo con le fragole.

Riempire i pirottini con il composto (dipende dalla dimensione: ne ho ottenuti da 14 a 20) e cucinarli nel forno statico a 200° per 12'-14'.

Far raffreddare in una gratella.

Procedimento per il gelato

Portare a bollore il latte con la panna, aggiungere lo zucchero ed il glucosio e riportare nuovamente a bollore.

Togliere dal fuoco, aggiungere il rosmarino e lasciar riposare per almeno un'ora o fino al raffreddamento.

Passarlo un paio di volte al colino cinese, mettere il composto nella gelatiera e far mantecare.

Servire i tortini freddi con una pallina di gelato e spolverati di zucchero a velo. E godersi un attimo di rispettoso silenzio ;-)

giovedì 15 aprile 2010

“IL PANINO CON LA COPPA”, il contest per gli sportivi della poltrona

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Come promesso eccoci al primo contest de la cucina di qb, ispirato ai recentissimi eventi sportivi - le Olimpiadi invernali, le Paralimpiadi, il Sei Nazioni di rugby - e soprattutto a quelli che ci aspettano - la Champions League, il Torneo 3 Nazioni, la Coppa del Mondo: Il panino con la coppa, ovvero il primo concorso enogastronomico per i forzati della poltrona.

REGOLAMENTO: poche regole ma importanti!

1. Il contest è aperto a TUTTI, blogger e no, ovviamente.

2. Per partecipare: postate sul vostro blog la ricetta che condivide con voi gli eventi sportivi e la vostra poltrona, corredata di foto, specificando che partecipate a Il panino con la coppa! Per chi non avesse un blog può inviare ricetta e foto a lacucinadiqb@gmail.com

3. Esporre il banner qui sotto con il link del concorso su una delle colonne del vostro blog

<a href="http://www.lacucinadiqb.com/" title="Il panino con la coppa: il primo contest enogastronomico-sportivo!"><img src="http://www.cibvs.com/img/poltrona_con_pallone_250.png" alt="Il panino con la coppa" style="border: none;" /></a>

commentando questo post, in modo tale che i link a tutte le ricette partecipanti possano essere aggiornati in tempo reale.
SCADENZA: LE ORE 24 DELL’11 GIUGNO (praticamente alla cerimonia di apertura di FIFA WORLD CUP SUD AFRICA 2010).

E la giuria?

I maschi della mia famiglia, che lo sport (grazie al cielo!) lo vivono anche in poltrona (con vivo sollievo da parte della "lavatrice"),

Lo staff di www.CibVs.com, redazione enogastronomicamente parlando, effervescente e multimediale,

Carlo Vidali, chef (amico e maestro) del ristorante La Finestra di Via dei Tadi a Padova: partito dal San Clemente, passato per il Dolada ed il Griso, è poi approdato a San Francisco e New York, finendo a fare un giretto anche a Copenaghen, prima di rientrare in Italia per aprire il suo ristorante..

And the winner is... I PREMI!

I primi tre classificati riceveranno una “cesta” con i seguenti prodotti messi a disposizione da questi Cari Amici:

• Le ricercatissime grappe di BONAVENTURA MASCHIO: Prime Uve, Prime Uve Oro e Prime Uve Nera ovvero la dimostrazione di come la passione riesca a trasformare chicchi d’uva in prezioso distillato.

• Le innovative birre de Il birrificio del Ducato, un produttore di birra artigianale che l'Unionbirrai ha premiato come miglior produttore del 2010 per ben tre dei suoi prodotti.

• I prodotti della collezione di Born to wine, in assoluto la prima crema spalmabile al mondo prodotta con cioccolato fondente di Trinidad e Venezuela non concato puro all’80% e vino rosso blasonato, in parti uguali, senza conservanti e grassi idrogenati, oltre alla collezioni di vini, ZECCHINO Prosecco Spumante Brut, IL CARLINO Spumante Brut, IL CARLINO Spumante Rosato Brut.

• ed altre squisitezze….per ora ancora misteriose!

Inoltre, per il primo vincitore, una copia del libro “Mangiabbinando” con segnalibro e scheda autore, di Stefano Buso. (Freelance, food writer, esperto in storia della gusto, tecnica della ristorazione, Accademico AIGS (Accademia Italiana Gastronomia Storica). Prefetto Accademia Gastronomia Storica Italiana per il Veneto Orientale e Friuli Occidentale. Associato A.S.A. (Associazione della Stampa Agroalimentare Italiana). Curatore di rubriche tematiche dedicate al food&beverage e comunicazione).

Tutte le ricette partecipanti daranno vita ad un fantastico ricettario in forma pdf - ma se riuscissimo anche a stamparlo…..

Allora, forza con padelle, vassoi, piatti, bicchierini, finger food, panini chilometrici, pietanze minimaliste e calici in bella vista che l’11 giugno 2010 è vicino!

p.s.: per qualsiasi dubbio, informazione, curiosità non esitate a scrivermi!


ELENCO DELLE RICETTE PARTECIPANTI

1. Il Panino di Mani in pasta

2. Il Tortino di Federica

3. Le alette di pollo U.S.A. di Alem

4. Lo sfincione gluten-free di Stefania

5. Le polpette di Zucchero d'Uva

6. I Finger food di Serena

7. I panini ungheresi di Aniko

8. I cannoncini di Sonia

9. I finti Yakitori di Cecilia

10. Le tentazioni di Paola

11. I crostini di Giulia

12. L'innominato di Sibilla

13. Le gelosie di Chiara

14. L'ispirazione monegasca di Giulia

15. I sandwich agli asparagi di Speedy 70

16. Le polpettine ittiche di Sibilla

17. Il panino focaccioso di Lucy

18. Lo sfincione palermitano di Tiziana

19. La crostata sfiziosa di Sorelle in Pentola

20. Le dolcezze di Solema

21. La focaccia con il lievito madre di Daisy

22. Le cipolline di Aiuolik

23. L'ispirazione messicana di Ambra

24. I crostoni primaverili di Acqualina

25. Le pizzette di Zia Elle

26. I fagottini ripieni di Imma

27. I panini messicani di Solema

28. Il panozzo morbidone di Ely

29. I sigari profumati di Cinzia

30. I dakos di Ornella

31. Il 4-4-2 di Carlotta D.

32. I Pokora di Araba Felice

33. Il panino easy e glamour di Stefania

34. e polpette di pollo di Italians do eat better

35. L'italico panino di Serena

36. La focaccia di Elenuccia

37. La frittura perfetta di Bea

38. La dolce consolazione di Genny

39. Il crostino italo-londinese di Daniela e Diocleziano

40. La pizza patriottica di Yaya

41. L'ispirazione ferrarese di Elga

42. Il panino delle cinque di Nicol

43. Il menù completo di Dida70

44. I panini waka waka di Meg e Giovanni

45. Le penne tricolori (e antisfiga) di ViaggiandoMangiando

46. Il toubulè mondiale di Iana

47. Il farro salsicciato di Lucia

48. Il pane di Nonna Sole

49. Il pane che non si impasta di BearS

50. La ricetta misteriosa di Carlo...

martedì 13 aprile 2010

Le erbette primaverili nel piatto: Ravioli di cannellini e castelmagno con bruscandoli profumati di grappa barrique


Il bello della primavera è che finalmente si inizia a vivere all'aria aperta: sorseggiare una tazza di tè, seduti sugli scalini di casa e baciati dai primi raggi solari da alla giornata un brio tutto diverso.

A pochi minuti a piedi da dove abito c'è il fiume Brenta (oltre ad uno dei suoi affluenti più importanti, il Piovego): il bello di questo fiume è l'incredibile canalizzazione che consente di partire da Venezia e di arrivare a Padova in barca, attraverso la Riviera del Brenta, luogo di villeggiatura dei nobili veneziani nelle meravigliose ville palladiane, tra le quali Villa Pisani, già dimora reale.

Negli ultimi anni varie associazioni ed una coscienza civile diversa stanno lavorando per rivalutare questo patrimonio unico al mondo: la bellezza della laguna, le ville della riviera e la vita nell'acqua, tra salici piangenti e papere in libera uscita oltre ai relativi argini, popolati da corridori imperterriti, cagnolini festosi e signore intente a cercare bruscandoli!

Sono riconoscibilissime: all'inizio dell'argine c'è una bicicletta da donna parcheggiata vicino ad un albero o siepe, di solito c'è un sacchetto attaccato al manico. Poco distante una gonna scura al ginocchio ed un....sedere, in quanto il resto del corpo, reclinato a raccogliere le erbette selvatiche commestibil, non è visibile.
I luoghi dove nascono questi germogli di primavera sono oggetto di trattative segrete per la condivisione. Ci vorrebbero delle intercettazioni satellitari per conoscerne l'esatta ubicazione....:-)



E con un bel mazzetto di freschi bruscandoli (ovvero luppolo selvatico) cosa si potrebbe preparare? Ma dei ravioli, of course!

Ravioli di cannellini e castelmagno con bruscandoli al profumo di grappa barrique

Ingredienti

Per la pasta: 300 gr di farina 00, 2 uova medie, 1 tuorlo, un po' di riduzione di cottura dei bruscandoli

Per la farcia: 200 gr di fagioli cannellini, 100 gr di ricotta, 200 gr di Castelmagno, uno scalogno, un tuorlo, vino bianco secco, pane grattugiato tostato, sale

Per il condimento: le punte dei bruscandoli, grappa Maschio Barrique per fiammeggiare, burro chiarificato, olio evo, pepe nero lungo.

Procedimento

Mettere in ammollo di fagioli cannellini per qualche ora e cucinarli per circa 40' dal bollore, con qualche grano di pepe nero ed uno spicchio d'aglio privato della parte interna verde. Frullarli e passarli al colino e mettere da parte.

Mondare i bruscandoli, mettere da parte le punte e far bollire i gambi fino ad ottenerne una riduzione un po' scura ed un po' amara. Lasciar raffreddare.

Preparare la pasta come siete soliti fare aggiungendo un po' di riduzione di cottura dei gambi dei bruscandoli, quanto basta per ottenere un bel panetto e lasciarlo riposare coperto per almeno una mezz'ora.

In una ciotola unire la ricotta setacciata, il castelmagno passato al mixer e la purea di cannellini, regolare di sale (attenzione che il castelmagno è un erborinato molto saporito).

Stendere la sfoglia e preparare i ravioli come di consueto.

Tritare lo scalogno e saltarlo in una padella con olio evo e burro chiarificato, aggiungere le punte di bruscandoli, regolare di sale, fiammeggiare con la grappa, aggiungere i ravioli lessati per qualche minuto e servire in piatti caldi decorando con una macinata di pepe nero lungo.

E dopo questo piatto, via in bici "su e xo" per gli argini in cerca dei "carletti" - altra erbetta spontanea - o di attaccare bottone con le indomite raccoglitrici di bruscandoli, sperando in qualche complice confidenza gastronomica!

domenica 11 aprile 2010

Il panino con la coppa: il primo contest enogastronomico-sportivo!


IL PANINO CON LA COPPA

per affrontare al meglio

il Torneo 3 NAZIONI

la COPPA DEL MONDO FIFA 2010

GRANDE CONCORSO ENOGASTRONOMICO

A FAVORE DEGLI SPORTIVI

FORZATI

DELLA POLTRONA

mandateci il vostro pranzo tipo

da consumare davanti alla tv

assistendo alle partite

ai dopopartita

ai commenti

agli speciali

alle repliche

alle differite

lacucinadiqb.com


Ho conosciuto tantissime di voi grazie ai contest, alle raccolte, ai giveway ed ogni nuovo incontro è stato un sorriso, uno scambio, una parola dolce e simpatica.

Come ben sapete in casa si "mangia" calcio: nonostante tra i componenti della famiglia si annoverino gli sports più diversi (nuoto, rugby, baseball, rock acrobatico, pallavolo, equitazione) ad Edoardo piace il calcio e dal primo allenamento, avvenuto alla tenera età di 6 anni, è stato un amore a prima vista, una passione spassionata, un virus indelebile. Anche per la povera lavatrice.

Allora perchè non pensare allo sport preferito degli italiani? Il calcio? Beh, certo, per chi lo pratica, ma sono molti di più coloro i quali praticano sport davanti alla tv, tra i tavolini del bar, in pausa con i colleghi. Una nazione di commissari tecnici che "mastica" cross, punizioni di prima e di seconda, veroniche, gol ad incrocio dei pali, marcature a uomo, passaggio all'indietro, mischia chiusa e aperta, touche, griglia di partenza, ruote francobollate.....e cibo!

Forza dunque con le padelle, i vassoi, i piatti, gli ingredienti e le bevande che meglio vi fanno compagnia durante le lunghe sessioni televisive degli eventi sportivi di calcio, rugby, golf, formula 1, moto gp, altetica, sci, nuoto, pattinaggio artistico e corsa con i sacchi!

Giovedì saremo più chiari: banner, sponsor, collaboratori, giuria e premi!

Intanto godetevi questa spasmodica attesa.....come fosse un derby!

venerdì 9 aprile 2010

Cicciabomba cannoniere…

L’Italia sta diventando sempre più grassa: forse aver abbandonato la dieta mediterranea non è stata una grande pensata.

Vi aspetto a Cibvs per rifletterci insieme.

 

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giovedì 8 aprile 2010

Elogio alla lentezza ed il ratto salvifico



Da qualche tempo ho adottato un sistema "libera-mente" (alternativo all'analista) ovvero che un "vaffanc..o" non si nega a nessuno. E nello specifico in questi giorni mi sono concentrata sulla e-spam: tra comunicazioni di stratosferiche vincite, richieste di modifiche di account di fantomatici conti bancari o postali, catene di santantonio travestite da auguri mi sono concentrata su una e-mail di una ditta (statunitense, credo) che mi offriva un servizio di "comunicazioni alle persone a te care post ratto salvifico".
Va bene che siamo in un momento difficile dell'economia e che Wall Street ha dimostrato (se mai ce ne fosse stato bisogno) che la finanza non è l'economia, ma dover sopportare lo stressamento dei cabassissi (Montalbano docet) per l'imminente fine del mondo mi sembra davvero un po' troppo!!

"E non dimenticate di comunicare il vostro account bancario in modo tale che i vostri beni non vadano al Terzo Anticristo; vi assicuriamo che quanto da voi risparmiato in anni di lavoro verrà consegnato ai vostri cari entro 7 anni dal vostro ratto salvifico". Ma anche no!


E quindi dopo essermi riletta il Libro dell'Apocalisse ed essere giunta alla conclusione che nessuno sano di mente si sognerebbe di sopportarmi con 7 anni anticipati rispetto a quanto già stabilito (in Paradiso si beve solo il caffè, non ho mai visto nessuno spadellare un piatto di aglio olio e peperoncino: cosa faccio tutto il tempo così carica di caffeina?!) ho deciso di respirare con la pancia, preparando uno dei piatti più zen che conosca: la focaccia, o meglio, Fugassa Venexiana, quella che richiede più pazienza rispetto alle diverse tipologie di fogasse che la cucina veneta annovera...ehehehe...tipico esempio di federalismo comunale!

Ingredienti
600 gr di farina 00, 150 gr di burro chiarificato, 150 gr di zucchero semolato, mezzo bicchiere di latte crudo, 20 gr di lievito di birra, 6 uova, un bicchierino di grappa barrique, la scorza grattugiata di un'arancia non trattata, una stecca di vaniglia, un pizzico di cannella, una presa di sale, 40 gr di mandorle spellate e tritate e granella di zucchero, burro e farina per lo stampo (oppure lo spray staccante).

Procedimento
Sciogliere il lievito nel latte appena tiepido ed unirlo nella planetaria a 150 gr di farina setacciata. Lavorare a lungo per ottenere una palla elastica. Coprire e lasciar lievitare per due ore, al raddoppio del volume, in un luogo tiepido.

Prendere l'impasto, unire 150 gr di farina setacciata, 75 gr di burro ammorbidito, due uova ed un tuorlo (conservare l'albume), 100 gr di zucchero. Lavorare a lungo, fino all'incordonatura e mettere da parte coperto per un paio d'ore.

Riprendere l'impasto, aggiungere la farina restante ed il burro restanti, due uova, la grappa barrique, la scorza d'arancia grattugiata, i semini della stecca di vaniglia, la cannella e per ultimo il sale. Lavorare sempre a lungo per ottenere un impasto liscio e morbido. Coprire e mettere da parte per cinque ore.


Sbattere l'albume e preparare la tortiera. Prendere l'impasto e lavorarlo delicatamente, riporlo nello stampo, spennellarlo con l'albume sbattuto e ricoprirlo con la granella di mandorle unita alla granella di zucchero.
Cucinare nel forno già caldo a 180° per un'ora circa o fino alla prova dello stecchino.

Gustarsela lentamente, quasi voluttuosamente, morso dopo morso, sfogliando le e-mail ed augurandosi che qualcuno di questi deficienti non venga rapito con voi...;-)
(etim., lat. deficere, mancare. Mancante, imperfetto, scarso. Appunto.)

martedì 6 aprile 2010

Mini terrine di colomba, ricotta e zenzero candito.



Nel 1976 avevo 10 anni ed ho ancora impressa nella memoria, fotogrammi vividi dei quali ricordo ogni singolo particolare, la scossa del 9 maggio che colpì al cuore il Friuli Venezia Giulia.
Il vecchio televisore che sembrava prendere vita, la poltrona che diveniva meno accogliente, lo strattone al braccio che mio padre prese con tutta la sua forza per trascinarmi giù per le scale ondeggianti, da far venire la nausea, le urla di mia madre, lo sguardo incredulo di mia sorella.

Un silenzio surreale in un buio fuori fuoco perchè nella corsa avevo perso gli occhiali e fu questa ulteriore impotenza che mi fece piangere, silenziosamente.

Quando la mattina di un anno fa ascoltai il primo giornale radio delle 6.oo, che annunciava la scossa di terremoto che alle 3.32 aveva colpito l'Aquila, fu come un colpo al cuore. Ed ancora oggi lacrime silenziose mi scendono dagli occhi perchè di fronte a simili eventi si rende manifesta tutta la nostra impotenza.

A distanza di 34 anni c'è un'amica in più che può aiutare a moltiplicare all'infinito l'impegno che ognuno di noi può profferire in occasione di eventi così devastanti: la rete. Ed è grazie a FB che ho conosciuto le creazioni delle Sorelle Nurzia, il blog a loro dedicato (www.99colombe.blogspot.com) e dell'iniziativa per promuovere la commercializzazione dei loro gustosissimi prodotti, in una regione dove, a distanza di un anno, nessuno ha ancora presentato un serio piano industriale per far partire l'economia. Perchè senza lavoro un paese languisce e non si può certo stare alla finestra ad aspettare che i grandi del mondo (fino ad ora solo Germania e Francia) mantengano le loro promesse.

Ecco allora la mia ricetta che utilizza la colomba classica delle Sorelle Nurzia come ingrediente principale: Mini terrine di colomba, ricotta e zenzero candito.

Ingredienti
400 gr di colomba classica Sorelle Nurzia, 250 gr di ricotta freschissima, 60 gr di zucchero a velo, 60 gr di zenzero candito, un pizzico di cardamomo, 140 ml di Torcolato, 4 gr di colla di pesce.

Procedimento
Foderare con più strati di pellicola 8 stampini da plum-cake.
Mettere in ammollo la colla di pesce in acqua fredda.
Mettere in ammollo nel Torcolato i canditi.
Tagliare a fette la colomba delle dimensioni degli stampi, togliendo la parte esterna.
Passare la ricotta al setaccio, unire lo zucchero a velo.
Scolare i canditi, asciugarli ed in un pentolino scaldare appena la metà del Torcolato e sciogliere la colla di pesce strizzata ed unirlo alla ricotta, dopo aver passato il liquido con un colino. Unire i canditi ed il cardamomo macinato. Mescolare delicatamente il composto per far amalgamare bene.
Passare alla composizione della terrina: a strati nei contenitori la colomba spenellata di Torcolato (quello usato per ammollare i canditi) e la crema di ricotta, fino alla fine degli ingredienti.
Coprire con la pellicola e riporre in frigo per almeno una notte.

Servire spolverata di zucchero a velo con un bicchierino di Torcolato di Breganze.

sabato 3 aprile 2010

Auguri di Pasqua con "Açucar do Brasil" nel piatto yankee!


Nell'ultimo numero di Unomagazine ho parlato delle contaminazioni alimentari e di come sono state determinanti per il bello ed il buono della cucina, così come la conosciamo ora: senza gli arabi conquistatori nel Mediterraneo non potremmo godere della pasta di mandorle, dell'acqua di rose e del pistacchio e senza Cortes e la sua bramosia di conquista le uova di cioccolato sarebbero rimaste una decorazione atzeca.

Il bello del mondo legato all'enogastronomia è anche la consapevolezza che il consumatore può acquisire, utilizzando il web per informarsi, per decidere poi di non acquistare quei prodotti che per essere commercializzati comportano la distruzione di culture locali, la riduzione in miseria dei coltivatori, l'abbruttimento morale ed etico di intere popolazioni.


Lo zucchero è prodotto nell’Assentamento Santa Maria (Paranacity, PA) con tecniche agroecologiche, preservando e recuperando un terreno distrutto dalle monocoltivazioni delle multinazionali. La Cooperativa COPAVI del MST utilizza un sistema di produzione che combina il rispetto della natura con quello dell’essere umano: una filosofia di vita che ha come principio un’etica ecologica e la giustizia sociale nelle relazioni di lavoro.



Quale migliore augurio per una Pasqua di "passaggio" e di "crescita" se non quello di una colazione addolcita da questo zucchero di canna, quasi impalpabile al tatto e ricchissimo di vitamine e sali minerali?

Eccolo quindi preferito allo zucchero semolato tradizionale nell'esecuzione di una ricetta "yenkee" già molto ricca di suo di zucchero, dato dall'ingrediente principale: la banana.

Il pane di banane è un pane dolce, la cui ricetta affrontammo una volta al ristorante con Carlo e mi ricordo che si discusse se mettere la granella di noci o di mandorle e quindi non mettemmo nessuna delle due! Inoltre questa è una versione gluten-free, per gli amici celiaci, dentro e fuori il web.


Ingredienti
3 banane mature, 150 gr di farina di grano saraceno, 150 di farina di riso, 80 gr di olio di semi di soia, 100 gr di zucchero di canna ya basta, 1 uovo, 12 gr di lievito, 2 gr di bicarbonato di ammonio, un pizzichino di sale.

Procedimento
Frullare le banane con l'olio e con l'uovo intero, versare il composto in una ciotola con le farine setacciate con il lievito, lo zucchero e mescolare bene. Aggiungere un pizzico di sale alla fine.

Versare l'impasto in uno stampo da plumcake rivestito di carta forno e cuocerlo nel forno statico già caldo a 180° per circa 40' o fino alla prova stecchino. Una volta raffreddato è possibile tostarlo con un tostapane oppure in forno, conservandosi ottimamente per qualche giorno in una scatola di latta.

E' un ottimo pane per la prima colazione o per una merenda energetica, accompagnato ad una marmellata di arance amare o frutti di bosco, un po' di yogurt bianco, un tè profumato o del latte crudo, tutti ingredienti che acquistati a km zero oppure nei negozi del commercio equo e solidale vi faranno sentire davvero più buoni.


Buona Pasqua a tutti!