Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Tutti vorrebbero salvare il pianeta. Nessuno vorrebbe aiutare la mamma a lavare i piatti. P.J.O'Rourke

Ecco fatto. E' andato anche il piccolo. 
I suoi ormoni sparati a mille e io mi ritrovo a guardare, con la tenerezza che solo una madre può provare, un piedone enorme attaccato ad una gamba pelosa mentre, con tutta la delicatezza della quale sono capace, mi trattengo dal togliere i picchetti della tenda per svegliarlo e vedere se si alza e si decide di sedersi a tavola per la colazione.


"Sedersi" per la colazione, appunto, mica "fare" la colazione. Il secondo è un verbo troppo ambiguo: si rischierebbe di doverla "preparare", la colazione.
Dovete sapere che in campeggio (almeno nel nostro accampamento, che mi piacerebbe fosse un po'...militare...diciamo) vige una certa divisione dei compiti per spesa, preparazione del cibo, lavatura piatti e panni, piccole commissioni e via lavorando per cui ognuno ha (dovrebbe avere, ndr) qualcosa da fare.  Per carità, tende e argenteria rimangono sempre a me ma l'unione fa la forza, o quanto meno, fa prendere un po' più sole alla mamma.

Ma...quest'anno c'è un "ma". La creatura ha sempre un impegno inderogabile: torneo di calcio, torneo di scala 40 o briscola, allenamenti preparatori al ritiro pre-campionato (si, avete letto bene, la creatura avrà un ritiro pre-campionato che inizierà il 22 agosto) e....ragazze, naturalmente.
Le ragazze sono quelle creature fantastiche che, sedute sotto l'ombrellone, imperterrite non tolgono lo sguardo dal libro che stanno leggendo (sembra alle mamme, ovviamente, ma non scappa un singolo movimento!) nonostante la creatura stia facendo una sessione di addominali con tanto sollevamento da terra per prendere il pallore da rugby al volo (il rugby dovrebbe acchiappare un po' più del calcio, in effetti). Salvo poi che la mamma o il papà delle ragazze in questione, tra le chiacchiere che si fanno, confida "Non riescono a conoscere nessuno (in un campeggio che ha percentuali bulgare di presenze sotto i vent'anni, ndr): che età difficile!"
Poi, vuoi i balli di gruppo, vuoi il beach volley, vuoi i bagni "a mare" qualcosa accade e in quel preciso istante la presenza della creatura viene sostituita da montagne di t-shirt indossate e poi tolte e poi indossate e poi soffocate da altrettanti capi di abbigliamento e da una scia di profumo.
"Vado mamma, ho un appuntamento!"
"Dove?"
"Al bar!" (oppure all'uscita 4 o al bagno 19: insomma ovunque tranne che nei dintorni della piazzola, soprattutto prima e dopo colazione, pranzo e cena).
“Ma ti sei portato un libro da leggere almeno?! Guarda che fa un mese inizi il liceo!!“
"Ma si mamma, ho portato il nr. 7 di Harry Potter."
"E oltre a portarlo l'hai anche letto?"
"Certo! Sono arrivato a pagina 57."
"E in 57 pagine cosa è accaduto?"
"Un sacco di cose mamma, un sacco di cose. Ma non vorrei annoiarti..."
Consoliamoci con queste goduriose "pittule", fritelle di pasta lievitata nel cui impasto può finirci di tutto: pomodorini e capperi, peperoni e melanzane, zucchine e menta, cavolfiore, rape, baccalà e alici o semplicemente accompagnate con mosto cotto o miele.
Sono bocconi davvero golosi che nella tradizione pugliese venivano preparate per le occasioni di vigilia, aggirando così l'assoluto divieto - come precedetto religioso imponeva - di consumare cibi grassi: ma secondo voi, Gesù, si sarebbe davvero arrabbiato davanti a un po' di pasta di pane fritta nell'olio extravergine d'oliva? :)
"Pittule"
Ingredienti (per 8/10 persone)
1 kg di farina 0, 3 patate, 1 cubetto di lievito di birra, acqua tiepida, olio evo, sale.
Varianti
1 cipolla rossa, 100 gr di datterini, 1 cucchiaio di capperi o uno di olive nere.
400 gr di zucchine e un paio di cucchiai di foglie di menta fresca tritata.
200 gr di peperoni e 200 gr di zucchine in dadolata.
700 gr di cavolfiore o 1 kg di rape scottati e mescolati alla pastella
1/2 kg di baccalà lessato (magari nel latte con una foglia d'alloro e un paio di bacche di ginepro) o una decina di alici tagliate a pezzetti e mescolate.
6 cucchiai di uva passa ammollata.


Procedimento
In un recipiente capiente (qui niente planetaria....) impastare la farina, il lievito di birra sciolto in poca acqua tiepida e le patate lessate con la buccia, spellate e rese a purea. Lavorare il composto a lungo fino a quando la pasta risulterà omogenea, liscia, morbida ed elastica (ci vuole un po' di tempo e soprattutto forza costante): si deve staccare dal fondo. Coprire con un panno (o pellicola alimentare) e lasciar lievitare per almeno 2 ore e 1/2 in un luogo tiepido.
Portare a temperatura dell'olio evo contenuto in un recipiente con alti bordi e prendere un po' di pasta con la mano sinistra bagnata (le mani devono essere sempre bagnate durante queste manipolazioni), stringere il pugno e, conla mano destra, prendere la pallina che è uscita e gettarla nell'olio. L'alternativa è lavorare con un cucchiaio da minestra e prendere di volta in volta la quantità raccolta dalla posata e gettarla nell'olio. Friggere una decina di pittule alla volta: quando verranno a galla e saranno dorate trasferitele in un vassoio coperto di carta casa con un cucchiaio forato e servitele immediatamente. E' certo che rivedrete la creatura per almeno 15 minuti :D

9 ingredienti:

  1. hai descritto molto bene la situazione credo che molti genitori ci si potranno ritrovare nel tuo racconto, osservarli è un piacere perchè dall'altra parte abbiamo i nonni con i dolori di ogni tipo e genere, meno male che ci sono loro che ci tengono sull' attenti ... :-))
    complimenti per il fritto gustossimo e venuto benissimo

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  2. Oddio l'adolescenza ... ho già paura !!!
    Pero' arriverà velocissimo, mi sembra ieri che ero incinta del primo figlio, che ha già 5 anni !!!

    Adoro le pittule !!! Anche mia nonna me le preparava sempre !!!!

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  3. Ma quanto mi attirano queste pittule!!!

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  4. pittule! che non conoscevo.. grazie del dettaglio e anche dello spaccato sui 16 anni; sorrido, sperando di poter sorridere anche quando i miei avranno 16 anni (qualcoa mi dice che sarà molto faticoso..)

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  5. @Ciao Gunther e grazie mille! Hai ragione che ci tengono sempre sull'attenti. La sorella di Edoardo, Enrica, ha 21 anni: hanno sette anni di differenza e quindi mi sono guadagnata 20 anni di adolescenza continuata!
    @Mascia è vero, gli anni passano velocissimi e in men che non si dica si passa dalle mutande di Winnie the pooh a quelle di Intimissimi, allegramente esibite :)
    @Grazie Titty: facili e buonissime!
    @Ciao Cinzia, la cuicna salentina e pugliese riserva un sacco di belle novità. Circa l'adolescenza è uno step della vita e bisogna cercare di fare dl nostro meglio per loro e anche per noi. Un abbraccio!

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  6. I titoli dei tuoi post sono sempre fenomenali :-) Tanto quanto le ricette!

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  7. complimenti per la ricetta...e per il racconto...mi è piaciuto, hai descritto davvero bene..e ho riso perchè, ora ho 28 anni ma....sono stata la figlia di genitori campeggiatori dai 6 au 16 anni...poi per fortuna mi madre ha capito e mi ha lasciata andare...a campeggiare da sola con gli amici in giro per l'europa :-)...sono stati anni super!!!!!

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  8. Brava Anna Maria, per questi impasti, niente planetaria, l'impasto si deve "sentire" con le dita!!!! ;))
    E' interessante questa versione salentina con le patate, io non l'ho mai provata... L'adolescenza, il campeggio, ecc.... bei tempi ormai andati per me! ;)))

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  9. @Grazie di cuore Sgrisole. In effetti mi diverte cercate titoli assolutamente irriverenti!
    @Quindi vorresti dirmi che fra un paio d'anni anche la creatura piccola se ne andrà? ;D
    @Grazie Ornella, sai com'è ho sempre gli informatori locali che tra un mercato e l'altro mi danno i consigli o i consigli delle mamme o delle nonne. E io provo tutto! Certo che le pittule nella classifica del cibo locale in campeggio sono al primissimo posto :)

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