Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Aglie, fravaglie e fattura ca nun quaglie, 'uocchie, maluocchie e frutticiell rind' all'uocchie, corna, bicorna e la sfortuna nun ritorna, sciò sciò, ciucciuè!!!

  

Oggi ci saranno sicuramente un sacco di persone a casa, con le tapparelle appena socchiuse, il cane e il gatto divisi giusto per salvaguardare la collezione di maioliche ereditata dalla nonna, il frigo e la dispensa pieni, come si fosse in attesa di una dichiarazione di guerra da parte del vicinato. Non si apre al postino, nè all'omino della Bofrost. Saranno 24 ore lunghissime e faticose da sostenere.
Come perchè? Venerdì 17 vi dice niente? Di anno bisestile? Con tanto di maledizione da parte dei Maya? Roba da far tremare i polsi!




Ma il cibo, e la cucina in generale, porta sfortuna? Beh, da nipote di un nonno partenopeo, che ha dilapidato un patrimonio con il lotto, ricordo alcune delle sue "fisime" che in più di un qualche frangente hanno creato dei divertenti aneddoti, come quella volta che, scoperto che gli invitati a pranzo sarebbero stati 13, non aprì la porta all'ultima coppia di ospiti. Infatti quel giorno si pranzò in 11. Perchè non bisogna MAI sedersi in 13, porta malissimo, a meno che di non preparare per 14.
Non bisogna mai far cadere né olio né sale che, finito sulla tavola, dovrà essere preso con la punta del coltello nella mano sinistra e gettato dietro alla spalla sinistra (così da accecare il diavolo); inoltre non bisogna mai mettere il pane rovesciato, perché ricorda come veniva messo in forno quello destinato al boia, per distinguerlo da quello destinato al resto della popolazione.
A tavola e' presagio di buona fortuna far cadere del vino, ma vorrei vedere chiunque ritenersi fortunato a smacchiare una tovaglia di fiandra bianca colpita da un bicchiere di Refosco dal Peduncolo Rosso!
Anche il comportamento a tavola può portare o meno fortuna e l'antico galateo rivela delle sfaccettature inattese: fino al '600 la mano sinistra era vietata a tavola, non la si poteva usare per nessun uso, tanto che la forchetta (che si maneggia appunto con la sinistra), venne introdotta solo nel '600 e per prima in assoluto dalla Repubblica di Venezia. Questo perchè la mano destra (ritenuto il lato di Dio), era destinata al cibo, mentre quella sinistra (ritenuto il lato del Diavolo), era riservata all'igiene intima. Un fatto importante, vista la assoluta scarsità d'igiene dei tempi antichi. Il diavolo quindi stava non solo sopra la tavola (nel sale rovesciato) ma anche dentro le mutande!
Ma se ci si ritrova a tavola in 13 di venerdì 17 cosa si può preparare per allontanare il malocchio? Io proporrei una bella fetta di pane con un po' di sale sopra: sono infatti gli unici cibi che non sono presenti nelle tavole imbandite delle streghe impegnate per i Sabba (per chi fosse interessato i prossimi sono previsti per il 31 luglio su 1 agosto - Il Raccolto - Festa del raccolto - e il - 15 agosto - Mezzestate – Ferragosto).


E mentre oggi eviterò di passare sotto le scale, di aprire ombrelli in casa e di non rompere specchi cercherò di stare particolarmente attenta alla guida perchè, diciamocelo sinceramente, ai gatti neri porta sfortuna essere attraversati da un'auto.



Cocotte di radicchi veneti con gorgonzola e nocciole 

Ingredienti (per sei persone) 
2 cespi di radicchio tardivo di Treviso, 2 cespi di radicchio variegato di Castelfranco, 200 gr di gorgonzola, 200 gr di asiago fresco, qualche foglia di basilico fresco, 2 scalogni, 2 cucchiai di nocciole piemontesi, sale, pepe nero macinato al momento, olio evo.

Procedimento
Con un coltello Sandoku®Zwilling mondare, lavare e tagliare a julienne i radicchi, a spicchi sottili lo scalogno, in dadolada il formaggio e tritare grossolanamente le nocciole. Un po' di esse in un mortaio con qualche foglia di basilico fresco per ottenere pesto pret a manger.
In una padella antiaderente in ceramica con un filo d'olio rosolare lo scalogno, unire i radicchi e saltare per qualche minuto. Spruzzare con un sospetto di vino bianco, farlo evaporare, regolare di sale e pepe e mettere da parte.
In delle cocotte in ceramica, una per ogni commensale, versare una cucchiaiata di radicchi, una di gorgonzola e nocciole, una di radicchi e una di asiago. Gocciolare un po' di pesto e terminare con un altro po' di nocciole tritate. Cucinare nel forno già caldo a 190° per 15' e servire immediatamente con qualche fetta di pane toscano tostato.

Un piatto così delicato non potrà che conciliare il sonno e i sogni.... ;)

6 ingredienti:

  1. mmmm... Buonissimi! E che belle le tue cocotte in ceramica! Le voglio anche io

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    1. In comodato d'uso! Vieni qui, cuciniamo insieme e poi assaggiamo le nostre bontà :)

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  2. Questa mattina la mia linea internet non funzionava, il caffe' era una ciofeca, poi ho letto il post e sono andato dal signor Bellavista! Come sempre originale e la ricetta scattera' con la ricerca dei prodotti elencati. Voto 17! Eolo

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    1. Ciao Eolo, sempre spumeggianti i tuoi saluti! Buona giornata a te :)

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  3. manca il gatto nero...quello che ti attraversa la strada..
    Vabbuo'.. mi consolo con l'ultimo libro della trilogia di Bartimeus.. mi diverto troppo!!!
    Ciao
    Clelia

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    1. Ciao Clelia: il gatto nero porta male solo seè il primo incontro della giornata! Come stanno andando i lavori del forno nuovo?

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