Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

GENTE DEL FUD E DISSAPORE IN VIDEO

GENTE DEL FUD E DISSAPORE IN VIDEO
20foodblogger, 20prodotti, una passione: Pomodorino di Torre Guaceto o Cipolla di Acquaviva? ;)

La Cucina Italiana

La Cucina Italiana
Special Ambassador

Lettori fissi

la cucina di qb è anche app

la cucina di qb è anche app
per telefoni Nokia

Piacere, Mario Rossi. E mi piace bere bene. Anzi, bere vero.



IL CONSORZIO COLLI BERICI E VICENZA APRE A VINITALY L'OSTERIA DEI MARIO

Domenica 25 marzo alle ore 16 chiamati a raccolta i Mario Rossi del vino: gli amanti del buon bere che rifiutano il linguaggio elitario. Formeranno una giuria popolare.



Si chiamerà L'Osteria dei Mario lo spazio del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza al prossimo Vinitaly (pad 7 – stand G5). Sarà un bar in piena regola, con tanto di tavoli in legno e sedie in paglia, carte da briscola e giornale da sfogliare (la Gazzetta di Mario). Ma soprattutto il vino si berrà nei classici goti, i piccoli bicchieri delle osterie di una volta. 
“Siamo convinti – spiega Andrea Monico, coordinatore del Consorzio – che il mondo del vino abbia bisogno di una decisa semplificazione. Dobbiamo recuperare la gioia di un bicchiere di vino da bere in compagnia, riportare questa bevanda al centro della tavola. Il nostro territorio offre vini perfettamente adatti a questa interpretazione, come il Tai Rosso, il vino del convivio”. 
Già lo scorso anno il Consorzio Colli Berici e Vicenza aveva lanciato l'iniziativa “Cercasi Mario, il consumatore medio”. Quest'anno rinsalda il filo diretto con i consumatori attraverso il Mario-raduno previsto per domenica pomeriggio alle ore 16. Sono invitati tutti coloro che si sentono un “Mario del vino”: gli amanti del nettare di bacco che non si riconoscono nelle descrizioni roboanti dei guru televisivi, né nelle analisi tediose degli enologici griffati.Per facilitare l'accesso anche dei non addetti ai lavori, il Consorzio metterà in palio tre biglietti d'ingresso alla fiera sulla propria pagina Facebook (www.facebook.com/consorzio.collibericivicenza).




Tutti i Mario che presteranno giuramento, intingendo il dito pollice nel vino, riceveranno la Mario-card ed entreranno di diritto nella giuria popolare della Rassegna Enologica Le Vigne del Palladio che si terrà il prossimo 11 maggio. Un concorso che non vedrà giudicare i vini con schede e punteggi, ma semplicemente per la loro piacevolezza. 
Oltre al Mario-raduno la presenza a Vinitaly del Consorzio Colli Berici e Vicenza sarà segnata da altri tre eventi: lunedì pomeriggio un concerto abbinato alla degustazione dei vini Vicenza DOC; martedì pomeriggio il Gioco del Tai, alla scoperta del Tai Rosso dei Colli Berici e mercoledì la Degustazione 3D con cui la blogger Maria Grazia Melegari porterà a scoprire materialmente le sensazioni olfattive di Merlot e Cabernet dei Colli Berici. 
Altre informazioni sul sito: www.bevidoc.it 

3 ingredienti:

  1. Mi spiace molto non poter esserci . La scorsa estate ho partecipato (in Italia) ad un progetto pilota dello stesso genere e sarei stata curiosa di vedere come questo prede forma

    RispondiElimina
  2. Trovo molto interessante che si dedichi attenzione al tema della comunicazione del vino e ancor più che si sia deciso di porre l'accento sulla necessità di svecchiare il linguaggio e abbandonare gli eccessivi tecnicismi degli anni passati (a mio parere da destinare ai professionisti, quando opportuno), in favore di una maggior accessibilità ai contenuti relativi al vino da parte di tutti.
    Ritengo infatti necessario che si avvicini(finalmente) il vino alle persone.

    Continuo invece a nutrire alcune perplessità, peraltro già espresse in precedenza in altre sedi, su questo fantomatico Mario Rossi, che nelle intenzioni dovrebbe rappresentare il consumatore medio.
    Mi pare invece che questa ipotesi sia un po' irrealistica e poco aderente ai fatti.
    Credo infatti che il mercato vero, quello con cui poi si devono confrontare i produttori nella vita di tutti giorni, sia fatto di tanti differenti Mario, riconducibili eventualmente a classi "omogenee" o cluster, con dinamiche di consumo che variano dall'una all'altra.
    Insomma, senza dati statistici e la necessaria precisione scientifica, mi pare che sia un po' complicato parlare di comunicazione (quale obiettivo, quale messaggio, quale registro, quale destinatario) a un ipotetico non meglio definito "consumatore medio", troppo generico per essere in qualche modo rappresentativo.

    Un caro saluto

    RispondiElimina

Benvenuti nella mia cucina!