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Crostoli o galani: il video di Carnevale per #lebuonericette


I veneziani non hanno dubbi: i crosto'li o ga'lani sono loro, o tutt'al più veneti, e sono nati con il carnevale. Di essi si trova menzione già nei libri di gastronomia del '500.

Giovane de Rosselli, per esempio, nell'Opera nova chiamata Epulario (Venezia 1518), così li definisce: "Fritelle piene de vento: fritelle che parevano piene e saranno vode". Ma i toscani giurano che sono una loro invenzione e li denominano rispettivamente "cenci" o "chiacchiere". E analogo s'alza il coro da tutte le regioni italiane che ne rivendicano la paternità mutando i nomi: "lattughe" (bresciano), "bugie" (Piemonte, Liguria), "frappe" o "flappe" (Umbria), "sfrappole" (Romagna) e in generale "nastri" o "nastri delle suore".

I due nomi, crosto'li o ga'lani indicano lo stesso dolce preparato in forme diverse: il primo a losanghe segnate all'interno con la rotella dentellata (corrisponde al toscano "censi"), il secondo a nastri intrecciati ("chiacchiere").

 

Così scrivono Alvise Zorzi e Pino Agostini nel bellissimo libro "A tavola con i Dogi", impreziosito con foto d'interni attualmente ancora vissuti dai loro proprietari, nella parte del libro dedicato ai dessert veneziani, raccontando come le "fritelle piene di vento" diventano appunto croccanti.
Noi de #lebuonericette non potevamo non prepararle e, anzi, abbiamo fatto di più: ne abbiamo fatto anche un video. Per cui vi invito qui, per la videoricetta, con ingredienti e procedimento.

E buon appetito :)

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