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La musica è la lingua della passione e vi aspetta a "Siena and Stars". Con delle ricette ed un contest davvero stellari


Una recente analisi economica ha stabilito che per ogni euro investito in cultura se ne ottengono tre di ritorno:  un conto economico sempre in attivo che sa dare qualità alla nostra vita. Ed è quello che offrirà "Siena and Stars" fra poche settimane.
Iko International, in collaborazione con la Regione Toscana e la Confcommercio locale, presenterà a  Siena, nella magnifica Piazza Duomo, un cartellone ricchissimo di date e momenti legati alla musica (lirica, jazz, pop) e alla danza. 


Per rendere più golosi i momenti che anticiperanno i diversi appuntamenti musicali che si susseguiranno dal 10 luglio al 2 agosto (qui tutti i dettagli del programma) la Confcommercio ha pensato di invitare 24 blogger che, abbinate a quattro diversi ristoranti e in collaborazione con gli chef, daranno vita a dei menù particolarmente ispirati e che potranno essere condivisi con gli altri ospiti, grazie ad una specifica App che troverete anche nel mio blog dal 25 giugno.

Infine il contest abbinato, i "Piatti delle Stars", dedicato a tutti i possessori di blog che vorranno inventare una ricetta (dall'antipasto al dolce) ispirata ad uno dei personaggi e genere musicale presenti sul cartellone di "Siena and Stars": la vincitrice o il vincitore potrà assistere al concerto di Ludovico Einaudi (previsto per il 26 luglio) e vedrà la propria ricetta riprodotta da uno dei ristoranti partecipanti. Il contest comincia oggi, 17 giugno, e terminerà il 17 luglio.


Da oggi e nei prossimi giorni avrete l'occasione di leggere i post e le ricette che le 24 blogger hanno preparato ispirate dall'artista che avranno l'occasione di seguire durante il backstage del concerto e, vi confesso, che sono davvero molto emozionata nel confidarvi che sarò a Siena il 26 luglio, proprio in occasione del concerto che terrà Ludovico Einaudi, "In a time Lapse".

E' un artista che amo molto e che seguo da tempo e con stupore ho scoperto qualche tempo fa che nei diversi store digitali in possesso di Edoardo, il mio "piccolo" sedicenne, erano conservati alcuni suoi pezzi. "Certo che lo ascolto, non piace mica solo a te!", è stata la sua risposta. Evidentemente la passione di Enrica, la sorella musicofila, lo ha positivamente contagiato.


"Divenire" è il brano che me lo fece conoscere ma è con “La nascita delle cose segrete” che le decine di appunti presi rigorosamente a matita, pagine di giornali strappate, segnalibri un po’ macchiati che fanno pandan con analoghe macchie in vecchi ed ingalliti libri che li contengono, prendono forma e contenuti e si trasformano in piatti. In un continuo divenire.

E nel mio continuo divenire c’è un’immagine, un sogno che prima o poi diverrà realtà:  un tavolo bianco e tanti, colorati e logorroici ingredienti che fremono per raccontare una storia ovvero la ricetta che li ha portati lì. La raccontano passo dopo passo, in una sorta di maieutica culinaria, ed io sarò sempre con loro, fino a quando mi resterà solo la forza di ascoltare i loro racconti e la musica che li accompagna. Perché è passo dopo passo che si raggiungono i propri sogni.

La ricetta che ho pensato per "I Piatti delle Stars" è proprio un divenire: è la "mia" caprese, il freschissimo piatto estivo, che qualche anno fa divenne "croccante", lo scorso anno "soffice" ed ora...




Divenire... Tortino di pistacchio con gelato di bufala al coriandolo e spuma di datterini confit


Ingredienti (per 6 persone)
Per il tortino (gluten free)
150 gr di pistacchi tostati, 2 uova bio, 75 gr di zucchero profumati alla vaniglia, 50 gr di burro, 4 gr di lievito per dolci, ½ bicchierino di limoncello, 1 limone bio.

Tostare i pistacchi, lasciarli raffreddare e tritarli finemente. Montare gli albumi a neve ferma.
Montare i tuorli con lo zucchero, unire il burro morbido e il limoncello. Mescolare con una spatola ed unire delicatamente i pistacchi e successivamente gli albumi.
Ungere ed infarinare dei piccoli stampini monodose, versare il composto riempendoli per 2/3 e cucinare i tortini nel forno statico già caldo a 170° per circa 35’.
Sfornarli e lasciarli raffreddare sopra una gratella.

Per il gelato
160 g di burrata, 320 g di latte crudo, 100 g di panna fresca, 24 gr di glucosio, qualche seme di coriandolo pestato con un mortaio

Portare a bollore il latte con il glucosio e la polvere di coriandolo e far raffreddare per qualche minuto. Nel frattempo frullare la burrata ed unirla al latte. Montare appena la panna e versarla nel composto. Trasferire tutto nella gelatiera e far mantecare per circa 35' (dipende dalla potenza espressa dalla gelatiera).

Per i datterini confit
600 gr di datterini, zucchero di canna "muscobado"

In una leccarda coperta da carta forno disporre i datterini lavati, spolverarli con una presa di zucchero di canna e cucinarli nel forno statico già caldo a 140° per circa 2h30'.

Per la spuma di pomodoro
400 gr di passata di datterini conft, 100 gr di panna, 2 cucchiai di olio di noci, 2 fogli di gelatina, la punta di un cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro, 4 gocce di tobasco, 10 gr di glucosio, pepe nero lungo macinato al momento.

Tenere qualche datterino da parte per la decorazione, frullarli, passarli al colino e mettere in un pentolino la vellutata ottenuta, unire i fogli di colla di pesce ammollati in acqua fredda, la panna, il concentrato, il tobasco ed il pepe. Mescolare bene. Ripassare nuovamente al colino, emulsionare con l'olio di noci, versare nel sifone, unire una cartuccia e conservare in frigo capovolto per circa 3 ore e comunque fino al momento del servizio.

Comporre il piatto, preferibilmente conservato in frigo, spolverandolo con un po' di zucchero profumato alla vaniglia e frullato fino ad ottenerne una polvere, adagiare un tortino e coprirlo con un po' di spuma di datterini e decorare con un pistacchio intero, a fianco posizionare una quenelle di gelato e decorarla con un datterino confit. Terminare il piatto con una granella grossolana di pistacchio, un paio di datterini, qualche scaglia di cioccolato fondente al 72% e qualche zeste della scorza di un cedro e di un limone di Sorrento (o bio), se gradite.

Alce Nero e Unione Italiana Ristoratori: una partnership tutta bio. E dieci nuove video ricette


Alce Nero, lo storico marchio di oltre mille soci agricoltori biologici in Italia e nel Mondo, annuncia di aver siglato un accordo all’insegna della cucina con ingredienti biologici buoni, sani e puliti con UIR.

Al centro della collaborazione: la valorizzazione degli alimenti biologici Alce Nero, che nascono da un’agricoltura che rispetta la terra, l’ambiente e l’uomo. I prodotti Alce Nero non solo nutrono con gusto, ma sono anche realizzati con precise scelte sugli ingredienti, evitando ogni tipo di conservante, edulcorante, sostanza chimica che mascheri il sapore, oli saturi come quello di palma o addensanti come la pectina.

Nata nel 1971, l'Unione Italiana Ristoratori è l'Associazione leader in Italia nella promozione della cucina italiana di qualità. La filosofia della ristorazione UIR si basa, principalmente, sulla valorizzazione dei prodotti del territorio di appartenenza di ogni associato. La scelta delle migliori materie prime, unitamente alla creatività dei cuochi, è fondamentale nella creazione di piatti che siano espressione della grande cucina che la UIR rappresenta.

Dieci nuove video ricette d’autore realizzate all’insegna delle “quattro stagioni dei sapori”, curate dall’estro creativo del celebre Igles Corelli, dal giovane ma già affermato Alessandro Deho’ e dall’estroso e geniale Fabrizio Barontini, saranno presto disponibili sul sito alcenero.com.

“Abbiamo deciso di siglare questa collaborazione con l'Unione Italiana Ristoratori non solo per esaltare l'arte della buona cucina biologica e per offrire nuovi suggerimenti ai nostri fruitori ma anche per valorizzare il gusto e la bontà del nostro biologico”, ha commentato  Nicoletta Maffini, Responsabile marketing Alce Nero e Mielizia SpA. “Questa partnership ci permetterà inoltre di avvicinarci ad un settore per noi di sicuro interesse che speriamo possa portare a nuove collaborazioni commerciali”

Infine, i prodotti Alce Nero saranno i protagonisti del menù della Serata di Gala UIR al Casinò di Campione d’Italia.

"Rossa di Sera": la ciliegia di Marostica IGP a tavola con i ristoratori di Vicenza, i distillati di Capovilla ed i cru Domori


Il prossimo 13 giugno alle ore 20.30, a Marostica (VI), si terrà una serata enogastronomica, che vedrà impegnato un gruppo di ristoranti della zona, aderenti a Confartigianato Vicenza, dedicata alla valorizzazione della ciliegia IGP.

L’evento nasce per celebrare degnamente la famosa ciliegia IGP di Marostica, che in questa stagione è uno dei prodotti più rilevanti del nostro territorio.
Per garantire all’iniziativa il giusto risalto, l’amministrazione di Marostica ha messo a disposizione la location più esclusiva: il Castello Inferiore. Proprio nel chiostro interno del Castello Inferiore si svolgerà la cena di gala per la quale i cuochi artigiani interpreteranno la ciliegia IGP in modo innovativo, con l’intento di trasmettere agli ospiti la filosofia che li accomuna: legare sempre più l’enogastronomia al territorio e al turismo.

Alla rodata squadra di lavoro già capitanata da Riccardo Antoniolo, formata dai ristoranti di Bassano: Ottocento con Riccardo Antoniolo, Alla Corte con Federico Agostinelli, El Piron con Claudio Milani e ancora Lunaelaltro di Marostica con Maurizio Trinca , Al Portego di Cittadella con Martino Zardo, si aggiungono per l’occasione il ristorante Al Pozzo di Mason, con Stefano Dalla Valle che ha condiviso con Antoniolo la realizzazione del menu, e il ristorante Torchio Antico di Lugo di Vicenza. E proprio con l’intento di accendere un nuovo riflettore su Marostica, l’evento ospiterà diversi giornalisti, enogastronomi e foodblogger, oltre alla stampa locale.

E la ciliegia di Marostica fa bene due volte!
I ristoratori hanno infatti deciso di comune accordo di devolvere il guadagno all’Onlus San Bassiano, per contribuire al progetto di acquisto del sofisticato robot chirurgico “Da Vinci”.
 
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NEL CHIOSTRO DEL CASTELLO INFERIORE:
MOMENTO APERITIVO CON FINGERFOOD
 
A TAVOLA:
Trota al fumo di ciliegio con le sue ciliege
Cappellacci con caprino fresco, ciliegia, vitello
Guancia di maialino grigliata, panzanella di bisi e menta, ciliegia semicandita
Giocando con meringa e ciliege
 
Sarà presente alla serata, presentata da Luigi Cremona, anche l’azienda DOMORI che proporrà in degustazione alcune sue eccellenze al cioccolato.
Continua anche la collaborazione con CAPOVILLA (distillati), FONGARO e ZONTA (vini).
 
Un’ultima novità sarà un particolare “arrivederci” alla stagione dell’asparago che proprio il 13 giugno storicamente finisce la sua produzione ma, grazie a questa novità... continuerà nel gusto! Sarà presentata infatti BASSANA, la prima birra all’asparago di Bassano!!
 
TWITTER: hastag #rossadisera
FACEBOOK: We Like Reds
DRESSCODE: indossa qualcosa di rosso

"È una pistola quella che hai in tasca o sei solo contento di vedermi?" E uno sformatino di pollo e nocciole che profuma di rosmarino


Scena, interno farmacia. Il farmacista ed un signore. 
"Buongiorno, posso avere del citrato di sildenafil?" chiede il cliente.
"Certo, glielo incarto o lo usa subito?", risponde il farmacista burlone.

Se è vero che nel nostro paese le liberalizzazioni logorano chi non le fa, ovvero l'utente finale, l'introduzione dei farmaci generici ha avuto il merito di metterci un pochino in linea con quanto in tutto il mondo accade da sempre: un buon principio attivo ad un prezzo adeguato.

Dal 22 giugno 2013 questo accadrà anche per il Viagra, dopo quasi 15 anni dalla comparsa della famosa pillolina blu, che ha consentito alla Pfizer di fatturare 73 milioni di euro all'anno. 
In un momento così triste di crisi profonda e recessione imperante non ci resta che consolarci con le gioie dell'alcova, visto che anche in cucina, tra fucking-chef e cibi avvelenati, non è che ci sia tanto da godere. E visto che negli ultimi 10 anni, in Italia, la pillolina dell'amore è stata venduta in 60 milioni di pezzi c'è da ritenere che avere la possibilità di mega prestazioni low-cost possa tentare più di una salama da sugo con il sospetto di taroccamento.


Nel 1998, quando il Viagra fu presentato in Europa, lavoravo per un grossista farmaceutico ed era normale offrire la sala conferenze dell'azienda alle diverse case per presentare a medici e farmacisti le novità: si organizzava un pomeriggio o una serata divulgativa che finiva con un buffet. Ma quanto avvenne per la pillolina dell'amore, in Italia, non si replicò in nessuna parte del mondo!
La consegna delle confezioni da 50 mg. (le prime ad essere prodotte e commercializzate) avvenne a sorpresa in modo da non dare la possibilità a nessun malandrino di dirottare la merce verso altri mercati, le confezioni vennero conservate fin da subito all'interno dell'area sorvegliata assieme a stupefacenti e benzodiazepine e, solo per l'Italia, la Pfizer fece uscire la confezione con un ologramma a prova di falsificazione, mentre il personale veniva controllato dopo la fine di ogni turno: i dirigenti della multinazionale si sentivano in una botte di ferro. 
Nessuno sarebbe riuscito a falsificare il prodotto prima della sua presentazione ufficiale! Ma non fecero i conti con l'italica intraprendenza: qualche giorno prima della serata divulgativa (che aveva registrato il tutto esaurito fra le centinaia di clienti) ricevetti una telefonata da un farmacista partenopeo: 
"Signorina, volevo dirle che qui stanno già a vendere le confezioni da 75 e da 100 mg." 
"Ma non è possibile! Non sono ancora state prodotte!" risposi
"Non le ha prodotte la Pfizer, ma qui non si sta mai con le mani in mano" chiuse sorridendo il professionista.

Ah, se il mondo ci lasciasse lavorare: siamo dei maestri a far sollevare il Pil ;)


In attesa del 22 giugno che ne dite di un delicato e profumato sformatino-soufflè?


Sformatino di pollo marinato al rosmarino e nocciole


Ingredienti (per 4 persone)
250 gr di petto di pollo, 4 uova bio, ½ litro di latte, 50 gr di burro, 50 gr di farina, 50 gr di parmigiano grattugiato, rosmarino fresco, 1 limone bio, 1 cucchiaio scarso di nocciole tonde tritate finemente con il coltello, sale e pepe del Madagascar macinato al momento, burro e farina per gli stampini.

Procedimento
Mettere il petto di pollo in un contenitore di vetro con un po' di olio evo, qualche ago di rosmarino, il succo di limone ed le metà spremute del limone medesimo, qualche bacca di pepe nero. Lasciar marinare una mezz'ora (ma se avete più tempo a disposizione è meglio, la carne risulterà più profumata).
Accendere il forno a 210°.
Pulire la carne dalla marinata e tritarla finemente. Mettere da parte in frigo in un contenitore pulito.
Ungere ed infarinare le cocotte e mettere in frigo.
Preparare la besciamella con il burro, unendo la farina setacciata e successivamente il latte caldo: cucinare per 3’.
Lontano dal fuoco unire il pollo, il formaggio, i tuorli, il rosmarino e le nocciole tritate finemente e mescolare bene.
Unire gli albumi montati a neve.
Versare il composto nelle cocotte, pulire il bordo (altrimenti lo sformatino non crescerà) e cucinare nel forno statico caldo per 16-18’. Servire subito, ma subito-subito :)

Happy Gambellara: un mese di eventi in cantina con il Consorzio Gambellara Doc


Tornano gli Happy Hour con il Gambellara Classico nelle cantine del Consorzio Gambellara DOC. 
Quattro appuntamenti all’insegna del vino e della felicità 
Dal 31 maggio al 28 giugno tornano gli Happy Gambellara, le serate-aperitivo a base di Gambellara Classico nelle cantine aderenti al Consorzio Tutela Vini DOC Gambellara


Quattro appuntamenti che inizieranno alle ore 19.00, con assaggi di vino e un ricco buffet di prodotti gastronomici preparato dai Ristoratori della Strada del Recioto. Ogni serata vedrà coinvolte due aziende: una ospitante, che metterà a disposizione gli spazi della propria cantina, e una ospite, che insieme ai padroni di casa presenterà i propri vini al pubblico.

Per intrattenere gli ospiti sono previsti musica jazz, spettacoli di danza e teatro, ed esposizioni. Durante le serate sarà sempre presente un accompagnamento musicale a cura di DJ selezionati dal Consorzio. “Dopo il successo dell'iniziativa lo scorso anno – ha dichiarato il presidente del Consorzio Giuseppe Zonin – torniamo quest'anno con un programma ancora più ricco, per promuovere fra i giovani il Gambellara Classico: un perfetto compagno per l'aperitivo”.

Si parte il 31 maggio all'Azienda Agricola Virgilio Vignato, con ospite l’Azienda Agricola Lino Sordato. Durante la serata è prevista un'esibizione di danza moderna. Il 14 giugno l'Azienda Agricola Grandi Natalina ospiterà l’Azienda Zonin Roberto, oltre che una sfilata di moda un Filò con il cantastorie. La settimana successiva, il 21 giugno, l'appuntamento è alla Cantina di Gambellara, assieme all’Azienda Agricola Davide Vignato. In questa occasione saranno le auto le protagoniste. Gran finale in jazz il 28 giugno alla Casa Vinicola Zonin con l’Azienda Montecrocetta.

L'intero programma è finanziato dai fondi del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Veneto, Misura 133 per la promozione dei vini DOC Gambellara.
Le serate sono svolte in collaborazione con l’Associazione Strada del Recioto.
Il costo di ogni singola serata è di 10 euro e prevede tre assaggi di vino e un ricco buffet.
Per info e prenotazioni: 328 8920757

Un mondo senza pezzi di merda è come una torta di fragole senza fragole

Mi sono sempre considerata una donna pragmatica, di quelle che affrontano le situazioni di petto (si, vabbè, è un modo di dire), che trovano nel metodo, dell'organizzazione, nell'ordine e nella scienza la soluzione di ogni problema. Amo la filosofia e mi sarebbe tanto piaciuto aver vissuto durante l'Illuminismo: il passato che valorizza il presente ed entrambi con lo sguardo verso il futuro. E la fiducia sul progresso del genere umano.
Poi, improvvisamente, ci si imbatte in un pezzo di merda. Non la deiezione di un quadrupede che porta a spasso un bipede idiota ma proprio in un essere umano soffocato dai fetori della propria anima.

So che il pezzo di merda della quale sto parlando non leggerà mai queste righe ma chissà perché il prurito che provano le mie mani viene lenito solo picchiettando furiosamente sulla tastiera di questo povero computer. 
Cara Bionda Pezzo di Merda, ho la sensazione che ci ritroveremo ed allora la mia educazione nutrita da migliaia di buoni libri e buone azioni verrà improvvisamente meno e il mio unico desiderio sarà quello di prenderti a sberle in faccia o a calci nel culo. Non credo cambi molto, vero?

Si perchè, vedi, far confondere un distinto ed anziano signore che aveva appena accompagnato la propria moglie all'ennesima visita oncologica di questi mesi, per poi portargli via la collanina d'oro, regalo di fidanzamento, che non aveva mai tolto negli ultimi 54 anni e farlo sprofondare nella tristezza più sconsolata mi ha fatto sentire impotente, cara Bionda Pezzo di Merda, e contemporaneamente mi ha fatto salire una rabbia che non puoi capire. Perché è la rabbia dei giusti, di quelli che hanno insegnato a chiedere sempre perpiacere e rispondere sempre grazie, a tenere le carte in tasca per non sporcare la strada che è di tutti, a compiere il proprio dovere, a rispettare le leggi e tutti gli esseri viventi.
Ma, come disse Charles Bukowki, "Che schifo, eh fratello, che la nostra merda sembri meglio di quello che sembriamo noi."

Sei stata riconosciuta dalla foto segnaletica presentata dai Carabinieri che hanno sospirato mentre affermavano che sei una vecchia conoscenza, con la fedina penale che è lunga come dieci piani di nefandezza.
Beh, cara bionda pezzo di merda, quel Signore era mio Papà e da ieri hai una nemica in più.


Dicono che la dolcezza salverà il mondo. Forse è in po' troppo, ma dovrebbe migliorare l'umore.


Cake alle fragole e cioccolato


Ingredienti (per 6 persone)
360 gr di farina 00, 125 gr di zucchero profumato alla vaniglia, 125 g di burro chiarificato, 2 uova bio, 100 gr scarsi di latte scarsi, 1 bustina di lievito per dolci, 50 gr di cioccolato fondente (o gocce di cioccolato), 100 gr di fragole mondate.

Procedimento
Accendere il forno a 180° ed imburrare ed infarinare uno stampo da plumcake di circa 18-20 cm e conservatelo in frigo. Tagliare le fragole in quarti e mettere da parte.

Nella planetaria (o in una ciotola) montare lo zucchero con il burro morbido, unire le uova una alla volta fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.

Unire la farina setacciata con il lievito, unire il latte, mescolando bene. Unire il cioccolato tritato con un coltello (o le gocce di cioccolato se si preferisce).

Versare il composto all'interno dello stampo, livellare la superficie e disporre le fragole sulla medesima, schiacciando un po' così che qualcuna possa entrare all'interno dell'impasto.

Cucinare nel forno statico già caldo per circa 45' (prova stecchino). Sfornare, sformare e far raffreddare sopra una gratella. Servire decorando con un po' di zucchero a velo, una coulisse di fragole (un po' di fragole frullate con poco zucchero e passata la salsa al colino) o una salsa al cioccolato (semplicemente un po' di cioccolato fondente sciolto a bagnomaria).

Snello #Blindbox01 Gusto Primavera e il cooking show Rovagnati a TuttoFood


Prendi un’evento come TuttoFood a Milano.
Metti un’azienda Italiana che ha deciso di proporre una linea di prodotti “snelli” di nome e di fatto.
Metti quattro blogger che vivono il food a 360°.
Metti una Blindbox ed ecco a disposizione tutti gli ingredienti per un’entusiasmante sfida ricca di profumi, colori e risate!


Così Rovagnati ha deciso di far interpretare da chi il cibo lo vive "virtualmente" nel proprio blog e nei social la tangibile realtà della sua nuova linea, "Snello Gusto e Benessere Rovagnati", organizzando appunto il showcooking SnelloBlindBopresso lo stand allestito a TuttoFood coinvolgendo, per il primo di quattro appuntamenti, le foodblogger Francesca, Doriana, Maria e me.

Ognuna di noi all'interno di una blindbox, una scatola "segreta", ha trovato uno dei prodotti della linea Mondo Snello ed alcuni ingredienti freschi (frutta e verdura) che rappresentavano la prima delle quattro stagioni che verranno rappresentate nelle prossime sfide, ovvero la primavera. Dalle scatole sono usciti spinacine, piselli, fragole, nespole, insomma un profumato e colorato caleidoscopio di ingredienti che, unitamente ad altri presenti a disposizione, avrebbero dato vita al piatto.


Attorno a noi una giuria attenta e severa, blogger ed esperti di social che raccontavano in diretta ai loro follower (attraverso Twitter o Facebook) quanto stava accadendo: 10' a disposizione per pensare al piatto (e in così poco tempo mi sono venute in mente tante di quelle preparazioni!) ed i successivi 35' necessari per la preparazione, cottura ed impiattamento (1 piatto per la foto e altri 7 per la giuria) sono letteralmente volati tra concassè, macinini di pepe e spadellamenti vari!

E' stato una mattinata davvero divertente che mi ha consentito di conoscere dal vivo, e di lavorarci fianco a fianco, delle donne appassionate di cibo come me. 
La grande concentrazione, e anche emozione, si è sciolta improvvisamente con la premiazione, tutto testimoniato da una divertentissima galleria fotografica!

Vi lascio con la mia interpretazione: all'interno della blindbox ho trovato il Pollo alle erbe, un cespo di radicchio di Chioggia, due zucchine e delle fragole: ho pensato quindi di proporre un piatto che amo molto, l'insalata di Gallina Padovana cotta in Canevera, inserendo un ingrediente in più, il succo e gli spicchi di un'arancia, come un immaginario passaggio di testimone fra gli ingredienti di confine tra l'inverno e la primavera, il tutto profumato da un po' di cannella, del pepe nero lungo macinato al momento, uvetta rinvenuta nel succo d'arancia e qualche pinolo tostato.








Insalata di pollo alle erbe fini con radicchio di Chioggia, uvetta e pinoli


Ingredienti (per 2 persone)
Una confezione di snello tacchino o pollo, 1 zucchina, 1 cespo di radicchio di Chioggia Dop, 2 arance, 4 fragole, 1 scalogno, 1 cucchiaio di pinoli, 1 cucchiaio di uvetta sultanina, 1 cucchiaio di olio evo, sale, pepe nero in grani e macinato al momento, 2 bacche di ginepro, ½ stecca di cannella, aceto di mele.

Procedimento
Mondare e lavare il cespo di radicchio e tagliare le foglie a julienne.
Ottenere da un’arancia il succo e tagliare la seconda a vivo, ottenendo degli spicchi puliti senza la parte bianca.

Lavare la zucchina, tagliarle a concassè o piccolissima dadolata e rosolarla con un filo d’olio e lo scalogno tagliato a spicchi sottili, ½ stecca di cannella, 2 bacche di ginepro, 3 grani di pepe nero e un paio di cucchiai di succo di arancia. Cucinare per pochi minuti: la zucchina si deve cucinare ma deve rimanere compatta. Mettere da parte.

In una pentola antiaderente tostare i pinoli (non serve olio: i semi sono già ricchi di olio!) e mettere in ammollo l’uvetta con un cucchiaio di succo d’arancia. Mettere a parte.
Disporre una sopra l’altra le singole fette di pollo alle erbe fini, arrotolarle e tagliarle a striscioline sottili e saltarle nella padella dove abbiamo tostato i pinoli per 2’ con una spruzzatina di succo d’arancia.

Preparare subito il piatto mettendo un po’ di radicchio condito con una vinaigrette preparata con un po’ di olio evo, aceto di mele (o succo d’arancia), sale e pepe nero macinato al momento, unire le striscioline di pollo, la dadolata di zucchina, l’uvetta, i pinoli e terminare con qualche spicchio di arancia e fragola e una macinata di pepe nero.


Ho vinto la prima sfida, chi l'avrebbe mai detto? :)

Cassopipa (non è una parolaccia) ovvero la Taieddhra chioggiotta (e questa si che è una parolaccia)


Galeotto fu l'Mtchallenge e chi decise (Cristian) che la sfida di maggio avrebbe avuto come tema la Taieddhra!

La prima volta che incontrai la Puglia fu nel 1991: affrontammo il viaggio di notte, con un'auto senza aria condizionata ed una bimba di un anno e e mezzo che fu stoica nel suo rimanere tranquillamente legata al seggiolino dell'auto. La destinazione si chiamava Victor Village, a Marina di Ugento, punta estrema della nostra penisola. Mentre attendavamo il trenino, che avrebbe caricato i bagagli per portarci all'appartamento, Enrica si sciolse dalla cintura, scese dall'auto e corse a perdifiato verso la piscina. Cominciammo a rincorrerla, con il cuore in gola, senza raggiungerla. Si fermò sul bordo della stessa, d'improvviso, si girò per vedere se qualcuno della famiglia stesse arrivando, si tolse il succhiotto e sorrise. Nel frattempo avevo perso 10 anni di vita ma fortunatamente il pericolo era stato scampato!


Posto bellissimo, mare stupendo, clima fantastico....peccato per due cose: un'animazione un po' troppo vivace (sono le 9!! Sono le 10!! Ginnastica!!!Gioco in spiaggia!! Tempo di aperitivo!!...e non erano ancora le 12...) e il fatto che c'era la sabbia. Si, quella polvere più o meno impalpabile che si infilava tra i ditini dei piedini di Enrica che ad ogni passo te li porgeva perché venissero puliti.
Addio spiaggia...e quindi non rimaneva che dedicarsi ad altro. Nello specifico decisi di prendere il brevetto da sub: in due settimane c'era tutto il tempo per affrontare teoria quotidiana, al mattino, ed immersioni pomeridiane. Prima a 8 metri, poi a 15, poi a 22, poi notturne e senza bussola, poi profonde a 40 metri. 


Il mare di notte, senza luna, è quanto di più bello possa esistere: gli abissi illuminati dalle torce assumono incredibili tonalità azzurre, rosa, viola, smeraldo. Il silenzio è rotto solo dal battito del cuore e dal rumore dell'erogatore mentre le bollicine che ti avvolgono ad ogni respiro, e che salgono verso l'alto, ti fanno capire qual'è il dritto di questo fantastico mondo. Quando ci si immerge non si può parlare ma esistono tutta una serie di segnali convenzionali che ti permettono di comunicare con il compagno con il quale obbligatoriamente si scende: mai immergersi da soli!
Durante un'immersione notturna, passando in mezzo a delle grotte, mi incagliai con la bombola: sfilai il gav (un giubbetto che ti consente di mantenere un assetto stabile) e sganciai l'octopussy incagliato (ovvero le 4 fruste collegate alla bombola, al gav, al manometro e all'erogatore di riserva). Poi rimisi il gav ma durante tutto questo cava-e-metti un po' di acqua mi entrò nella maschera. Ovviamente c'è un trucchetto per svuotarla ma evidentemente non fui così brava perché prima di riuscirci la maschera si allagò completamente. Normalmente non è una cosa così grave, se non fosse per il fatto che mi mancano 10 diottrie per occhio e che l'acqua, uscendo dalla maschera, si era portata via le lenti a contatto. 


Realizzai due cose in pochi secondi: che stavo finendo l'ossigeno e che non sapevo dov'ero. Cioè, lo sapevo: ero in mezzo ad un buio profondo 32 metri. 
Cercai di darmi un contegno e di respirare meno velocemente possibile e cercando di seguire l'andamento delle bollicine: non mi accorsi che stavo salendo troppo velocemente. Mi sentii tirar giù con veemenza per una pinna, afferrare prima per i pesi e poi alle spalle mentre gli occhi inferociti dell'istruttore chiedevano spiegazioni; cercai di fargli capire che non ci vedevo nulla e gli mostrai il manometro: segnava che avevo praticamente finito la bombola. Mi diede il suo erogatore di riserva e mi portò nuovamente giù e da lì iniziammo a risalire fermandoci qualche minuto a profondità ber definite: 28, 20, 12, 8 e poi la superficie, per evitare la formazione di emboli che una risalita troppo veloce avrebbe sicuramente comportato.
Mi beccai una bella ramanzina ma si complimentò per il sangue freddo; convenne comunque anche lui che tra i segnali convenzionali sarebbe stato utile inserire: "ho perso le lenti, non ci vedo, scusi dov'è l'uscita". Ma per fortuna il secondo pericolo era stato scampato.


Tornammo in Puglia anni dopo, sempre a Marina di Ugento ma in camper, nel campeggio adiacente al Victor Villagge: Enrica aveva imparato a sopportare la sabbia sui piedi, l'animazione era un ricordo lontano e le immersioni erano più tranquille. 
In quegli anni nel Salento vide la luce un evento nuovissimo "La Notte della Taranta": si svolgeva adiacente all'ex convento barocco degli agostiniani che fungeva da sfondo per il palco, si arrivava a piedi lasciando il camper vicino alla piazza ed i visitatori si contavano in poche migliaia. Come tutte le feste folcloristiche che si rispettino c'erano stand e banchetti che offrivano di tutto fra i quali uno, ricco di dolcetti, crackers e lecca-lecca che avevano in comune un unico ingrediente: la mariuana. Potere capire come mi sono sentita mentre Edoardo iniziò uno dei suoi rari, ma rumorosi, capricci - perché voleva il lecca-lecca - mentre si stava avvicinando una coppia di Carabinieri in uniforme? Fortunatamente anche quel pericolo fu scampato :)


Vi lascio con la mia interpretazione della Taieddhra, influenzata dalla vicina Chioggia e da una ricetta che preparavano i pescatori chioggiotti dentro ai "bragossi", le barche tipiche, al rientro della nottata lavorativa: il Cassopipa. La tradizione vuole si aggiungano i bigoli, grossi spaghetti prodotti con un torchio in rame detto appunto bigolaro; il Cassopipa è così chiamato perché tutti gli ingredienti devono “pipare” - ovvero cuocere a fuoco lento - in un tegame di coccio anche detto, in dialetto, “casso”. E' anche vero che il riso è stato un ingrediente fondamentale per la cucina e l'economia veneziana: nella ricetta di "Risi e bisi" infatti si usa dire che "per ogni biso ghe voe un riso". Ho utilizzato quindi un mix di molluschi, le patate vitelotte perché hanno un colore che mi ricorda quello dei fondali marini e un po' di cumino e coriandolo pestati al mortaio, in onore ai traffici della Serenissima. 


Questo è il mix e la relativa traduzione: Cozze alias Peoci, Vongole Veraci alias Caparosoi, Cannolicchi alias Cape Longhe, Fasolari alias Issoloni, Cuore alias Cape Tonde.

“Xe pronto! Tuti in toea!"  (E’ pronto! Tutti a tavola!) 


Cassopipa (non è una parolaccia) ovvero la Taiddhra Chioggiota (e questa si che è una parolaccia ;)


Ingredienti (per 10 persone perchè la pentola di coccio che ho presto a Lecce è grandissima!)
2,5 kg tra cozze, fasolari, cannolicchi, cuori, vongole veraci, 500 gr di Vialone Nano, 600 gr di patate novelle, 500 gr di patate Vitelote, 170 gr cipolla di Tropea, 8 datterini di media dimensione, 100 gr di pecorino sardo di media stagionatura, olio evo, pepe nero del Madagascar macinato al momento, qualche spicchio d'aglio in camicia, 1 cucchiaino di cumino ed 1 di coriandolo in polvere, olio evo.

Procedimento 
Mettete i molluschi a spurgare in acqua salata (1 cucchiaio per ogni litro d'acqua) per almeno due ore, lasciandoli per divisi.
Nella pentola di coccio unire un filo di olio evo, uno spicchio d'aglio e far aprire separatamente i singoli mitili avendo cura di recuperare l'acqua di cottura, filtrandola attraverso un colino a maglia sottile, e facendoli aprire. Mettere da parte i molluschi cotti.

Sciacquare il riso, lavare le patate, sbucciare quelle novelle e tagliarle a fettine sottili. Pestare le spezie e tagliare in quarti i datterini. Tagliare sottilmente la cipolla.
Riprendere la pentola di coccio, disporre uno strato di patate (miste novelle e vitelotte), distribuire i molluschi mescolati fra loro, coprire con il riso, disporre il resto delle verdure, i pomodorini e spolverare con le spezie. Versare tutta l'acqua di cottura dei molluschi e coprire con il pecorino grattugiato e cucinare coperto nel forno statico già caldo a 160° per circa 1 ora e mezza. Accendere il grill e terminare la gratinatura (circa 15'). Far riposare dentro il forno e servire.