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Millefoglie di crepes integrali con caponatina leggera e cioccolato fondente: un piatto colorato direttamente dal #fuorisalone

Il Salone del Mobile di Milano, conclusosi ieri, punto di riferimento a livello internazionale nel settore Casa-Arredo, da qualche anno a questa parte ha sviluppato un contenitore di eventi #fuorisalone da coinvolgere il visitatore H24. Ed è ovvio che si parli di cucina, come è accaduto lo scorso venerdì nello spazio "Mondadori Food and Design Experience" presso il Magna Pars di via Tortona, organizzato dalla rivista "Sale e Pepe" e che ha visto Vallè presentare un nuovo prodotto.


Il prodotto in questione è un burro allegerito, con il 26% di grasso in meno, ottenuto da sole panne di centrifuga selezionate di latte scremato. Sembra l'uovo di colombo per chi desidera comunque godere della bontà del burro ma deve fare i conti con la sua indubbia presenza di grassi.
Un'altra caratteristica di questo prodotto è la confezione, brevettata, che permette un'ottima conservazione in frigo e la possibilità di riciclare completamente l'involucro che protegge e consente di servire il burro medesimo.

Vi racconterò meglio delle sue qualità organolettiche nelle prossime settimane mentre per la sua presentazione ufficiale ho pensato a questa ricetta colorata, che accoglie la primavera e che consente di godere dell'irrinunciabile profumo del burro, utilizzato sia per la confezione delle crèpes che della besciamella. Il resto è una cottura veloce delle verdure per una millefoglie davvero golosa al servizio, con il cioccolato fondente a completare il mix dei sapori. Qui anche la video ricetta


Mille foglie di crepes integrali con caponatina leggera e cioccolato fondente al sale di Cervia

Ingredienti per4-6 persone
Per le crepes: 250 ml di latte crudo, 2 uova bio, 100 gr di farina Petra 9 o farina integrale, 25 gr di burro chiarificato
Per il ripieno: 2 scalogni, 1 peperone giallo, 1 rosso, 1 verde, 2 melanzane lunga, 1 cucchiaio di pinoli, 1 cucchiaio di uvetta sultanina, 20 gr di cioccolato fondente possibilmente un criollo "Domori Chuao", 1 cucchiaio di vino bianco secco, 1 cucchiaio di aceto di mele, ½ cucchiaio di zucchero di canna, olio evo, pepe nero lungo macinato al momento, qualche rametto di timo fresco.
Per la besciamella: 100 g di burro, 80 g di farina 0, 1 litro di latte intero, sale, noce moscata.
Datterini confit (500 g) per il servizio: in una leccarda far appassire di datterini a 150° per 1h30’ dopo averli conditi con un cucchaio di olio evo, uno di zucchero di canna, una presa di sale fino ed una macinata di pepe nero.

Procedimento
Per la caponatina (si può preparare anche il giorno prima, abbattere e conservare in frigo)
Tostare i pinoli in una padella antiaderente e mettere in ammollo l’uvetta per pochi minuti in acqua tiepieda o nel succo di ½ arancio. Tagliare il cioccolato in trucioli.
Mondare le verdure, tagliare sottilmente lo scalogno e in piccola dadolata le altre verdure e saltarle con un filo d’olio in una capace padella. Sfumarle con il vino bianco, unire l’aceto e lo zucchero di canna e cucinare per 15’ a pentola scoperta unendo qualche foglia di timo fresco. Regolare di sale e pepe e togliere dal fuoco. Lasciar raffreddare a temperatura ambiente o mettere in abbattitore per 20’. Unire i pinoli e l’uvetta scolata e mescolare bene.

Per le crepes (si possono preparare anche il giorno prima)
In una ciotola unire alle uova intere la farina setacciata, un pizzico di sale e mescolare accuratamente con una frusta fino ad ottenere un composto liscio, unire il latte lentamente per evitare la formazione di grumi e per ultimo il burro fuso tiepido. Coprire con una pellicola e far riposare in frigo per almeno un’ora prima di utilizzare la pastella.
Confezionare le crepes utilizzando una padella antiaderente o dal fondo pesante del diametro di 16 cm, scaldarla, sciogliere una noce di burro e distribuirlo su tutta la superficie e versare un mestolino di composto, distribuendolo uniformemente. Cucinare per circa 1’, con una spatola aiutarsi e girare la frittatina e terminare la cottura per un altro minuto. Adagiare la crepes sopra un piatto più grande del diametro della crepes e continuare, senza aggiungere altro burro, fino al termine della pastella. 
Coprire con pellicola e mettere da parte a temperatura ambiente.

Per la besciamella.
In una pentola in ghisa o dal fondo pesante preparare un piccolo roux con il burro e la farina setacciata ed unire un po’ alla volta, per evitare la formazione di grumi, il latte portato quasi a bollore. Mescolare bene a fuoco dolce fino a quanto la salsa di addenserà. Fuori dal fuoco regolare di sale e pepe, adagiare sulla superficie un pezzettino piccolo di burro e coprire con una pellicola per evitare che la besciamella si rapprenda sulla superficie. Mettere da parte a temperatura ambiente.

In una teglia rettangolare o, meglio, in piccole cocotte individuali montare le millefoglie partendo da una piccola cucchiaiata di besciamella, la crepes, le verdure, la besciamella e continuare fino al termine degli ingredienti. Sulla superficie distribuire l’ultima parte di besciamella, decorare con qualche tocchetto di caponatina ed i datterini confit e cucinare nel forno statico già caldo a 200° per 10' (in caso della teglia) oppure pochi minuti di grill se preferite le cocotte.

Sfornare e servire decorando con il cioccolato fondente al sale di Cervia.


A FuoriSalone con la nuova idea di burro Vallè

Il passaggio di testimone tra Vinnatur, Vinitaly e il Salone del Mobile di Milano è avvenuto: sono sempre di corsa dal nord-est al nord-ovest nel segno della qualità e dell'innovazione.
Oggi infatti, gli amici della Valle', in via Tortona 15, nello spazio "Magna Pars" (Spazio Elisir), presenteranno un prodotto nuovo ovvero la loro idea di burro.

Vi aspetto quindi alle 16.30 per un divertente show cooking all'insegna dei colori e della leggerezza della primavera.

A venerdì (anche per l'anteprima della ricetta :)

Un po' di riso buono per strappare un sorriso. Una primavera all'insegna della bontà, nel piatto e nel cuore



UN PO' DI RISO BUONO PER STRAPPARE UN SORRISO
Una primavera all'insegna della bontà, nel piatto e nel cuore

Per Riso Buono (www.risobuono.it) quelli di aprile e maggio saranno due mesi dedicati alla solidarietà, tema caro all'azienda.
Il primo appuntamento è quello di domenica 6 aprile a Roma presso il Centro Sportivo Villa Flaminia con le Olimpiadi del Sorriso (www.operationsmile.it). Una giornata di sport, divertimento e solidarietà a favore della Fondazione Onlus Operation Smile che, nei paesi più poveri ed in via di sviluppo, aiuta tutti i bambini con gravi malformazioni facciali. Riso Buono contribuirà all'evento preparando per 700 atleti del “Riso Artemide con mozzarella e pomodoro” e del “Riso Artemide e salmone”.
Per maggio ci sono in calendario due importanti appuntamenti con il Pin-nic Theodora (http://it.theodora.org) che, dopo il successo delle passate edizioni di Milano e Roma, si rinnova e aggiunge una data a Torino. Il Pic-Nic Theodora ha l'obiettivo di aiutare la Fondazione Theodora Onlus nella sua missione: sostenere le visite dei suoi clown dottori, i Dottor Sogni, che donano momenti di felicità ai bambini che devono affrontare la prova di un ricovero lungo e difficile in istituti di cura. Due gli appuntamenti alla quale Riso Buono non può proprio mancare: sabato 10 nei Giardini di Villa Reale a Milano dove si potranno assaggiare i “Grissini di riso Artemide” realizzati da Mario Fongo e domenica 25 presso lo Juventus Stadium di Torino dove verranno regalati 700 barattoli di Riso Artemide. Il terzo appuntamento, quello di Roma, è stato programmato per il 18 ottobre.

RISO BUONO
Il Carnaroli Gran Riserva e l’Artemide vengono prodotti nella tenuta di Casalbeltrame (NO) di proprietà della famiglia Luigi Guidobono Cavalchini. Oltre alle qualità organolettiche e nutrizionali Riso Buono ha dalla sua parte la forza di una tradizione che viene da lontano, inziaita sul finire del XVII secolo quando la nobile famiglia dei Gautieri, lasciata la contea di Nizza, si stabilì nelle terre novaresi introducendo, nel tempo, importanti ristrutturazioni soprattutto nei metodi d’irrigazione e nelle forme di coltivazione. Una tradizione che è continuata, a seguito di successioni ereditarie, prima con i marchesi Cuttica di Cassine e, attualmente, con i baroni Guidobono Cavalchini.
La tradizione diventa così la vera forza motrice insieme ai sacrifici di generazioni ed all’amore verso la natura, con l’impegno a raggiungere livelli sempre più elevati di qualità e con l’ambizione di soddisfare sempre più i gusti di una clientela esigente.


VINNATUR lancia LA “RETE DEL VINO NATURALE”: la creazione di una rete di soci per il diffondere la cultura del bere sano


VILLA FAVORITA, il Salone dei vini naturali organizzato da VinNatur – Associazione Viticoltori Naturali, che si apre SABATO 5 aprile e continua fino a LUNEDÌ 7 APRILE a villa la Favorita (Monticello di Fara, Sarego VI, via Favorita 6) è l’occasione per lanciare una nuova iniziativa fortemente voluta da Angiolino Maule e dai suoi colleghi produttori: la RETE DEL VINO NATURALE.

È stata creata dall’associazione una vera e propria RETE di contatti che si incontreranno all’interno di una piattaforma creata sul sito vinnatur.org, potranno comunicare fra di loro, scambiarsi informazioni e notizie sui vini prodotti dai viticoltori soci, sui punti vendita dove poterli acquistare o dove scovare proprio quell’ annata che si sta inseguendo da tempo. La rete sarà un filo rosso teso fra il produttore, il commerciante e il consumatore finale che potrà ottenere in tempo reale tutte le informazioni necessarie per portare nel proprio calice i vini naturali che ama.

Per entrare nella rete basta accedere al sito WWW.VINNATUR.ORG nella sezione SOSTENITORI, registrarsi ad una categoria di appartenenza, e contribuire alle attività dell’associazione con una quota di 50,00 euro annuali. L’iscrizione come socio sostenitore può essere ottenuta da qualunque persona fisica, ente o società, che intenda sostenere economicamente le attività promosse da VinNatur - http://www.vinnatur.org/sostenitori/
VILLA FAVORITA – SABATO 5, DOMENICA 6 E LUNEDÌ 7 APRILE

Tre intere giornate di DEGUSTAZIONE E VENDITA dei vini di 140 viticoltori naturali provenienti da 8 paesi: Italia, Francia, Spagna, Slovenia, Slovacchia, Rep. Ceca, Austria.
Oltre 600 i vini : varie tipologie, numerosi diversi vitigni, molti di questi autoctoni.
Orari apertura: sabato 5 e domenica 6 aprile dalle ore 10 alle 18, lunedì 7 aprile dalle 11 alle 18

Le novità
La tasting room: sala per le degustazioni riservata agli operatori del settore quali buyer, distributori e stampa (l’accesso alla sala si può richiedere solo al momento dell’accredito al desk di Villa Favorita).
EsmachLab: il laboratorio di panificazione allestito da Esmach (www.esmach.com), partner dell’evento, sfornerà in diretta e a ciclo continuo pane freschissimo ottenuto da lievito madre per accompagnare le degustazioni dei vini e gli spuntini.
Il padiglione gastronomia: un ampio spazio esterno dedicato agli espositori gastronomici, i selezionati artigiani che proporranno materie prime quali formaggi, salumi, olio, cioccolato… prodotti di un’agricoltura sana.
Il ristorante VF: come tradizione pranzi e spuntini saranno curatissimi per la scelta delle materie prime bio ed equilibrati dal punto di vista nutrizionale. Se ne occuperà lo chef Stefano De Lorenzi insieme alla brigata del suo Ristorante Zenzero di Grumolo delle Abbadesse (VI) (www.ristorantezenzero.com).

Gli eventi nell’evento
ANTEPRIMA NATURAL RESISTANCE: lunedì 7 aprile alle ore 16.00 verrà proiettato in anteprima un brano dell’ultimo film di Jonathan Nossiter presentato con successo all’ultimo Festival di Berlino. Saranno presenti alla proiezione il regista e Giovanna Tiezzi, una dei vignaioli protagonisti e socia VinNatur.
ANTEPRIMA "LeRouge&leBlanc": Samuel Cogliati e Possibilia presenteranno in anteprima un numero “fuori serie” della famosa rivista indipendente francese - www.possibiliaeditore.eu


Info in breve
Date: sabato 5, domenica 6 e lunedì 7 aprile 2014
Luogo: villa La Favorita – via Favorita 6, Monticello di Fara, Sarego - Vicenza
Orari: sabato 5 e domenica 6 aprile dalle ore 10 alle 18, lunedì 7 aprile dalle 11 alle 18
Biglietto ingresso: Euro 20,00 catalogo e calice da degustazione inclusi
Per chi arriva in treno: stazione di Montebello Vic.no –
Servizio navetta ad ogni ora di arrivo dei treni a partire dalle 10.20
Per chi arriva in auto: parcheggio dedicato ai visitatori del salone.

Tutte le informazioni su www.vinnatur.org  FaceBook https://www.facebook.com/vinnatur?fref=ts Twitter: @VinNatur

Soufflé con Blu61 al profumo di canapa sativa e salsa olandese all'arancio. Per un Mtchallenge...stupefacente


Rientrare nel cuore della notte dal lavoro, per quanto faticoso, ha pur sempre un suo fascino. 
Si viene accolti da un silenzio armonioso, quasi riassumesse, sintentizzandoli, tutti i rumori di una giornata, riconsegnandoli puliti ed aggraziati.
Si scarica l’auto e si chiude la porta dietro si sé. Le luci che giungono dai lampioni del giardino, attraverso le fessure dei balconi in legno, illuminano appena l’ingresso e gli occhi si abituano subito al buio, riconoscendo le sagome che arredano la notte.
Silenzio e penombra. E pace.

Se non fosse per questo vociare sommesso. No, non è la televisione della vicina che si è nuovamente addormentata in salotto. E questo odore? Non ricordo di aver lasciato lunghe cotture a bassa temperatura prima di uscire..eppure..
Improvvisamente si apre la porta della cucina.


“Pina! Ma che stai facendo a quest’ora?! A-gata, e tu?!”
La stanza sembra un campo di battaglia: nessun elettrodomestico o strumento è scampato dalla furia sperimentatrice dell’inedita coppia ai fornelli.
Tu sei sempre in giro e qui c’è un Mtchallenge da mandare avanti!” risponde Pina mentre intima ad A-gata di controllare una cottura in forno.
“Si stanno alzando? Quanto?! Sono dentro da 14 minuti! Te l’avevo detto che bisognava aumentare le uova! Come se non riuscissi a procurarmele nel cuore della notte! Gatti! Mai fidarsi di un gatto ai fornelli! Lo sai che si è mangiata metà dei mirtilli usati per affinare il formaggio?!”
Cerco A-gata con lo sguardo. Ricevo come risposta due fessure verdi ed una coda ondeggiante illuminati dalla luce del forno.
“Pina, vedi di calmarti: A-gata è l’emblema della quiete prima della tempesta.” rispondo mentre cerco di capire, nel baillamme di ciotole e fruste, cosa bolle in pentola. Gusci d’uovo, una confezione di panna fresca, riconosco l’incarto del Blu61, un erborinato affinato con vino passito e mirtilli, scorze d’arancia lucide, sembrano sciroppate (come la Pina, del resto), farina, burro…. “Pina, cosa sono questi semi? E questa farina verde?” L’annuso, sa di erba. Un buon profumo.
Canapa sativa.” risponde distratta.
“Canapa sativa?! Ma sei impazzita?! Semi di canapa sativa?!!?? Vuoi che ci arrestino tutte?!”
Mi sembra di essere stata investita da un'apecar ed improvvisamente la stanchezza e il desiderio di dormire sono solo un lontano ricordo.”
“Miao”, interviene A-gata. “Non ti ci mettere anche tu, razza di gattamorta!” sbotto fuori di me.
“Non farla tanto lunga: sta avvisando che i soufflé sono pronti. La macchina fotografica è sopra l’abbattitore e in salotto il set è allestito. Fai presto che qui smonta tutto e poi abbiamo fame.” Obbedisco. Fotografo. E poi mi accascio sulla sedia.



In silenzio assaggiamo i soufflé, accompagnati da un passito profumatissimo, un Lindul Antonutti recentemente scoperto, e da una salsa morbida, vellutata, che sa di arancia.
“Miao.” A-gata è la prima ad interrompere il silenzio. “Anche secondo me – risponde Pina – per essere il primo esperimento con questa formula non mi dispiace. Comunque un uovo in più ci stava tutto.” conclude la gallina che allontana il piatto da sè e si appoggia allo schienale della sedia, visibilmente soddisfatta.
“Esigo delle spiegazioni” esclamo, mentre lucido con un pezzo di pane la salsiera.
Vedi – inizia Pina assumendo una posa cattedratica – l’ispirazione è venuta improvvisa grazie all’ultima sentenza della Consulta che di fatto ha bocciato la Legge Fini-Giovanardi, ripristinando le tabelle precedenti e la distinzione fra droghe leggere e pesanti. Sai cosa penso di Giovanardi e del proibizionismo, vero?”
“Si, Pina. Ma vai avanti, ti prego.” rispondo rassegnata.
Ecco, mi è venuto in mente quello che mi raccontavano le nonne e le zie, quando ancora c’era l’usanza di abitare in campagna. La vita del contadino era molto dura anche se nel terzo millennio, con tutta questa burocrazia non si scherza di certo, e i momenti di svago erano pochi e molto ben definiti. Se tu ti rilassi allungando le gambe sul divano, ascoltando un po’ di musica e sorseggiando da un cristallo sottile un vino prezioso una volta non era proprio così. Il divano non esisteva e quindi non ti allungavi da nessuna parte, niente musica, a meno che non ci fosse qualcuno che sapesse suonare l’armonica o un mandolino, e il vino era considerato un alimento e di certo non si centellinava dal goto in vetro robusto. Tutti in stalla, il luogo più caldo d’inverno, a far di filò ed a fumare i canaponi.”
“Pina!!”
Rilassati, caspita! Guarda A-gata!” e mi indica un felino concentrata in rilassanti abluzioni serali.


La cannabis è un concentrato di sostanze chimiche uniche e viene coltivata dall’uomo da oltre 5000 anni, vuoi per ottenere la fibra da tessere e vuoi per usi terapeutici prima ed eccitanti poi, grazie ai principi attivi che si trovano solo negli esemplari femminili.
“Miao, miao!”. 
“Esatto A-gata: se vuoi qualcosa di buono è dalle donne che devi andare.”
“Continua, stai diventando interessante.” intervengo curiosa.
“I botanici nei secoli hanno individuato oltre 20 specie e sottospecie di cannabis anche se è la cannabis sativa quella più titolata.”
“Quella che hai utilizzato nel piatto che abbiamo mangiato. Quindi non ho mangiato un soufflé bensì mi sono fatta un soufflè…..” rifletto, rassegnata.
Ed è qui che ti sbagli! Si tratta, è vero, della stessa pianta, ma le diverse tecniche di coltivazione applicate dalla prima germinazione, ed alla produzione di talee, consentono di ottenere dalla cannabis sativa fibra da tessere, cellulosa, carta e semi dai quali ricavare farina e olio invece della Maria vera e propria.”
Pina parla come un direttore di un Sert. Mi piacerebbe sapere proprio la natura delle sue ultime frequentazioni.
Devi sapere che nell’Inghilterra della Regina Vittoria mentre lei usava la tintura di cannabis per sopportare meglio i devastanti mal di testa ed i dolori mestruali, i boia, nell’eseguire anche le sue condanne a morte per impiccagione, preferivano di gran lunga le corde ottenute dalla canapa in quanto più robuste e scorrevoli.”
A-gata dorme beata, scossa appena da fusa ritmate.
“Quindi già allora veniva studiata per le sue qualità terapeutiche.” rispondo senza trattenere il sorriso, mentre mi immagino la Regina Vittoria con i dreadlocks sotto la corona.
Esatto, oramai è conclamato che l’uso della cannabis allevia i spasmi nella sclerosi multipla, la nausea successiva ai trattamenti chemioterapici, viene prescritta nei casi di dolore cronico e per trattare il glaucoma. E’ un neuroprottettore, un antinfiammatorio e stimola positivamente i neurorecettori della serotonina. Ecco perché ne stanno studiano l’applicazione per curare emicranie e cefalee. Tipo le tue.”


“Bene Pina, ora spiegami questa farina e questi semi da dove provengono, giusto per sapere cosa rispondere in caso di arresto, visto che si tratta di una sostanza proibita.”
Guarda qui, donna di poca fede” mi risponde Pina esibendo uno scontrino fiscale. “Li ho acquistati in un negozio bio, non in un coffe shop, e questi sono legali perché, come ti dicevo prima, diversa è la coltivazione alla quale sono stati sottoposti i semi! Domani voglio provare a fare un pane con un po’ di canapa sativa, diciamo il 20% della farina totale. E poi metto anche qualche seme, ricchi di Omega3, e non userò l’olio, visto che è contenuto nei semi.”
“Che fai, ti dai alla cucina? Pensavo fossi tutta presa da sesso-droga-rockn’roll!” la stuzzico mentre cominciamo a pulire.
“Macchè. Il gallo è scappato con un pollo e la musica a quest’ora non si può ascoltare: non mi rimane che preparare soufflé. Buoni. Così buoni da essere stupefacenti ;)”


Ecco il piatto pensato dalla Pina per la sfida dell'Mtchallenge di marzo: non dovrei finire fuori concorso, ma fuori legge credo di si. Per cui, se mi dovessero arrestare vi prego, non arance, ma Crèpe Suzette :)

Soufflé con Blu61 al profumo di canapa sativa e salsa olandese all'arancio

Ingredienti (per sei cocotte diametro 6/7 cm)
Per il soufflé
200 ml di panna fresca, 3 uova bio (4 se particolarmente piccole), 20 gr di burro chiarificato 10 g di farina Petra5, 10 gr di farina di canapa sativa, 1 cucchiaio di semi di canapa sativa, 160 g di Blu61, 50 g di Asiago stravecchio grattugiato, pepe nero del Madagascar.
Per la salsa
2 tuorli bio, 2 arance bio, 2 cucchiai di aceto di mele, 125 g di burro chiarificato, pepe nero lungo, un pizzico di sale.

Procedimento
In un pentolino, a fuoco dolce, unire l'aceto di mele, due cucchiai di acqua e un'abbondante macinata di pepe nero lungo, far ridurre della metà e abbattere o far raffreddare.
In un'altro pentolino unire il succo delle arance con parte della scorza (senza la parte bianca) e far sobbollire dolcemente, riducendo della metà. Mettere da parte.
In una casseruola dal fondo pesante ed a fuoco dolcissimo montare i tuorli con la riduzione di aceto e appena si fanno più chiari e soffici unire il burro liquido, continuando a montare per una decina di minuti sul fuoco dolce, fino ad ottenere una salsa lucida e morbida. Fuori dal fuoco unire la riduzione di arance senza le scorze, regolare di sale e mettere da parte al caldo: deve essere servita tiepida.

Spennellare 6 stampini di porcellana con burro burro e spolverarli di abbondante asiago grattugiato, abbattere e tenere al freddo fino al momento della cottura.
Accendere il forno a 180°, statico.
Scaldare la panna.
In una casseruola ottenere un roux dal burro e dalle farine setacciate, unire la panna calda e continuare la cottura fino ad ottenere una salsa densa. Fuori dal fuoco unire i tuorli, uno alla volta, il formaggio erborinato sbriciolato con le mani, i semi e qualche mirtillo utilizzato per l'affinamento ed infine gli albumi montati a neve.
Versare il composto negli stampini riempiti per 2/3 e cucinare nel forno già caldo per 18'.
Sfornare, fotografare velocemente (a futura memoria) e servire con la salsa e qualche mirtillo fresco.

Easy Lunch a La Red Library di Gaetano Costa


Di questi tempi, persino a certe vette si avverte l'esigenza di smuovere un mercato in stagnazione. Vale la pena di approfittarne, anche se le promozioni dei grandi ristoranti sono sempre confinate alla pausa pranzo. Ma non importa: può essere comunque un'occasione per assaggiare cucine altrimenti non facilmente abbordabili.

Per essere al passo con i tempi e per andare incontro alle esigenze della clientela - senza rinunciare tuttavia alla qualità - a partire dal mese di marzo al ristorante Red Library di Gaetano Costa, all’interno dell’Hotel Boscolo Aleph a due passi da piazza Barberini, arriva un’interessantissima proposta di menu per la pausa pranzo, ideale per una colazione di lavoro come per un incontro fra amici.


Al ristorante, un raffinatissimo salotto di casa simile a un esclusivo club londinese caldo, intimo e accogliente con appena venticinque coperti e aperto alla clientela esterna, arriva la formula dei due piatti a scelta dal menu serale a la carte, a soli 25 euro incluso un calice di vino appropriato, acqua e caffé (3 piatti a 35 euro, 4 piatti a 45 euro). Un’ottima occasione se si pensa che a cena c’è un menu degustazione di 8 portate a 100 euro, e che all’interno di questo ognuno può creare il proprio percorso, anche limitandosi a 4 piatti, al costo di 65 euro.

Naturalmente il tutto abbinato a un servizio impeccabile di grande professionalità e all’eleganza di una location da 5 stelle lusso.

"Andar per erbe": asparagi, erbe spontanee e fiori nei piatti di Primavera degli agriturismi di Vicenza



Al via due rassegne gastronomiche negli agriturismi Terranostra Campagna Amica. Undici serate a tema con Asparago di Bassano DOP, erbe spontanee e fiori.

L'asparago bianco di Bassano DOP, le erbette spontanee e i fiori saranno i protagonisti della cucina primaverile degli agriturismi vicentini aderenti a Terranostra - Campagna Amica. 
Due le rassegne gastronomiche, per un totale di 11 serate a tema in 8 strutture agrituristiche che per una sera proprorranno un menu speciale tutto incentrato sull'Asparago oppure sulle erbette e i fiori. 
È legata al territorio bassanese la rassegna sull'Asparago Bianco, in programma dall'11 aprile al 17 maggio negli agriturismi Rivagranda, Al Pozzetto, La Dolfinella e Ca' Tres (vedi calendario sotto). 


Si estende invece a tutta la provincia la rassegna Andar per Erbe, dedicata alle erette spontaee e ai fiori raccolti dagli agrituristi nei campi, sulle colline e le montagne vicentine. Il menu delle sei serate previste dal 4 aprile al 23 maggio (agriturismi: Barco Menti, Al Pozzetto, Costalunga, Malga Spill, Val Ciccona) sarà delicatamente connotato dalla presenza delle erbette e dei fiori in tutti i piatti. Vera sfida per gli agriturismi è infatti quella di proporre, insieme alle erbe, anche fiori edibili. Oltre a dare un tocco di colore alle composizioni, i fiori conferiscono gusti freschi e profumati, per molti assolutamente inediti. Un tipo di cucina per il quale i gestori si sono preparati con una serie di corsi promossi da Terranostra Vicenza con lo chef Alessandro Tannoia.


“Queste due rassegne – precisa Elio Spiller, Presidente di Terranostra Vicenza – ci permettono di lanciare un messaggio importante ai nostri clienti: un prodotto di stagione è un'opportunità da prendere al volo. Una prelibatezza come l'Asparago di Bassano DOP o  rarità come le erbette si possono gustare solo per un periodo molto breve. Bisogna cogliere l'attimo”. Per farlo, visti i posti limitati a disposizione, è bene prenotare la direttamente presso l'agriturismo. 
Info: www.terranostra.it. - www.facebook.com/terranostra.vicenza.


Di seguito il calendario delle due rassegne: 

Rassegna Gastronomica “Andar per erbe”

Venerdì 4 Aprile 2014
BARCO MENTI di Menti Danilo
Via Delle Are 8 – Monteviale 
0444 950038- info@agriturismobarcomenti.it
Giovedì 10 Aprile 2014
AL POZZETTO di Moresco R. e Caneva F.
Via Michelina 1 Fraz. Mure Molvena
0424 419051- info@agriturismoalpozzetto.it

Venerdì 11 Aprile 2014
COSTALUNGA  di Pavan Rosalina
Via Costalunga 10 – Fara Vic.na
0445 897542-adallacosta@gmail.com  
Sabato 3 maggio e Venerdì 23 maggio
MALGA SPILL
Loc. Stuba, Strada Melette- Gallio
0424 658211- 0424 658231  

Sabato  17 Maggio 2014
VALCICCONA
Via Nardi, 9 Loc. Quargenta, Brogliano
0445 960351- agri.valciccona@libero.it
Rassegna Gastronomica “Asparago Bianco di Bassano DOP”

Venerdì 11 aprile
RIVAGRANDA
Piazza Alpini, 6 MOLVENA
agri@rivagranda.com

Venerdì 18 Aprile e  Giovedì 17 Maggio 
AL POZZETTO di Moresco R. e Caneva F.
Via Michelina 1 Fraz. Mure MOLVENA
info@agriturismoalpozzetto.it  

Venerdì 2 maggio
LA DOLFINELLA di Suinicola Castellan
Via Roncalli, 1 ROSA'
info@ladolfinella.it

Mercoledì 14 Maggio 
CA’ TRES  di Toniazzo Umberto
Via Nonis 48 MAROSTICA
info@agriturismocatres.it

Barilla apre le sue porte: il primo stabilimento alimentare in Europa visitabile su Google Maps con Street View


I DOCUMENTARI DI NATIONAL GEOGRAPHIC CHANNEL RACCONTANO TUTTA LA FILIERA DELLA QUALITA’ DEI PRODOTTI: DAL CAMPO ALLA TAVOLA.

Credo sia la prima volta per tutti di poter entrare nella “vita dei sughi”, nei luoghi dove questi vengono prodotti, concepiti, nella filiera, anche filosofica, che i tempi d’oggi ci obbligano a percorrere. La tecnologia e l’innovazione, ingredienti che insieme alla tradizione creano quel mix di curiosità che ognuno di noi deve avere nei confronti del cibo, dove la qualità e le giuste lavorazioni sono alla base della nostra salute. 

Oggi ho assistito ad una conferenza in streaming ben strutturata, una messa sul campo di controparti di altissimo livello: Barilla, Google, National Geographic-Fox e Young and Rubican. 

Spetta a Paolo Barilla aprire i giochi, da padrone di di casa, parlando del progetto, aprendo le porte dello stabilimento, in un certo qualmodo, di casa sua: è la prima volta che Barilla presenta una conferenza in streaming, a livello europeo. Ed inizia la narrazione della vita di un prodotto, raccontata da National Geographic giorno per giorno, momento per momento, dal germoglio del basilico alla cottura lenta grazie sia a Google che mappa la filiera, i campi, i luoghi di produzione ed a Street View che, se fino a qualche tempo fa era un modo per “ricercare” luoghi sconosciuti o dimenticati, ora entra nelle aziende, per mappare gli ambienti, le lavorazioni di un’azienda.
Durante lo streaming giungono delle domande e credo che guardatustesso.it sarà un punto di riferimento per i consumatori italiani: infatti l'etichetta presente in ogni prodotto riporterà un codice che ci indicherà la filiera da cui "nasce" quel barattolo. Si tratta del primo caso in Europa per il mondo agroalimentare in cui il consumatore potrà visionare l’intera filiera produttiva, entrando virtualmente in uno stabilimento con Google Street View.
Questo nuovo progetto ha come parola d’ordine la trasparenza: apriamo le nostre porte alle persone, per mostrare loro la cura e l’attenzione che poniamo in ogni fase, dal campo alla tavola” dichiara Paolo Barilla, Vice Presidente del Gruppo Barilla. "Vogliamo mostrare come sia possibile creare un sugo buono, sano e senza conservanti aggiunti, partendo dalle materie prime selezionate, fino alla trasformazione in stabilimento mediante tecnologie innovative e di ultima generazione.”

Ecco quindi che National Geographic Channel ha realizzato 6 documentari brevi da 3 minuti ciascuno, che rientrano nella linea del suo storico format Inside, in cui è offerto un inedito ed esclusivo dietro le quinte della filiera produttiva dei sughi Barilla. I documentari andranno in onda su National Geographic Channel e saranno visibili sulla piattaforma digitale guardatustesso.it così come all’interno del minisito dedicato su Natgeofan.
"La tecnologia offre oggi ad aziende e brand la possibilità di stabilire un rapporto diretto e trasparente con i propri consumatori - ha dichiarato Fabio Vaccarono, Country Director di Google in Italia. - Siamo felici di aver collaborato con Barilla per l’iniziativa guardatustesso.it che va proprio in questa direzione grazie all'integrazione della tecnologia di StreetView.”

"I consumatori vogliono e hanno bisogno di verità e trasparenza da parte delle marche."

Sembrano le parole di Carlo Petrini, lette durante una recentissima intervista ed ascoltate durante la presentazione del suo ultimo libro, in cui consigliava proprio all'amico Paolo Barilla di parlare al consumatore della qualità del prodotto finale e di ogni singolo componente, lasciando a Banderas ed alla sua Gallina altri tipi di narrazione.

E' proprio il caso di dire "staremo a vedere".

Ho fatto un quarantotto! E anche una brioche con cioccolato allo zenzero


Il mio numero è il 24. Mi è sempre piaciuto tantissimo anche quando, nella mia vita precedente, corrispondeva al numero delle righe dei fogli protocollo ed all'impostazione necessaria a stampare correttamente i fissati bollati.

L'ho sempre ritenuto un numero simpatico e quando nacque Enrica mi sentii particolarmente fortunata. Pensai "quando lei avrà 24 anni io ne avrò 48": un'elevazione all'infinita potenza di gioia, che sarebbe stata assaporata nel terzo millennio.
Ecco, quel raddoppio è arrivato e quindi, come al solito, sono andata a consultare la Smorfia la quale, al numero 48, associa "morto che parla".


Del resto 47 corrisponde a "O' Muorto" per cui si tratta sicuramente di un'evoluzione anche se è nella Matematica (con la quale ci siamo sempre rispettate negli anni ma non siamo mai entrate veramente in confidenza) che ho trovato grande conforto in quanto, il numero 48, è incredibilmente dotato di qualità: è un numero abbondante, composto, altamente confortevole, idoneo (cit. Wikipedia e Treccani)
E' anche un numero di Harshad, che in sanscrito vuol dire "grande gioia".
E' il numero atomico del Cadmio, indubbiamente altamente tossico, ma anche gentile in quanto si tratta di un elemento chimico "bianco-argenteo con riflessi azzurrognoli", come una delicata tazza di porcellana. E trova la sua massima espressione nella costruzione delle pile ricaricabili, quelle che mia mamma minacciava sempre di togliermi quando ero piccola.

Ma è nella storia che il numero 48 trova la sua massima valorizzazione, almeno nella mia memoria, perché sia durante le elementari che alle medie le interrogazioni che affrontai, proprio sui moti rivoluzionari del 1848, mi valsero un dieci con lode e un più che ottimo. Come se il fermento che attraversò i cuori e le menti dei futuri italiani  divenisse in me uguale palpitante emozione.

Da oggi sono nuovamente alle prese con un 48: chissà che voto prenderò.


Per preparare questa brioche non eccessivamente dolce ho utilizzato un cioccolato che amo molto, un prodotto del commercio equosolidale, che viene preparato con cacao bio al 70% e zenzero, entrambi provenienti dal Kerala, India, da una zona chiamata "Terra degli Dei". E' buono e siccome oramai è conclamato che il cioccolato sarà il principio attivo più usato nel prossimo futuro ho ben pensato di affrontare l'età che avanza facendo della buona prevenzione :)



Brioche con cioccolato fondente allo zenzero

Ingredienti
250 g di farina di Petra1 o metà Petra1 e metà Petra9, 6 g di lievito secco, 80 g di zucchero aromatizzato alla vaniglia, 80 g di burro chiarificato, 50 g di cioccolato bio fondente allo zenzero della Fairtrade, 50 g di latte, 2 uova bio, 4 g di sale, 1 uovo bio sbattuto oppure un tuorlo sbattuto con un cucchiaio di latte.

Procedimento
In una ciotola versare la farina con lo zucchero e il sale, in un'altra ciotola sbattere le uova e versare il latte tiepido all'interno del quale è stato fatto sciogliere il lievito e mescolare.
Versare gli ingredienti secchi in quelli umidi, mescolare bene e lasciar riposare 10’ a temperatura ambiente.
Riprendere l’impasto ed iniziare con delle pieghe per dargli forza ovvero tirando un pezzo di impasto di lato e premerlo al centro, girando la ciotola e ripetendo l’operazione per 8 volte. Coprire e lasciar riposare per altri 10’.
Riprendere l’impasto, versarlo nella planetaria con la frusta a gancio ed unire un po’ alla volta i pezzettini di burro morbido (è possibile compiere quest'operazione anche a mano). Coprire, abbattere e mettere i’impasto in frigo a riposare un’ora in modo da stabilizzarlo e far indurire il burro.
Riprendere l’impasto, stenderlo a rettangolo regolare, cospargere tutta la superficie con il cioccolato tritato al coltello, arrotolarlo strettamente e poi ancora su sè stesso a mo' di chiocciola, adagiarlo nello stampo da brioche precedentemente imburrato e tenuto in frigo e lasciarlo riposare a temperatura ambiente fino al raddoppio (almeno un'ora).
Accendere il forno a 200°, spennellare la superficie con l'uovo sbattuto e cucinare la brioche per circa 20’ o fino a quando questa sarà dorata. La prova stecchino (quelli lunghi da spiedino) aiuterà.
Capovolgere la brioche e dare un colpetto sul fondo, se suona vuota è cotta. Lasciarla raffreddare sopra una griglia e servire.

"Dialoghi di cibo" questa sera a Padova: una tappa di avvicinamento al Digital Food Days 2014 per parlare di filiera corta e del suo impatto sul territorio


Nell’attesa della nuova edizione dei Digital Food Days, da Novembre 2013 a Marzo 2014 si stanno organizzando incontri a tema in 4 diverse città italiane, durante i quali aziende, produttori ed influencers sono confrontati attorno alla tavola.
 


Questi incontri di ‘avvicinamento’ alla quinta edizione di Digital Food Days 2014, che si svolgerà a Torino dall’8 maggio all’8 giugno, hanno l’obiettivo di stimolare una riflessione collettiva ed attivare dinamiche di confronto e scambio tra loro.


La tappa di Padova ha come tema ‘La filiera corta e il suo impatto sul territorio. Il nuovo consumatore alla ricerca di nuovi prodotti locali. Quali strumenti per comunicare e quale sviluppo digitale?’
 A moderare la serata Stefano Saladino presidente di Luoghi di Relazione e Stefano Uberti Foppa direttore di ZeroUno.

Diversi sono gli gli spunti di riflessione che verranno affrontati questa sera presso il ristorante “Forcellini 172”, attorno ad un menù che posso già anticiparvi essere interessante, che vi illustrerò nei prossimi giorni. Ne frattempo segnatevi Hashtag ufficiale del progetto #dfd14, con il quale comunicheremo stasera.

"Marzo Donna 2014" e il "Pink Party": a Mestre si parlerà dei meriti delle donne con Artiste, Scrittrici, Giornaliste e Blogger, Musiciste e Personagge

Lo scorso 5 marzo è stato presentato a Ca' Farsetti a Venezia, il progetto DO.VE, DOnne a VEnezia, dove Creatività, Economia e Felicità sono i temi sul quale si svilupperà un intero mese dedicato alle donne (qui il programma).

Come afferma Tiziana Agostini "La Serenissima non è solo la città di Venezia, ma una civiltà che sul protagonismo delle donne ha fondato la sua unicità. Un modo di vivere, aperto, positivo, sempre in cerca di novità e di opportunità. Un modello di successo, che ha coniugato economia e bellezza, profitto e solidarietà.”

Do.Ve quindi, sia nelle iniziative che si sono svolte fra il 6 e il 10 marzo che in quelle che vedranno la luce fino alla fine del mese, sarà l’occasione di confronto e di dialogo, di scambio e di divertimento, analizzando i meriti delle donne in tutti quei campi dove esse si palesano.

Ecco allora i Pink Party, che si svolgeranno presso il Palco di Mestre, ogni giovedì di marzo, dalle 19.00 alle 21.00: un’occasione di incontro con Artiste, Scrittrici Giornaliste e Blogger, Musiciste e Protagoniste. Tutte donne, e storie, del territorio per aprire interessanti dibattiti con il pubblico, animati da Simonetta Nardi.

Vi aspetto giovedì 13 marzo, dalle 19.00 alle 21.00 , in compagnia di Antonella Prigioni, caporedattore 7 Gold Telepadova, Petra "Olivares cut", blogger art curator, Carlotta Borghi, Libreria Lovat, Anna Toscano, scrittrice, Elena Ferrarese, Il Gazzettino, Alessia Da Canal, giornalista e di Simonetta Nardi.