Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Trovo molto interessante l'altrui parte intollerante....ed un fish and chips "eretico"


...che mi rende rivoltante, tutta questa bella gente."
Fa così una famosissima canzone dell'autore e  rapper di Molfetta, CapaRezza, pubblicata nel 2006, che racconta la storia di un adolescente alle prese con i propri compagni di classe, identificati in una serie di stereotipi, soggiogati dal dio logo, dalla violenza fine a sé stessa, dal rifiuto del diverso dove, per diverso, si intende tutto quello che non è sé.

Analizza i comportamenti dei propri coetanei, ridicolizza certe affermazioni "Meglio depressi che stronzi del tipo Me ne fotto, perché non dicono Io mi interesso?", consiglia di non esagerare perché "chi è mansueto come me sa che quando le palle si fanno cubiche, come un kamikaze che si fa di sakè metto a fuoco intorno a me" e anticipa scenari alla mors tua, vita mea quando afferma "ma sappi che se mi provocherai sono guai, Dottor Jackill diventa Mr Hide e ti ammazza stecchito col Raid".


La Treccani così spiega alla voce intollerante: agg. [dal lat. intolĕrans -antis, comp. di in-2 e part. pres. di tolerare«tollerare»]. – Che non sa e non è capace di tollerare, insofferente, impaziente.
In questi ultimi mesi ho avuto il piacere di incontrare molte persone che considerano come me il cibo con passione, entusiasmo, gioia e rispetto. Soprattutto un “sapere” da condividere.

La giornata vissuta domenica a Milano in occasione del primo Snello BlindBox e poi ieri sera a Roma, presso il Museo di Arte Orientale, per “A Cena con gli Ottomani” sono stati momenti di pura contaminazione, soprattutto mentale. Poi, questa mattina, la lettura dell’articolo di Stella, circa il suocero che fa causa alla nuora perché non prepara gli agnolotti secondo tradizione (quale?), mi ha ulteriormente aperto gli occhi: non è intolleranza, è ignoranza. Nel senso etimologico del termine ovvero “ignoro, non conosco” ma soprattutto secondo l’estensione: ignorante agg. e s. m. e f. [dal lat. ignorans -antis, part. pres. di ignorare «ignorare»]. – b. Privo dei principî della buona educazione, villano.

A che cosa mi riferisco? Ad una serie di polemiche feroci, nate in rete, legate ad una ricetta tipica della tradizione pugliese, la Tiella sulla cui preparazione è nato un vespaio.
Preciso che le critiche vanno sempre accettate, per quanto possano essere fastidiose, per aprire ad un contraddittorio costruttivo ma la polemica fine a sé stessa, la feroce ironia, la cattiveria palese e le offese velate sono espressioni davvero ridicole. Cazzeggio, alle volte un po’ isterico.
Sono state fatte gravissime affermazioni che non corrispondono alla “verità”!! 
Ma stiamo parlando di un pezzo della Gabanelli o di una ricetta? Della formula scoperta da Einstein o della difesa ad oltranza di un campanile?

Quando Caterina de Medici andò sposa ad Enrico duca d'Orleans portò alla corte francese un nutrito gruppo di collaboratori: dame di compagnia, governanti, cuochi e pasticceri fra cui Ruggeri, il famoso inventore del “Ghiaccio all’acqua inzuccherata e profumata”, ovvero il gelato. A Firenze si preparava una salsa fatta con farina che veniva chiamata “salsa colla” che a distanza di qualche lustro venne rielaborata nella universalmente conosciuta salsa à la Bèchameil. E come la mettiamo? Come mai Firenze non ha ancora dichiarato guerra a Parigi? O il signor Bèchameil non è ancora tornato dal regno dei morti per eliminare Michel Roux o Montersino che la preparano, ereticamente, a modo loro?

Da non dormirci alla notte...


Vorrei chiudere con un sorriso, magari come semplice contrazione muscolare.
Subito dopo la conferenza tenuta dalla prof.ssa Maria Pia Pedani su come si è evoluta, contaminandosi, la cucina Ottomana, l’Ambasciata della Repubblica Turca ha offerto una coloratissima e profumatissima cena grazie ai piatti tipici preparati dallo Chef dell’ambasciata medesima.
Era presente una persona che ovviamente si è sentita in dovere di far sapere alla maggioranza dei presenti che lei sapeva tuttotuttotutto della cucina ottomana, snocciolando viaggi, ristoranti, hotel, degustazioni, ricette. Correggendo, dall’alto della sua infinita sapienza, qualunque tentativo di altrui intervento, e tutto ciò dinnanzi allo Chef che, imperturbabile, chiudeva gli occhi ed annuiva, sorridendo, anche dinnanzi ad un paio di palesi castronerie della signora medesima, sotto un bel paio di ottomani baffoni neri.

Vi lascio con un ricetta eretica: un fish and chips che viene dalla laguna in versione "scartosso" con castraure, piccoli carciofi e gamberoni (ma se trovate le "schie" ovvero i gamberi piccolini, è ancora più buona) perchè, come chiude CapaRezza nella sua canzone con la quale ho iniziato questi miei pensieri, preferisco, alle polemiche, di gran lunga cantare che "Alle bestie regalerò i miei sorrisi come Francesco d'Assisi e Pippi Calzelunghe." 




Scartosso di Castraure e Gamberi e Mazzancolle (e schie, volendo)
Ingredienti (per 4 persone)
1 kg di castraure o piccoli carciofi, 800 gr tra gamberi e mazzancolle o gamberi e schie (piccolissimi gamberi), 1 limone bio, olio evo leggero o di semi per friggere, pepe nero macinato al momento, sale in fiocchi nero, carta paglia o simile per confezionare i scartossi ovvero i coni che conterranno il tutto.

Procedimento
Mondare i carciofi delle foglie esterne più dure e tagliarli in spicchi sottili, immergendoli in una ciotola di vetro o di ceramica piena d'acqua fredda acidulata con il limone.
Pulire i crostacei, sciacquarli ed asciugarli bene con carta casa. Ripetere l'operazione con gli spicchi di carciofi e mescolarli.
Portare a temperatura un po' di 'olio in un wok in ghisa Staub e friggere velocemente, asciugare dell'olio in eccesso, profumare con un po' di pepe macinato al momento e del sale in fiocchi e servire all'interno di coni di carta paglia o altra carta per alimenti.

CIBARTI EXPO 2013: dal 30 maggio al 2 giugno manufatti e sapori d'Italia nel centro storico di Lecce, cuore del Barocco


Un viaggio nei territori italiani narrato attraverso la qualità dei sapori e il fascino dei manufatti. Tutto questo è "Cibarti Expo 2013", Fiera nazionale dell'artigianato artistico e agroalimentare che si terrà a Lecce da giovedì 30 maggio a domenica 2 giugno.

Camera di Commercio di Lecce, Confartigianato Lecce e Regione Puglia (area Politiche per lo Sviluppo rurale), con il patrocinio di Provincia e Città di Lecce, presentano per la seconda volta nel Salento un Salone dedicato alle produzioni artigianali di eccellenza in grado di raccontare l’Italia da Nord a Sud con uno sguardo più profondo, scrutando prelibatezze gastronomiche e pregiate opere artistiche artigianali che hanno reso celebri nel mondo le diverse regioni italiane.

Tante le novità di quest’anno, a cominciare dalla location. Nella suggestiva cornice del centro storico di Lecce - Piazza S.Oronzo e strade limitrofi - Cibarti offrirà una vetrina privilegiata ad aziende, artigiani e maestri d’arte di tutta l’Italia, con lo scopo di favorire partnership tra artigiani, consorzi e altre realtà associative, avvicinare i giovani alle potenzialità occupazionali del settore, nonché tutelare le professionalità dei maestri artigiani salvaguardando l’arte del “saper fare”.


Ma l’appuntamento è anche l’occasione per far conoscere al grande pubblico le eccellenze artistiche e agroalimentari nazionali, che vanno dalla ceramica alla pietra leccese, dalle porcellane di Capodimonte all’arte della liuteria cremonese, passando per i sapori: il torrone di Cremona, la mozzarella di bufala campana, la pasticceria siciliana, i salumi emiliani o la norcineria umbra. Oltre alle degustazioni gratuite, ci sarà la possibilità di acquisto diretto dei prodotti.

Accanto alle aree espositive dei singoli produttori, saranno presenti numerosi stand istituzionali. Confartigianato Imprese di: Lecce, Bari, Roma, Prato, Novara, Cuneo, Vicenza, Rovigo, Caserta, Trieste, Lombardia, Emilia e Abruzzo; Regione Puglia; Provincia di Lecce; Provincia di Bari; Provincia di Barletta-Andria-Trani; Comune di Lecce; Gal Terre d’Arneo; Gal Capo di Leuca, Gal Terra d’Otranto, Gal Serre Salentine.

Orari apertura: giovedì e venerdì, dalle 17 a mezzanotte; sabato e domenica, dalle 10 a mezzanotte.

EVENTI COLLATERALI 

RASSEGNA “VIVI LECCE”
In contemporanea all'evento fieristico, la rassegna “Vivi Lecce” offrirà a turisti e visitatori tante occasioni per vivere la città in tutte le sue sfaccettature.
Il programma della rassegna comprende infatti il Fuori Salone di Cibarti con “Le vie dell’artigianato” al Castello Carlo V e “Le vetrine dell’artigianato”; poi, gli appuntamenti di “Live Lecce”; “Gusta Lecce” e “Vivi Lecce”. Di seguito, tutti i particolari.

FUORI SALONE
“Le vie dell’artigianato”: nel castello Carlo V, sarà allestita un’esposizione di importanti opere di artigianato artistico. Una rassegna di tutte le eccellenze artigianali italiane, che racconta la bellezza della Penisola attraverso la tradizione e la sapienza dei “maestri del fare”.
“Le vetrine dell’artigianato”: un progetto che nasce dalla collaborazione tra l’associazione commercianti, le strutture ricettive della città e gli artigianti di Confartigianato Imprese Lecce. Le vetrine dei negozi del centro e le hall e le reception di alberghi e b&b saranno allestite con le produzioni più rappresentative dell'artigianato artistico salentino. Una piantina illustrerà tutto il percorso espositivo, inducendo il turista a visitare oltre ai monumenti anche le attività commerciali che aderiranno all’iniziativa.

“LIVE LECCE”
Live Lecce è un programma di eventi musicali e artistici che si terranno per le vie del centro storico. Gruppi musicali, artisti di strada, estemporanee artistiche si alterneranno per le strade intrattenendo i visitatori durante tutto il week-end. I set di queste rappresentazioni saranno punti strategici in prossimità di attività commerciali come ad esempio Via Alvino, P.tta Castromediano, Via Trinchese.

“GUSTA LECCE”
Un viaggiatore che si rispetti non ha mai nostalgia della cucina di casa, anzi vuole assaporare le tipicità culinarie del luogo che sta visitando. Proprio per andare incontro a questo tipo di esigenza, nelle giornate di Vivi Lecce sarà possibile degustare menù a carattere regionale in una location d’eccezione, l’hotel Risorgimento. Le cene saranno organizzate dall’Associazione Cuochi Salentini.

“VISITA LECCE”
Nel programma di Vivi Lecce non può mancare un approfondimento culturale sulla città che ospita l’iniziativa. Ogni giorno, saranno organizzate visite guidate gratuite nel centro storico di Lecce. Non il solito giro turistico tra i monumenti più famosi della città, ma un appassionante passeggiata attraverso vicoli, corti e palazzi spesso poco visitati e valorizzati.

“BLOG TOUR” E “INSTAGRAM CHALLENGE”
A Cibarti Expo 2013 saranno presenti blogger e influencer di fama nazionale impegnate in un vero e proprio blog tour nei giorni della Fiera, con l'obiettivo di far conoscere al popolo del web l'eccellenza dell'artigianato del nostro Paese.
Inoltre, tutti i visitatori dotati di smartphone potranno partecipare al primo "Instagram Challenge" organizzato nel Salento, in collaborazione con "Instagramers Puglia", la community regionale, parte della più vasta Instagramers Italia, che riunisce  gli appassionati di Instagram, applicazione per iPhone e Android che vanta oltre 100 milioni di utenti nel mondo.
Il pubblico della fiera potrà condividere su instagram le foto più rappresentative della fiera, usando gli hashtag #igerspuglia #igerslecce #cibarti2013. Una giuria decreterà la foto vincitrice che verrà pubblicata sul sito e sulla pagina  facebook di Cibarti 2013, oltre a ricevere dei prodotti in omaggio.

Info: 
https://www.facebook.com/Cibarti
https://twitter.com/CibartiExpo
http://pinterest.com/cibartiexpo/

#TuttoFood e le novità gastronomiche: Kiwiny si presenta a Milano nell'Area Bio


Da Giavera del Montello al Giappone, l’azienda Kiwiny è un simbolo del rinnovamento del settore agricolo in Italia. Dal 19 al 22 maggio sarà protagonista dell’Area Bio di TuttoFood - Milano World Food Exhibition.

Fondata nel 2003 dai fratelli Breitenberger, Kiwiny è una giovane azienda agricola biologica che produce tre diverse varietà di kiwi e commercia i propri prodotti freschi e trasformati sia in Italia che all’estero. Dal 19 al 22 maggio saranno a Milano nell’Area Bio di TuttoFood per presentare i propri prodotti e le ultime novità.

Kiwiny nasce da una passione che si tramanda di generazione in generazione, coltiva 3 varietà di Kiwi, Soreli Gold, Topstar e Hayward, senza usare sostanze chimiche di sintesi, seguendo il metodo dell’agricoltura biologica e garantendo una filiera controllata e, a partire dal 2012 commercia Kiwiny Smoothie e Kiwiny Jam, una linea di trasformati, composti da polpa di kiwi rispettivamente all’80% e al 70%.

Grazie alla partecipazione alle maggiori fiere internazionali del settore, Kiwiny contribuisce a far conoscere nel mondo la qualità del Made in Italy agroalimentare. L’espansione verso nuovi mercati esteri e il lancio di nuovi prodotti derivati dal kiwi sono le sfide che in futuro impegneranno i fratelli Breitenberger.

Il prossimo appuntamento fieristico avrà luogo dal 19 al 22 maggio per la manifestazione milanese TuttoFood. L’azienda sarà tra i protagonisti dell’Area Bio con uno stand di ca. 35 mq che sarà inaugurato domenica 19 maggio alle 17:30 con il Kiwiny Aperitif Party. Per l’occasione saranno finalmente rese note anche delle importanti novità che coinvolgeranno in particolar modo i giovani.

Per maggiori informazioni
YELLOW CHIP- Ufficio Stampa
Giulia Franchin
+39 349 2654049
Chiara Andretta
+39 347 0682566



Le diete sono come i preliminari: da qualche parte bisogna pur cominciare. E una Tatin di roquefort e pere al cardamomo

Quanta energia si consuma facendo l'amore? Se pensate che due ore di golf fanno consumare 71 calorie mentre simulare un orgasmo convincente per 19 secondi ne fa consumare 160 capirete come il sesso sia la più piacevole, ed efficace, forma di ginnastica, che con qualche accortezza si può praticare anche all'aria aperta. Meteo permettendo.


E visto che la prova costume incombe è tempo di rompere gli indugi e di tirar fuori dalla naftalina boa pitonati, body leopardati, sete fruscianti, perizomi interdentali e con qualche esercizio di stretching preventivo e le batterie nuove alla paperella vibrante saremo in grado di affrontare la nuova dieta del prof. Richard Smith, ovvero la "Dieta punti con il sesso". 

Chi ben comincia è a metà dell'opera quindi direi di partire dalle cure personali: fare una doccia fa consumare 8 calorie - 2 in più del bagno - ed asciugarsi i capelli con il phon 3. Se invece li asciugherete con il fiato ne serviranno 348. 

Preparare la casa - sistemare i cuscini, accendere le candele, spargere qualche libro di poesie qua e là per far vedere che non vi eccitate solo con la salama da sugo - costerà 42 calorie, mentre cercare di mettere il partner a proprio agio può andare dalle 248 calorie necessarie per ascoltare Wagner alle 1573 per leggere senza pause "Guerra e Pace". Se vi dilettate con uno strumento come la tromba consumerete 26 calorie. Senza bocchino 320. 

A questo punto sarete entrati in confidenza e potrete avvicinarvi un po' di più, cercando di sedurre il vostro partner: se siete ricchi consumerete 5 calorie, mentre ne serviranno 164 se siete poveri.

Per un bacio delicato ci vogliono circa 10 calorie, 17 per uno impetuoso e 18 per uno alla francese. Se quello alla francese lo date con la bocca chiusa ne serviranno 239.
Per sfiorare il partner basteranno 10 calorie, 17 per massaggiarlo e 19 per abbracciarlo: vedete voi.


Spogliarsi in estate consumerà 3 calorie mentre in inverno ne serviranno 25. E se nella stagione fredda proverete a togliervi i collant senza esservi tolte i pantaloni consumerete ben 375 calorie. Aggiungetene 100 se ci riuscite.

Uno striptease basico necessiterà di 55 calorie, una danza del ventre 100, scoprire che il partner stava meglio vestito 10 calorie e scoprire che il partner è del sesso sbagliato 100. Se la scoperta non vi farà fare un plissè ne consumerete 1/4.

Anche il sesso orale ha la sua importanza: mediamente l'impegno richiede 27 calorie. 200 se siete molto raffreddati.
Sentimenti improvvisi ed inaspettati come l'imbarazzo o il disappunto (tipo "Tutto qui?") comportano consumo energetico: dalle 15 alle 60 calorie.

Decidere la posizione ha la sua importanza: il prof. Smith sottolinea giustamente che la Reale Accademia del Tibet ne indica più di 860 ma se avete un po' di artrite ed avete esagerato con il vino scoprirete che 859 saranno impraticabili; comunque il consumo medio va dalle 20 alle 40 calorie alle quali ne vanno aggiunge altre se farete l'amore in un posto diverso dal letto: 38 sul sellino di una Vespa, 24 in aereo vicino alla corsia e 100 nella toilette, 50 in amaca, 14 se siete in piedi dentro una cabina telefonica e 274 se siete distesi. 
Ridacchiare vi farà consumare 7 calorie, incitare il partner 22 e fargli la ola 78. 
Cambiare la posizione ve ne farà consumare 16, senza fermarvi 41. 
Le fantasie erotiche vanno dalle 15 alle 35 calorie.

E infine....l'orgasmo! Reale 27 calorie, simulato 160. Subito prima 500, subito dopo 1/4.
E può capitare di addormentarsi: se avviene dopo aver fatto l'amore consumerete 18 calorie, durante 32. Se vi addormenterete in cucina, 5 calorie.

La pulizia è una forma di virtù: se vi viene voglia di farvi una doccia dopo consumerete 7 calorie da soli, 12 con il partner, 187 se la caldaia va in blocco.

L'equipe del prof. Smith sta approfondendo i calcoli circa le calorie necessarie a due diverse esperienze erotiche: il sesso di gruppo e il Tupperware party. Sembra che il consumo sia equivalente.


E dopo tutta questa bella fatica che ne dite di premiarvi con un piatto un po' sfizioso e sicuramente appagante? Anche perché ultimamente ho ben focalizzato le mie zone erogene: le papille gustative e il terzo ripiano del frigo.



Tatin di roquefort e pere al cardamomo



Ingredienti (per 6-8 persone)
Per la farcia: 6 pere kaiser o abate, 350 gr di zucchero semolato, 50 gr di burro salato, 100 gr di Roquefort, 2 cucchiai di mandorle a lamelle, 10 semi di cardamomo.
Per la brisè: 200 gr di farina, 100 gr di burro, 40 gr di acqua fredda, sale.

Procedimento
In una ciotola unire la farina, il burro a tocchetti, l'acqua e il sale ed impastare velocemente fino ad ottenere una palla liscia; appiattirla, inserirla in un sacchetto di plastica e lasciarla riposare in frigo per 30'.
Sbucciare le pere. In una casseruola in ghisa unire 200 gr di zucchero, 100 gr di acqua, i semi di cardamomo, le pere intere e cucinare per circa 20' o fino a quando saranno morbide ma non sfatte.
Abbattere la temperatura, tagliarle in quarti, eliminare il torsolo.
Nello stampo da tatin sciogliere 150 gr di zucchero fino ad ottenere un caramello scuro; lontano dal fuoco unire e sciogliere con un cucchiaio di legno il burro salato e disporre con la parte bombata verso il basso le pere. Sbriciolare sopra il roquefort.
Stendere la brisè ed ottenere una sfoglia un po' più grande dello stampo, ricoprire le pere, "rimboccare" la parte eccedente, bucherellare la pasta con una forchetta e cucinare nel forno statico già caldo per circa 30' o fino alla doratura della superficie.
Sfornare, attendere 5', ricoprire con il piatto dello stampo da tatin, rovesciare la torta, lasciar raffreddare, servire decorando con delle mandorle a lamelle e accompagnandola con una fresca misticanza.

"Per prendere un caffè e tradire la moglie c'è sempre tempo." Totò. Piccola storia del caffè a Venezia e un goloso budino ottomano


Una decina di giorni fa Lucia Galasso, Irene Fabbri e Rossella di Bidino hanno dato vita ad un contest "A cena con gli ottomani" dove i blogger venivano invitati ad inventare una ricetta di influenza ottomana. L'evento, ispirato dal libro di Maria Pia Pedani "La grande cucina Ottomana", si chiuderà con una cena a tema, ottomana appunto, prevista il prossimo 20 maggio a Roma.

Uno degli ingredienti che non poteva mancare era il caffè, la mia amatissima bevanda, e così ho pensato di inserirlo in un dolce che rispecchia la tradizione di entrambe le culture. 




Il caffè arrivò in Europa attorno al 1600, dopo la cacciata degli Ottomani da Vienna e, come accadde per le spezie, Venezia - e nello specifico il mercato di Rialto - dettò legge come solo la Serenissima sapeva fare.



Il caffè infatti venne introdotto in Italia da Prospero Alpino, un botanico padovano che portò con sé da un viaggio in Oriente qualche sacco di queste bacche molto diffuse dall'Arabia all'Egitto e che già avevano conquistato Costantinopoli attorno al '500. 
Com'era accaduto per il pepe e il cardamomo, all'inizio il caffè era destinato agli spezieri, i farmacisti veneziani, in quanto già nell'XI secolo, Avicenna, medico e filosofo persiano, aveva attribuito alle rosse bacche, che qualche monaco sufi aveva carbonizzato gettandole sul fuoco, incredibili qualità medicamentose, affermando che il caffè "fortitica le membra, purifica la pelle e procura a tutto il corpo un odore eccellente".




Dalle farmacie ai nobili il passo è stato breve e breve fu il passo dai salotti patrizi alle piazze veneneziane: il primo caffè italiano fu proprio aperto a Venezia, nel 1645, sotto le Procuratie in Piazza San Marco e, un secolo dopo, la città lagunare contava già 200 locali che servivano il caffè in tazza e quasi una quarantina di botteghe che vendevano la magica miscela.



Tre erano i caffè "cool" di Venezia: l'elegante Caffè Florian, il Quadri (gestito da un paio d'anni dalla famiglia Alajmo), che si specializzò nell'offrire il caffè "alla turca" e il Lavena, che vide tra i suoi clienti più affezionati Wagner e d'Annunzio, accompagnato dalla mitica contessa Casati Stampa, famosa anche per gli occhi bistrati e per l'abitudine di portare un ghepardo al guinzaglio.




Ho sempre amato il Florian, le sue stanze eleganti - tra le quali anche una "orientale" - anche perché fu un vero caffè letterario, com'era la moda del tempo e come accadde anche al Pedrocchi di Padova. 
Tra le stanze del Florian aveva la sua redazione Gaspare Gozzi, fondatore della Gazzetta Veneta, e sicuramente abbozzò qualche schizzo, tra una tazza di caffè ed un vassoio di "golosessi", Antonio Canova, grande amico del proprietario. 
(Per golosessi si intente la tipica piccola pasticceria veneziana come gli amaretti, gli ossi da morto, i baicoli, gli "esse" di Burano tanto amati dalla comunità Ebraica, i bussolai con sucaro, i caramei col steco, i pevarini, le castagnole, le mitiche frittelle e i zaeti, i primi biscottini gluten-free che la pasticceria ricordi.)



E' stato così che ho pensato di unire i dolci tipici di due culture così apparentemente diverse, ovvero il Budino di riso alla cannella, turco, e la ricetta di un antichissimo dolce veneziano, il Budino di risi e ricotta, adattandoli al mio amore per il caffè e per le spezie.



"Budin de risi e puina" ovvero Budino speziato di risi e ricotta con caffè e pistacchi


Ingredienti
500 gr di latte crudo, 100 gr di riso originario (ricchissimo di amido), 100 gr di zucchero profumato alla vaniglia, 1 tazza di caffè (espresso o con la moka, a gusto), 4 tuorli bio, 200 gr di ricotta, 2 cucchiai di fecola, 50 gr di uvetta sultanina, 50 gr di pistacchi, 6 bacche di cardamomo, un pizzico di cannella, sale.

Procedimento
Accendere il forno e portarlo a 170°, statico. Pestare in un mortaio i semi di cardamomo. Ammollare l'uvetta sultanina in un cucchiaio di acqua tiepida (o vino passito o marsala se graditi). Tritare i pistacchi.
Portare a bollore il latte con il riso, la fecola ed un pizzico di sale, montare i tuorli con lo zucchero, passare al setaccio la ricotta, mescolare il cardamomo alla tazzina di caffè. Tritare i pistacchi.
Lontano dal fuoco unire al latte e riso caldi il caffè con il cardamomo, la cannella, le uova sbattute, la ricotta e per ultimo l'uvetta ed i pistacchi.
Mescolare bene e versare il composto in una tortiera tonda di 22 cm di diametro oliata e cucinare nel forno caldo per circa 50'.
Lasciar raffreddare, sformare e servire decorando con un po' di zucchero a velo e qualche pistacchio intero.

Le ciliegie di Marostica Igp: quattro appuntamenti con la scuola di cucina di Amedeo Sandri




Molvena, quattro appuntamenti con gli agriturismi Terranostra–Campagna Amica Vicenza dedicati alla Ciliegia Marostica Igp. Serata di gala il 2 giugno in piazza.

Tutti i segreti della Ciliegia di Marostica Igp saranno svelati dallo chef Amedeo Sandri in quattro lezioni di cucina promosse dagli agriturismi vicentini di Terranostra-Campagna Amica, l'associazione delle aziende agrituristiche aderenti a Coldiretti, in collaborazione con il Comune di Molvena. Ogni lunedì, dal 27 maggio al 17 giugno, lo chef vicentino insegnerà a preparare alcune ricette, dagli antipasti al dolce, a base di Ciliegia di Marostica Igp. Appuntamento speciale di questa rassegna gastronomica sarà la cena di gala, con i piatti presentati negli agriturismi, prevista per domenica 2 giugno alle 20 in piazza degli Alpini a Molvena.


La regola è sempre quella di valorizzare il territorio, secondo la stagionalità, attraverso i prodotti della terra, come le ciliegie rosse e carnose della pedemontana vicentina. Le lezioni di Amedeo Sandri cominceranno lunedì 27 maggio all’Agriturismo Riva Granda con la serata dedicata ai finger food. Lunedì 3 giugno si prosegue all’Agriturismo L’Oro Rosso con la preparazione dei primi piatti. Lunedì 10 giugno l’appuntamento è all’Agriturismo Collalto con la cucina dei secondi piatti. L’ultima serata dedicata al dessert sarà all’Agriturismo La Torre. Comune denominatore degli appuntamenti l’utilizzo della ciliegia di Marostica nelle ricette. I piatti saranno poi degustati nel corso della serata dai partecipanti. Le lezioni avranno inizio alle 19 al costo di 25 € a serata.

Serata speciale della rassegna sarà la cena di gala prevista per domenica 2 giugno in piazza a Molvena in occasione della tradizionale festa della Ciliegia Igp organizzata dalla Pro Loco di Molvena. Su prenotazione negli Agriturismi del corso di cucina.
La Rassegna dedicata alla Ciliegia di Marostica Igp è organizzata in collaborazione con il comune di Molvena sotto il coordinamento di Francesca Xausa e Mariagrazia Bisinella, Presidente Donne Impresa Coldiretti Vicenza.
Per informazioni: 

Scuola di cucina con le ricette a base Ciliegia di Marostica Igp.

Lo chef Amedeo Sandri insegnerà a preparare alcune ricette, dagli antipasti al dolce, a base di Ciliegia di Marostica Igp. I piatti saranno poi degustati nel corso della serata dai partecipanti.

MOLVENA ˑ Lunedì 27 maggio
Agriturismo RIVA GRANDA – Piazza Alpini 6
Fingerfood  - Tel. 0424.489033

MOLVENA ˑ Lunedì 3 giugno
Agriturismo L’ORO ROSSO  – Via Don Girolamo Carli 19
Primi piatti - Tel. 0424.470938

MOLVENA ˑ Lunedì 10 giugno
Agriturismo COLLALTO  – Via Collalto 36
Secondi piatti - Tel. 0424.72109

MOLVENA ˑ Lunedì 17 giugno
Agriturismo LA TORRE – Via Costavernese 26
Dessert - Tel. 0424.708150