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Quelli del formaggio: torna #CaseusVeneti, il concorso regionale dei formaggi veneti


Il Caseus Veneti è un concorso itinerante arrivato alla X edizione grazie alla Regione Veneto, all'A.Pro.La.Vin collaborazione con i Consorzi di Tutela dei Formaggi Dop riconosciuti, e numerosi esponenti del mondo della produzione e trasformazione casearia veneti.

E' un concorso vero e proprio dove più di 350 "forme del latte" si sfideranno a colpi di bontà manifestando quanto di meglio la produzione casearia riesce ad esprimere oltre ai magnifici otto del comitato organizzatore formato dalle 7 DOP del Veneto: Asiago, Casatella Trevigiana, Grana Padano, Montasio, Monte Veronese, Piave, Provolone Valpadana e da Mozzarella STG.


Una giuria tecnica formata dagli esperti assaggiatori ONAF 

assegnerà le medaglie d’oro per ciascuna categoria (dalle DOP, agli stagionati, passando per i freschi, gli erborinati, gli affinati). Inoltre, i
n questi due giorni di festa, è il caso di dirlo, non mancherà la possibilità di avvicinarsi ai produttori anche attraverso la giuria popolare, novità di questa decima edizione, dove tutti i cheese lovers potranno iscriversi e dilettarsi a giudicare non solo i formaggi finalisti, ma anche la migliore fra le DOP.

Sarà per me l'occasione di incontrare gli amici per i quali ho cucinato gli anni scorsi e quest'anno il compito sarà più arduo in quando toglierò giacca e faldone per entrare a far parte della giuria critica

formata da giornalisti e blogger, che avrà il compito di incoronare il Miglior formaggio del Veneto 2014



Come tradizione Casues Veneti darà spazio a Forma di Solidarietà: si potranno infatti acquistare i formaggi in concorso e il ricavato andrà devoluto ad associazioni di beneficienza. 
E se la magnifica villa con le sue barchesse sarà lo scenario per la mostra dei formaggi e le premiazioni, nel vicino antico brolo troverà spazio il mercato dei prodotti d’eccellenza, laboratori didattici e percorsi di degustazione (per bambini e adulti), show cooking e spettacoli. 

Novità e aggiornamenti costanti sulla fan page Facebook Caseus Veneti e su Twitter seguendo l’hashtag #CaseusVeneti.

L'appuntamento da non perdere quindi per i prossimi 4 e 5 ottobre a VILLA EMO a Fanzolo di Vedelago, in provincia di Treviso. Tutte le informazioni su: www.caseusveneti.it

#iprimiditalia ai nastri di partenza e la seconda ricetta ovvero la reinterpretazione della Pasta alla Norma in finger



Il Festival dei Primi d'Italia è iniziato con tutto il suo corollario di eventi dedicati alla pasta ed al primo piatto, celebrando ed analizzando, da tantissimi punti di vista, il piatto che da sempre sta nella top ten delle preferenze gastronomiche degli italiani.
Durante l'ultima edizione ha visto la luce l'esperienza con web e la cucina 3.0 e quest'anno il programma si è arricchito di laboratori e show, spesso curati da blogger, come nel caso del "Food Experience 3.0" e del "Blog Talk".


Del primo di questi tre appuntamenti (il terzo è la Doppia Sfida FoodBlogger "Fresca di Gusto: il ripieno che non ti aspetti" previsto per sabato 27 alle 18, sul palco) ne ho parlato qualche giorno fa mentre per il secondo, quello di domenica 28, che tratterà appunto la trasformazione di un primo piatto della tradizione in finger, ho pensato alla Pasta alla Norma, così ricca di colore e di sapore. 

Gli elementi che caratterizzano il piatto ci sono tutti, come il colore, il sapore, la croccantezza, solo che mi sono divertita a mescolarli tra di loro. E tutto questo gioco delle parti ha prodotto appunto il finger che potere vedere, spiegato passo passo nella ricetta che segue.

E per la ricetta della sfida? Vi aspettiamo sabato pomeriggio a Foligno :)

 

Pasta alla Norma in finger ovvero Calamarata croccante con concassè di melanzana cotta a vapore e polvere di capperi, coulis di datterini confit al pepe di Sarawak

Ingredienti (per 12 finger)
1 melanzana viola
3 San Marzano da sugo
3 pomodori secchi sott’olio
2 g di polvere di capperi
500 g di datterini da lavorare confit
½ arancia
12 pezzi di calamarata, pasta di semola di grano duro
olio evo
pepe nero di Sarawak
frutto del cappero, basilico fritto, ricotta salata per guarnire

Procedimento
Lavare i datterini ed adagiarli in una placca coperta da carta forno e sulla quale è stato steso un letto di aromi (basilico, erba cipollina, aneto, maggiorana, timo, basilico e qualche fettina di aglio cosparsi di sale e zucchero a velo e un cucchiaio di bacche di pepe di Sarawak), cospargerli di zucchero a velo e sale e qualache goccia di olio evo e appassire nel forno statico già caldo a 140° per 2 ore. Sfornare, frullare, passare al colino e mettere da parte.

Pelare la melanzana viola, tagliarla a concasse, inserirla in un sacchetto da cottura con delle foglioline di timo ed un litro di acqua addizionato a 16 g di sale e 14 di zucchero (sale bilanciato) e qualche goccia di olio evo. Cuocere a 85° a vapore per 30’. Abbattere in positivo o con acqua e ghiaccio.

Incidere a croce i San Marzano, sbianchirli per 2’ circa a vapore o in acqua bollente, privarli della buccia e dei semi ed ottenere una concassè. Mettere da parte.
Tagliare a concassè il pomodoro secco ed tritare delle foglioline di timo.

Spadellare con poco olio evo la concassè di pomodoro con qualche foglia di basilico, unire le melanzane e il pomodoro secco, unire il timo e la polvere di cappero. Togliere le foglie di basilico e tenere in caldo.

Lessare la calamarata per il tempo indicato dal produttore e friggerla con l’aiuto degli stampi metallici da cannolo in abbondante olio a 170° per 1’45’’. Conservare in luogo caldo per eliminare l’eccesso di olio.

Farcire la calamarata con il composto di melanzane e pomodori ed adagiare ogni singolo pezzo sopra un cucchiaino di ceramica con poco coulis di datterini sul fondo, guarnire quindi con julienne di ricotta salata, un fiore di cappero tagliato a ventaglio e una fogliolina di basilico fritto.

Nasce il Consorzio di tutela dell'Espresso Tradizionale da inserire nella lista dei beni immateriali tutelati dall'Unesco



La scorsa settimana, a Conegliano, nella provincia di Treviso, è stato costituito il “Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale”, grazie all'azione illuminata di dodici torrefattori.
Il Consorzio ha lo scopo di valorizzare l’autentico espresso con un obiettivo molto preciso: ottenere l'inserimento del caffè espresso italiano nella lista dei beni immateriali tutelati dall'Unesco e considerati patrimonio dell'umanità.

L'iniziativa è partita in seno al Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè, associazione che riunisce oltre 250 aziende del settore in tutta Italia, di cui Sergio Goppion è vicepresidente.
La tutela dell’espresso italiano – spiega Sergio Goppion – è già parte del lavoro quotidiano delle nostre aziende. Ora uniamo le forze per perseguire obiettivi più ambiziosi. Il riconoscimento da parte dell'Unesco sarà il punto di partenza per una sempre maggiore considerazione a livello internazionale”.

L’espresso è infatti un prodotto tutto italiano, la cui ricetta prevede un perfetto equilibrio di elementi quali la miscela; la grammatura, il grado e il tempo di macinatura; la temperatura dell’acqua e infine la tazzina nel quale è servito. Un bagaglio di storia, tradizioni e conoscenze che giustifica ampiamente il riconoscimento quale bene culturale immateriale.
Oltre alla Goppion, partecipano al consorzio i torrefattori: Bin Caffè; Caffè Cagliari; Caffè Krifi; Dersut Caffè; Esse Caffè; Hausbrandt Trieste 1892; Lazzarin Caffè; Oro Caffè; Quarta Caffè; Saquella 1856; Torrefazione Musetti e tre produttori di attrezzature per il caffè: Gruppo Cimbali; La Spaziale e Mazzer Luigi.

Il gruppo tuttavia - ci tengono a precisare le aziende firmatarie - è aperto a tutti i torrefattori italiani che vorranno unirsi nell'opera di difesa del caffè espresso.

#lebuonericette e lo Stinco di maiale marinato alla birra. Giusto in tempo per l'Oktoberfest!


L'Oktoberfest vede la luce nel lontano 1810 quando il principe Ludwing, il padre di Ludwing II, autore di quei meravigliosi castelli che consegnarono la sua fama ai posteri - il più famoso di tutti quello di Neuschwanstein - ed causa dei quali dissanguò le casse del paese. Ma senza i quali Disney non avrebbe mai saputo dove far dimorare la Bella Addormentata :)

La festa appunto, comunque fiabesca, ebbe origine per le nozze del principe ereditario Ludwing con la bella Therese, e coinvolse per ben cinque giorni tutti gli abitanti di Monaco. Visto che il numero zero era andato così bene perché non ripeterla? Nel corso di due secoli l'Oktoberfest vide interruzioni, attacchi e modifiche e giunge fino a noi, con il suo carico di allegria, di vezzosi dirndl (i tipici abiti femminili bavaresi) e naturalmente di ettolitri di birra che, in questa ricetta, diventa ingrediente, per marinare le verdure e naturalmente gli stinchi di maiale.


Si dice sempre che del maiale non si butta via nulla ma il logorio della vita moderna ci impone molto spesso di scegliere dei tagli di carne che si cucinino molto velocemente, dimenticando che il forno a temperatura media è spesso un nostro alleato: lui cucinerà per noi mentre ci potremo godere la lettura di un buon libro. Lo stinco, inoltre, è un taglio di carne non troppo costoso ma che sa dare delle belle soddisfazioni. 


La ricetta? Qui, naturalmente. E buona festa!

"MADRE TERRA" il video per l'Expo Milano 2015 e “Short Food Movie-Feed your Mind, Film your Planet”


Qualche mese fa l'AIFB, in collaborazione con Fondazione Cinema per Roma e Centro Sperimentale di Cinematografia lanciò un contest, strettamente legato all'Expo ovvero raccogliere video da tutto il mondo sui temi di EXPO Milano 2015.

Negli ultimi anni il cibo è entrato prepotentemente nelle nostre vite, non solo come ovvio mezzo per il sostentamento, ma come protagonista, spesso assoluto, di tutti gli altri sensi, compresa la vista. Il cibo conduce ad esperienze "emozionali" che partono dagli occhi, con la cura dell'impattamento, l'armonia cromatica e la giusta scelta del piatto.
Ecco allora che gli occhi, registi importanti per raccontare questo piacere, spostano lo sguardo dal piatto, luogo principe del cibo, al mondo che lo produce e che lo rende tale. E lo fanno utilizzando gli strumenti che il terzo millennio mette a disposizione, come appunto i brevi video che in pochi secondi raccontano una storia e trasmettono emozioni, condivise poi in tempo reale grazie al potere dei social.


Nel mio video "MADRE TERRA", realizzato grazie all'aiuto paziente di Gabriele Cutini, in meno di un minuto ho voluto raccontare appunto la Terra, la "mensa" che nutre miliardi di persone e il piatto sul quale sputano tantissimi altri unendo, alla bellezza delle immagini, le parole di un capo indiano, popolo che più di tutti viveva in profonda simbiosi con la natura.

Il video è stato postato nella piattaforma “Short Food Movie–Feed your Mind, Film your Planet”, piattaforma web sulla quale tutti i partecipanti al contest hanno caricato i loro video che hanno esplorato il binomio cibo-vita con qualunque genere (narrativo, documentario, video arte…). I video, realizzati con qualsiasi mezzo digitale (videocamera, fotocamera, smartphone, tablet ecc.), provenienti da tutto il mondo entreranno a far parte di una mega video-installazione di 752 monitor all’interno del Padiglione Zero di EXPO 2015 e saranno trasmessi per tutta la durata dell’EXPO.

Buona visione.

Una finta “Pasta e Fagioli” per i “Primi d’Italia” ovvero una Zuppa di cotta 74 “Mastri Birrai Umbri” con pasta all’amaranto, arachidi e cioccolato fondente

Torna I Primi d'Italia, il Festival nazionale che fonda le sue radici nella pasta e nei primi piatti della tradizione gastronomica italiana.
Una maratona culinaria, che promuove a tutto tondo la cultura del primo piatto in Italia con le eccellenze agroalimentari che contraddistinguono la portata principale dei nostri menù: pasta, riso, zuppe, polenta, gnocchi. Ovvero Make Pasta, not war!


Dal 25 al 28 settembre, nel centro storico di Foligno, i Villaggi del Gusto sapranno accogliere le miglialia di visitatori (lo scorso anno si parlò di più di centomila persone entusiaste nonostante il diluvio) con le lezioni di grandi Chef, le mostre-mercato, gli spazio junior, la social area, la caccia al tesoro digitale, la maratona del benessere e le tante prelibatezze da gustare in compagnia.


"Repetita juvant" recitavano i latini e mi auguro che l’auspicio possa divenire realtà: unitamente a Federica Gelso Giuiani, Luca Sessa ed Andrea Grillo, ci sfideremo a colpi di pasta ripiena sul palco del Festival per la “Doppia Sfida” mentre io sarò coinvolta in altri due momenti legati al cibo ed ai social dei Food Experience 3.0:

sabato 27, ore 17:00, in abbinameno all’azienda Mastri Birrai Umbri: il tema dell’appuntamento è la birra nel piatto ed elaborerò dal vivo una ricetta che avrà come protagonista la birra.

Domenica 28, alle ore 16:00 la partecipazione e premiazione del contest pubblico “Hai le mani in pasta?”, sul palco del Festival ed alle ore 18:00 partecipazione “Blog Talk” con “La pasta… nel bicchiere e nel cucchiaio” dove per la terza volta sarò ai fornelli, presentando una personale rivisitazione di una ricetta della tradizione in versione finger.

La ricetta che segue è quella dedicata al tema la birra nel piatto mentre nei prossimi giorni posterò la pasta finger. E la ricetta della sfida? Ma è top secret, naturalmente!


Il connubio è quello tra i legumi (le lenticchie e le arachidi), i cereali (quelli presenti nella pasta e nella cotta della birra) e il cioccolato fondente, la nota croccante assieme alle arachidi tostate. Si termina con il profumo dolce del pepe nero lungo e delle zeste di arancia.

Come la Pasta e Fagioli, e tutte le zuppe che hanno cresciuto generazioni di contadini infatti, anche questo piatto, che vede la birra dei Mastri Birrai Umbri come ingrediente principe, è completo da un punto di vista nutrizionale con una differenza: è gluten free. L'amaranto infatti, presente nella pasta "LaZero", che verrà presentata proprio durante le giornate del Festival, è un falso cereale: come il quinoa e il grano saraceno, dal punto di vista botanico, non appartiene alla famiglia delle Graminacee, ma delle Amarantacee. Ma le sorprese non sono finite qui: oltre all'amaranto, infatti, la pasta che userò viene preparata anche con la farina di Konjak, una radice presente nella cultura gastronomica giapponese che viene utilizzata per la preparazione degli shirataki.

Una finta “Pasta e Fagioli” per i “Primi d’Italia” ovvero una Zuppa di cotta 74 “Mastri Birrai Umbri” con pasta all’amaranto, arachidi e cioccolato fondente

Ingredienti (per 6 persone)
40 g di burro
50 g di farina di farina di riso
350 gr di birra Cotta 74 “Mastri Birrai Umbri”
100 g di brodo vegetale o acqua
2 arance bio dalle quali ottenere 100 g di succo e le zeste per la decorazione
100 g di panna
200 g di rigatoni “LaZero” con Konjak e Amaranto
40 g di zucchero di canna
5 semi di cardamomo verde
30 g di fava di cacao 100% Valrhona
30 g di arachidi
sale all’arancio
olio evo.

Procedimento
Sbucciare e tostare in una padella antiaderente le arachidi, tritarle grossolanamente con un coltello.
Ottenere dalle arance il succo e le zeste. Queste ultime andranno coperte da pellicola alimentare, per non perdere il profumo a causa  dell’ossidazione.
In una casseruola dal fondo pesante sciogliere il burro con la farina per preparare un roux che andrà diluito un poco alla volta con la birra, mescolando e facendo attenzione che la bechamelle non abbia grumi. Unire lo zucchero, il  brodo vegetale mescolato al succo d’arancio e la panna, portare a bollore, cuocere per qualche minuto e mettere da parte. Regolare di sale.
Nel frattempo lessare la pasta in una casseruola assieme ai semi di cardamomo raccolti in una garza ed unirla alla zuppa. Scolare al dente, lasciare un cucchiaio di acqua di cottura ed emulsionare con due cucchiai di olio evo. Mettere da parte.
Impiattare mettendo sulla fondina, meglio cappello di prete, una cucchiaiata abbondante di pasta, un mesto di zuppa e terminare con la granella di arachidi e il cru di cacao. Servire immediatamente con una macinata di pepe nero e le zeste di arancia.

#lebuonericette e l'Insalata di orzo allo zafferano con feta, cipolla di Tropea e mandrole


Il sole continua a scaldare ed illuminare le nostre giornate, garanzia quotidiana di buon umore! Sentimento che ho trasferito in questo piatto, preparando "un'insolita insalata" completa da un punto di vista nutritivo e ricca di sapori intensi che ben si amalgamano fra di loro.


L'orzo è un cereale che amo molto, unitamente al grano saraceno, che trovo duttile in cucina, sia nella cottura che negli abbinamenti, e facilmente digeribile.
Ho quindi pensato che il sole di questi giorni poteva finire nel piatto grazie allo zafferano ed i colori dei tramonti settembrini si potevano declinare nella cipolla di Tropea tagliata sottilmente e le piccole foglie di timo, meglio se selvatico.


La feta in dadolata e le mandorle a lamelle trasformano un piatto semplice in una proposta di sicuro effetto. La ricetta? La trovate qui, nel sito de "Le buone ricette" di Pam e Panorama.


Buon appetito!

#lebuonericette e il Pollo marinato all'arancio in guazzetto mediterraneo

C'era da prevederlo! Un luglio ed agosto terribili, da un punto di vista metereoogico, ed un settembre che si annuncia essere dai colori e dai profumi meravigliosi.

Diventano quindi attualissime le ricette che avevo pensavo e sviluppato per i mesi di luglio ed agosto e fanno parte del progetto "Le buone ricette".



Spesso il pollo è uno degli ingredienti onnipresenti sulle nostre tavole, vuoi per la sua versatilità in cucina ed anche per il suo costo non eccessivo: a tal proposito vi consiglio di acquistare il petto di pollo intero e di tagliarlo poi a casa; l'operazione infatti non richiede destrezza assoluta con i coltelli, imparerete a riconoscere la compattezza della materia prima e risparmierete anche 3/4 euro al chilo, rispetto al petto di pollo già tagliato in fettine sottili.


Versatile ed economico, quindi, ma spesso le idee si fanno rarefatte e si finisce per cucinarlo nei soliti modi che possono poi annoiarci!
Ecco allora oggi un paio di consigli: la marinatura preventiva, basta anche mezz'ora, con il succo d'arancio, che conferirà morbidezza ed aroma alle carni, e la cottura a vapore che in pochi minuti vi restituirà un piatto profumato e divertente.


La ricetta? Qui! E buon appetito.

"Le buone ricette": un nuovo progetto ricco di ingredienti, ricette e videoricette, consigli, tutorial


E' on line, appena nato e quindi in continuo divenire, il sito Buone Ricette, che svilupperò per Pam e Panorama.

Il progetto, articolato in ricette, videoricette e tutorial, si prefigge di raccontare e di condividere il mondo della buona cucina, soprattutto con chi ha poco tempo durante il giorno sia per fare la spesa che per cucinare per sé ed i propri cari.

Abbiamo pensato che dividere le ricette in categorie avrebbe aiutato chi manifesta un po' di curiosità nei confronti della cucina ed utilizza il web per acquisire velocemente contenuti ed ispirazioni.

Ecco le categorie:

Ricette per mangiare in salute: un occhio di riguardo verso quei regimi alimentari che necessitano di maggiori attenzioni o che si caratterizzano con scelte etiche ben precise;

Ricette pratiche e convenienti: per cucinare e condividere piatti buoni ed equilibrati senza spendere un occhio della testa;

I classici della cucina italiana: un "libro di cucina on line" che si esprime nelle ricette che hanno fatto, e che continuano a fare, la storia della nostra cultura enogastronomica, redatto con rispetto e senza "talebanismi";

Ricette dal Mondo: per raccontare quanto di più buono viene cucinato nei cinque continenti;

Menù per due: non solo San Valentino, naturalmente, ma tutte le declinazioni di coppie che raccontano la nuova idea di famiglia che si va formando nel nostro paese;

Ricette tematiche: per non farsi trovare impreparati alla festa della Mamma e in tutte quelle ricorrenze che si festeggiano soprattutto a tavola.

A fianco delle ricette, corredate da 7 fotografie che ne seguiranno la preparazione e la presentazione finale ci saranno anche delle videoricette, per quelle preparazioni appena un po' più complesse e naturalmente i tutorial dove vi racconteremo le basi: dagli impasti all'arrosto perfetto, passando per gli strumenti e le tecniche.

Ogni nuova ricetta sarà pubblicata nel sito e ricordata nel mio blog, così da non farsene scappare neppure una: siamo all'inizio ma "chi ben comincia è a metà dell'opera".

LA CULTURA VIEN MANGIANDO: dal Neolitico al Cooking Show.


All'interno del ciclo "LA CULTURA VIEN MANGIANDO" che il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina sta trattando da tempo è nata l'occasione di una collaborazione con il Professor Danilo Gasparini, docente di Storia dell'agricoltura e dell'alimentazione del Corso di Laurea in Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione che si tiene presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Padova e ospite fisso della trasmissione Rai "Geo&Geo".

Di che cosa si tratta? Di un corso di aggiornamento per insegnati di ogni ordine e grado che ha per argomento l’alimentazione in ambito etnografico e storico. 
Durante il corso verranno toccati diversi aspetti della storia dell’alimentazione, partendo dalla nascita dell’agricoltura e della cucina, attraversando le varie epoche storiche, per arrivare all’unità d‘Italia a tavola. Particolare attenzione viene data anche alla grammatica del cibo, ossia alle regole fondamentali e fondanti che governano ogni regime alimentare, ieri come oggi: si partirà dal Neolitico per arrivare ai moderni cooking show. 


Il 5 e 6 settembre 2014, quindi, il professor Gasparini presenterà "un brodo ristretto", come usa chiamarlo, di interessantissime informazioni che toccheranno gli ultimi duemila anni di storia mentre io rappresenterò con pentole e padelle questa evoluzione culturale, partendo dalla carne cruda che veniva addentata dagli uomini primitivi fino ad arrivare a quella in scatola degli uomini moderni.

Servizi educativi del Museo:  0461/650314 - e-maildidattica@museosanmichele.it 

#LovingRomagna: dal 16 al 18 settembre un'occasione unica per i Food&Travel Blogger


Quando gli amici di vecchia data, e nel caso della foodblogger Monica Cesarato di CookingVenice si parla del secolo scorso, organizzano qualcosa ci si fionda a dare una mano ed in questo caso non è solo un piacere è quasi un dovere visto che c'è l'occasione di godere del sole di metà settembre ma soprattuto della cucina romagnola.

Ecco allora che prende vita un bellissimo evento, del quale approffittare senza pensarci due volte:


16 - 18 settembre 2014
#LovingRomagna: “La Romagna a tavola”
 Storia, tradizioni e antichi sapori
Mare e Terra per riscoprire un posto d'amare

La cucina dell’hotel Eliseo di Bellaria Igea Marina infatti apre le sue porte per il primo incontro per Food &Travel Blogger!

Nonna Violante, romagnola doc, insieme al suo fedele staff vi insegnerà a preparare i piatti tipici locali condividendo i segreti della Sua apprezzata cucina.

Tra le diverse prelibatezze: piadina e cassoni romagnoli, strozzapreti alle vongole, sfoglia fatta in casa, passatelli, coniglio alla cacciatora, Offelle dei Malatesta, ciambella romagnola.

 Cosa faremo assieme?
  • Scuola di cucina romagnola con Nonna Violante (dimostrazione e hands on)
  • Escursione serale guidata al pittoresco borgo di Santarcangelo di Romagna e visita alle sue grotte sotterranee
  • Cena Romagnola con intrattenimento musicale folkloristico e degustazione di vini locali
  • Scoperta di Bellaria Igea Marina in un affascinate viaggio tra marinai, pescherecci e racconti di mare.

Tutto il resto sarà una piacevole sorpresa!

Martedì 16 settembre
Arrivo dei partecipanti e sistemazione in hotel.
Ore 11.00 benvenuto istituzionale con aperitivo al porto canale di Bellaria Igea Marina e visita a bordo di un peschereccio. Pranzo in hotel.
Dalle ore 15.00 alle 18.00 scuola di cucina.
Ore 20.00 cena romagnola accompagnata da musica folkloristica e degustazione di vini.
Serata libera.

Mercoledì 17 settembre
Colazione e mattinata libera con possibilità di sfruttare la spiaggia. Pranzo. Dalle ore 15.00 alle 18.00 scuola di cucina.
Cena.
Ore 20.45 visita guidata a Santarcangelo con pullman gran turismo.

Giovedì 18 settembre
Colazione e mattinata libera con possibilità di sfruttare la spiaggia. Pranzo. 
Dalle ore 15.00 alle 18.00 scuola di cucina
Conclusione dell’incontro e saluti.


Ai blogger partecipanti sarà offerta la partecipazione all’evento con trattamento di pensione completa presso la medesima struttura [Viaggio a carico del partecipante]. 
Per info e prenotazioni : info@cookinvenice.com

Vi aspettiamo!

SAVE THE DATE: torna a settembre torna la festa del Baccalà di Sandrigo (Vi)



Sandrigo celebra il piatto che l'ha resta clebre in tutto il mondo dei gastrogaudenti, il bacalà, con la festa che dal 16 al 29 settembre 2014 vedrà un ricco carnet di appuntamenti. Quest'anno si apriranno i festeggiamenti in onore di Pietro Querini, il veneziano che nel 1431 aprì le porte, pardon le cucine, alla tradizione del Baccalà nel veneto: martedì 16 il Gran Galà del Bacalà (su prenotazione) si ispirerà appunto alla Via Querinissima, il viaggio compiuto dal veneziano buongustaio, viaggio che è oggi anche un progetto turistico e culturale europeo promosso da Pro Sandrigo e Confraternita del Bacalà e sostenuto dalle Regione Veneto, dalla Contea norvegese della Nordland e dai Comuni di Sandrigo e di Rost.

La manifestazione, giunta alla 27esima edizione, è l’occasione per gustare il Bacalà nei chioschi gastronomici allestiti nelle piazze del paese. Tra le proposte il classico Bacalà alla Vicentina con Polenta oppure piatti a base di Bacalà, come i Bigoli al Torcio con il Bacalà, gli Gnocchi di Posina al Bacalà o il risotto di bacalà. Ogni serata sarà accompagnata da musica dal vivo o spettacoli di danza.
Appuntamento importante è quello di domenica 28 settembre con la Cerimonia di investitura della Confraternita del Bacalà dalle 10.30 nel Piazzale del Municipio. Momento folcloristico che vedrà il nuovo Priore impartire la benedizione con un grande stoccafisso e accogliere i nuovi confratelli nel gruppo. A seguire una sfilata dei cavalieri del Bacalà a cui si uniranno i rappresentanti di altre confraternite enogastronomiche e i soci dei Bacalà Club. Presente una delegazione di pescatori di Røst, l'isola norvegese dell'arcipelago delle Lofoten dove si pesca il merluzzo che dopo essere stato essiccato con il gelido vento diventa stoccafisso.
In occasione della manifestazione è possibile visitare Villa Sesso Schiavo (con guida su prenotazione al pomeriggio o entrata libera negli orari di apertura degli stand gastronomici dalle 18 alle 21) e il mercatino di artigianato e gastronomia nei week end.


La Confraternita del Bacalà viene fondatanel 1987 a Sandrigo (Vicenza) su iniziativa dell’avvocato Michele Benetazzo per difendere la buona cucina locale. In questi anni la confraternita ha sollecitato lo studio e l’indagine per stabilire una ricetta codificata,  ha coinvolto esperti per creare gli opportuni abbinamenti circa il vino o gli altri prodotti tipici più idonei ad accompagnare il piatto, ha instaurato rapporti con altre Confraternite italiane e promosso le “Giornate Italo-Norvegesi” a Sandrigo.
Il Bacalà alla Vicentina è riconosciuto fra i cinque alimenti della tradizione italiana nel circuito EuroFIR, finanziato dall’Unione Europea nel 2009.

Contatti: Pro Loco Sandrigo | telefono 0444 658148 | mail info@prolocosandrigo.it www.baccalaallavicentina.it