
Si fa presto a parlare di cucina della tradizione, ricette tramandate, dieta corretta se poi ci trova di fronte a grassi idrogenati e bimbi in sovrappeso: la maggior parte dei prodotti dolci confezionati, che fecero la loro comparsa nei mitici anni '80 (ricordate, la prima merendina "famosa" fu la crostatina del Mulino Bianco e successivamente il mini plum-cake) rivoluzionando il break di metà pomeriggio delle giovani generazioni, contengono al loro interno un mix di ingredienti che col cavolo riesci a duplicare, a meno che di non avere miglioratori per le farine, grassi specifici per specifiche pasticcerie che rendono indubbiamente più mordibi e golosi certi piatti (a Parigi, anni fa, assaggiai un purè delizioso: la proporzione patate/grassi era 50-50!!). E' buono, ma fa male. Anche perchè l'Italia, patria della dieta mediterranea, ha il triste primato europeo di avere nelle giovani e giovanissime generazione il maggior numero di bimbi obesi.
Qui prodet? Appunto, mi sono un po' persa, in effetti. Quello che volevo dire e che in quasi quarant'anni il linguaggio della cucina, grazie alle contaminazioni (fortunatamente non batteriche) è profondamente modificato; avete mai sfogliato una copia de "La Cucina italiana" del 1960 oppure una raccolta di ricette addirittura precedente? Termini, materie prime addirittura qualche tecnica di cucina: modificati, sostituiti, aggiornati.
Questo mulinello di pensieri, tipo nuvoletta di Fantozzi, si scatenava sopra la mia testa mentre sfogliavo "La Nuova Cucina" di Paul Bocuse, ediz. italiana del 1976, cercando una conferma alla preparazione di un plum-cake: ovvero la sostituzione del bicarbonato di ammonio con l'incisione della superificie del dolce utilizzando la punta del coltello durante la cottura, per evitare una lievitazione "a cono". E mi sono persa tra l'anatroccolo, le cervella di montone ed il budino mousseline della vecchia Catherine...e la ricetta del plum-cake, appunto.
E mentre preparavo gli ingredienti nelle amate ciotoline metalliche mi sono resa conto che il cedro candito, il bicchierino di rum e la corretta proporzione di burro-proteine-carboidrati non avrei potuto usarli per confezionare un dolce da utilizzare come merenda (invitante e leggero): ho quindi adattato alla consuetudine familiare una ricetta stellata affinchè il lavoro svolto non diventi unicamente un esercizio di stile, preferendo (per questa volta) l'aspetto più salutistico e gluten-free della cucina (in omaggio alla foodblogger Stefania, di Cardamomo & Co.)

Mini plum-cake alle fragole
Ingredienti
200 gr di ricotta setacciata
100 gr di burro chiarificato
4 uova
200 gr di zucchero di canna
50 gr di glucosio
250 gr di farina di riso
120 gr di fragole (lo so che non c'entrano nulla con la stagione ma sono biologiche e me le hanno regalate!)
4 gr di bicarbonato di ammonio
Procedimento
Montare il burro con il glucosio, aggiungere le uova, una alla volta, lo zucchero restante, la ricotta e la farina, lavorando il tutto fino ad ottenere un impasto morbido e lucido. Aggiungere le fragole ed incorporarle bene, lavorando brevemente il composto.
Riempire gli stampini da mini plum-cake (oppure i pirottini per muffin) per 2/3, mettere nel forno già caldo a 190° per 30'-35'.
Far raffreddare in una gratella e spolverare di zucchero a velo.
N.B.: ma appena finisco di montare le attrezzature del laboratorio-dispensa nella nuova disposizione di mensole (...se non ci fosse l'ikea) e contenitori, prometto che mi metto di buzzo buono ad ammorbidire il burro in un panno leggermente infarinato e lo faccio diventare pomata con una posata di legno in una ciotola scaldata precedentemente con dell'acqua bollente :-) e poi vi so dire.
11 ingredienti:
Grazie per essere passati a trovarmi e benvenuti nella mia cucina!