Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

GENTE DEL FUD E DISSAPORE IN VIDEO

GENTE DEL FUD E DISSAPORE IN VIDEO
20foodblogger, 20prodotti, una passione: Pomodorino di Torre Guaceto o Cipolla di Acquaviva? ;)

La Cucina Italiana

La Cucina Italiana
Special Ambassador

Lettori fissi

la cucina di qb è anche app

la cucina di qb è anche app
per telefoni Nokia

Ora et pandora ovvero storia "insolita" del panettone

Terrina di panettone al mandarino con zenzero candito e cumino




Dalle piramidi alle alpi: 2000 anni di storia
Il panettone, “pane grande”, “pan de toni”, amato da Ludovico il Moro o opera di una monaca gourmet: non c'è dolce come quello che durante le festività natalizie rallegra le nostre tavole ed i nostri scambi di auguri le cui origini si perdono nella leggenda.
Come per tutti i cibi avvolti da un'aura di mistero anche per il panettone il caso mise lo zampino: si racconta che attorno al IV secolo a.C., durante un'inondazione del Nilo, alcuni ingredienti si mescolarono tra di loro ed al ritiro delle acque si scoprì un impasto che era fermentato naturalmente (medesimo principio della birra). La successiva manipolazione ed aggiunta di ingredienti zuccherini diede vita ad un pane dolce e goloso che fece il giro della mezzaluna fertile.
Pan de Toni!
Un'altra leggenda narra che nelle laboriose cucine della corte di Ludovico il Moro durante un pranzo ufficiale il cuoco era così distratto ed impegnato da dimenticare il dolce in forno! Apriti cielo! Il dessert non è altro che un ammasso di ingredienti carbonizzati! Ed ora che facciamo per salvarci dall'ira di Ludovico? Niente paura! Un garzone, poco più di uno sguattero, Toni, presentò allo chef un suo dolce, preparato con gli avanzi di cucina: un impasto lievitato arricchito con miele, frutta secca, uvetta e uova. La corte e Ludovico assaggiarono questa novità e di fronte al loro stupore il cuoco esclamo: “E' il pan de Toni”!

Può mancare la presenza di una monaca tra le artefici della nascita del panettone? Direi proprio di no, anche perchè all'interno dei monasteri si pregava, si lavorava, si studiava e si sperimentava. Si narra che in un convento molto povero Sorella Ughetta aggiunse all'impasto del pane un po' di ingredienti dolci tra cui l'uvetta (in milanese "ughetta") ottenendo così un pane dolce che condivise con tutte le sue sorelle.
Ma è grazie all'inventiva di Angelo Motta che gustiamo il simbolo del Natale nella forma a tutti nota: infatti fu il primo che fasciò lo stampo con carta sottile, dando così all'impasto una lievitazione in verticale. 




Terrina di panettone al mandarino con zenzero candito e cumino

E noi lo ricicliamo: Mini terrine di panettone al mandarino, ricotta e pistacchi.

Ingredienti
500 gr di panettone Loison al mandarino, 300 gr di ricotta di pecora freschissima, 100 gr di zucchero a velo, un cucchiaio da tè di cardamomo, zenzero e cannella in polvere, 1 cucchiaio di uvetta gigante, 2 cucchiai di granella di pistacchio, 150 ml di Torcolato, 6 gr di colla di pesce.

Procedimento
Foderare con più strati di pellicola 8 stampini da plum-cake.
Mettere in ammollo la colla di pesce in acqua fredda. Mettere in ammollo l'uvetta nel Torcolato.

Tagliare a fette il panettone delle dimensioni degli stampi, togliendo la parte esterna (che verrà magniata durante la composizione del piatto, ovviamente!)

Scaldare appena la metà del Torcolato e sciogliere la colla di pesce strizzata ed unirlo alla ricotta setacciata, dopo aver passato il liquido con un colino. Unire lo zucchero a velo setacciato con le spezie, l'uvetta e la granella di pistacchio.
Mescolare delicatamente il composto per far amalgamare bene.

Passare alla composizione della terrina: a strati nei contenitori il panettone inumidito a pennellate di Torcolato e la crema di ricotta, fino alla fine degli ingredienti.
Premere bene, magari con un peso, coprire con la pellicola e riporre in frigo per almeno una notte.

Servire spolverando di zucchero a velo.

5 ingredienti:

  1. che buono, poi l'abbinamento con la ricotta è sempre divino.Bacioni

    RispondiElimina
  2. Tre diverse ipotesi, ognuna a suo modo affascinante,certo, se veramente risalisse ad un incidente occorso in Egitto nel IV sec. A.C....... ...ai milanesi chi glielo dice?!!!

    Bacissimi cara e complimenti per la tua ricetta al Gazzettino, anche se non scrivo leggo....sempre!

    RispondiElimina
  3. @Ciao Mary e grazie!
    @Grazie Colombina. Un bacione a te!
    @Brava Fabiana: ci sarà da indorare la pillola! Grazie per le tue parole: anch'io faccio tanta fatica a scrivere ma leggere ce la faccio sempre! Un abbraccio.

    RispondiElimina

Benvenuti nella mia cucina!