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Ci vuole una fetta di torta di tagliatelle alla veronese per i moscerini che si ubriacano con l'Amarone?


L'altro giorno stavo leggendo "Le Science" ovvero l'edizione italiana di "Scientific American", rivista che in edicola si stringe impaurita all' "Internazionale", schiacciati come sono tra le ricette di Cristina Parodi ed i famosi perizomi di perfette sconosciute.

Tra la scoperta di nuovi marcatori e futuri trapianti d'organo, liberi dall'uso di immunosoppressori, una notizia cattura immediatamente la mia attenzione: il moscerino che va in bianco si consola ubriacandosi. 
C'è da farci una profonda riflessione, appena la smetterete di ridere.


In sintesi quando le femmine respingono le loro avances, i maschi di moscerino della frutta tendono ad affogare la frustrazione nell'alcool. 
Lo ha appurato un gruppo di ricercatori dell'Università di California a San Francisco che ha anche identificato nel loro cervello una piccola molecola, il neuropeptide F, che determina questo comportamento: al variare della sua concentrazione a livello cerebrale, varia parallelamente l'atteggiamento del moscerino verso l'assunzione di alcool. Il che vuol dire che un paio d'ore di chupa-chupa dance, citando la Littizzetto, equivalgono all'assunzione di un paio di bicchieri di Amarone. O di Barbera. O di Prosecco col fondo. O di Birra Trappista.


E non stento a crederlo. Cioè non stento a credere che un maschio al rifiuto di una femmina possa perdere la stabilizzazione dei neuropeptidi, notoriamente sottoposti alle pressioni nefaste del testosterone, ma soprattutto non stento a credere che l'assunzione di un bicchiere di buon vino, o anche di una forchettata di buon cibo, possa appagare quanto, se non alle volte di più - diciamocelo - del sesso. 

Beh, basta guardare certe pubblicità per rendersi conto che bere e mangiare determinati prodotti fa godere come ricci: tisane profumate, yogurt voluttuosi, biscotti con o senza cioccolato - ma con il "cioccolato l'orgasmo è garantito" (come in un vecchio slogan femminista degli anni '70) - lasagne provocanti: tutti che masticano lentamente smandibolando, ad occhi chiusi e miagolando di piacere. O che sorseggiano sornioni vini strepitosi appena usciti dall'invecchiamento in brick. Rigorosamente da soli. 
Satolli ed appagati. Ma soli.

Provate ad immaginare un ipotetico pic-nic a base di neuropeptidi agorafobici: cestino in vimini, porcellane inglesi, tovaglia vichy e neanche una formichina con la quale dividere una briciolina di piacere.


L'altra sera a cena stavo raccontando ai miei figli il contenuto dell'articolo quando ad un certo punto Edoardo, uno po' schifato, segnala ad Enrica che c'è un moscerino dentro il mio bicchiere di Amarone. Enrica con delicatezza lo raccoglie, lo appoggia sul tovagliolo pulito, soffia delicatamente per asciugarlo e mentre lui si riprende appena, sbattendo le ali, esclama: "Certo che deve esserti andata molto male stasera...."



TORTA DI TAGLIATELLE ALLA VERONESE, liberamente interpretata.

Ingredienti
200 gr di Petra9, 100 gr di Petra5 (in alternativa 150 gr di farina 00 e 150 gr di farina integrale oppure 300 gr di farina di grano saraceno), 180 gr di burro chiarificato, 3 uova bio, 200 gr di zucchero semolato, 120 gr di pistacchi, 30 gr di armelline, 60 gr di cioccolato al 72% Flli Gardini cru fondente Xoconusco, 1 bicchierino di vino passito, il succo filtrato di un'arancia.

Procedimento
Preparare la sfoglia con le farine (o la farina), le uova, 50 gr di burro fuso e una presa di sale; lasciare riposare una mezz'ora e preparare le tagliatelle che non dovranno essere troppo sottili.
Tritare i pistacchi e le armelline (piccole mandorle amare) con un Sandoku Zwilling, ripetere l'operazione con il cioccolato fondente e mescolare il tutto allo zucchero semolato.
Imburrare ed infarinare una tortiera in ceramica di 27 cm e procedere fino alla fine degli ingredienti nel seguente modo: uno strato di tagliatelle, una spolverata abbondante di composto di pistacchi e zucchero, qualche fiocchetto di burro dei 130 gr restanti, una spruzzata di vino passito, terminando con uno strato di pasta.
Coprire lo stampo con un foglio di carta forno imburrata e cucinare nel forno statico già caldo a 170° per circa 50'. Sfornare, rimuovere il foglio di carta, versare sulla superficie il succo d'arancia, aspettare qualche minuto e servire.

10 ingredienti:

  1. mi hai fatto morire dal ridere splendida torta....

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    1. In effetti all'immagine del moscerino innamorato respinto non sono riuscita a trattenere una risata! Poverino...

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  2. insomma i moscerini fanno come gli uomini! :-) bella torta!

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  3. Ho letto anch'io l'articolo, poveri moscerini...
    Complimenti per questa torta così insolita :)
    Buona domenica

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  4. @ Passiflora, mi sembra proprio di si ;)
    @Grazie Staffetta e buona domenica anche a te!

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  5. Tua figlia è un genio!
    E i moscerini un passo più vicini al genere umano...
    ora c'è da scoprire se le femmine di moscerino preferiscono una fetta di questa torta alla "chupa-chupa" dance... :)
    leggevo tempo fa che una percentuale significativa di donne tra il sesso e una golosa fettona di torta preferirebbero la seconda... :)

    adesso però...ogni volta che cucinerò un dolce penserò a te, a questo post, ma soprattutto ai moscerini... :)))

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  6. Che divertente il tuo racconto!!! Ma quel povero moscerino che ha salvato tua figlia, sarà ripartito alla carica.....????ahahah...
    Torta particolare, mai provata comoplimenti e buona domenica Dana et Dana

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  7. di solito mi fai stramazzare dal ridere, stasera mi hai ammazzato!
    anche tua figlia a sense of humor non scherza...
    un abbraccio, donna meravigliosa!

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  8. Torta davvero invitante e ricercata negli ingredienti e nel gusto. Un dolce che non passa inosservato e di cui ci si ricorda dopo il primo assaggio!
    baci baci

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