Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

GENTE DEL FUD E DISSAPORE IN VIDEO

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20foodblogger, 20prodotti, una passione: Pomodorino di Torre Guaceto o Cipolla di Acquaviva? ;)

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"Ich bin ein Gente del Fud" (al Salone del Gusto)


La follia che Emidio Mansi ci aveva anticipato per la presenza di Garofalo-Gente del Fud al Salone Internazionale del Gusto si è puntualmente presentata, nello splendore di un'organizzazione svizzero-partenopea. Perché, come diceva Carlo Dossi, "i pazzi aprono vie che poi percorrono i savi".

In hotel un kit con T-shirt personalizzata ed un badge che, oltre al proprio nome ricordava quello del proprio blog - motivo principale per cui si era in quello stand - mi ha dato subito la sensazione di "appartenere" a qualcosa di buono. L'arrivo poi allo spazio Garofalo (stand è profondamente riduttivo) ha ulteriormente sottolineato che, come hanno "scoperto" parecchi articoli apparsi sul web e sulla carta stampata, al Salone Internazionale del Gusto stava accadendo qualcosa di insolito, ovvero un'invasione di foodblogger.


















Mi sembra già di sentire "Ma se ad ogni manifestazione enogastronomica, più  meno cool, è pieno di foodblogger armate di smarthphone, macchina fotografica e biglietti da visita che neanche un giapponese, che fiutano contatti e accordi commerciali come vecchie volpi di Wall Street!" 
Si, è vero, ma questa volta non erano in ordine sparso anche se diligentemente sparpagliati. Non erano agguerriti anche se determinati, non erano presenti da soli o in compagnia della paziente amica del cuore o del rassegnato compagno.
All'interno dello Spazio Garofalo si è parlato di cibo e di territorio, si sono condivisi saperi e sapori, si sono presentate eccellenze di altri territori, condividendo la "propria" idea e competenza di cucina, fatto che di solito comporta tensioni più che risate. 

L'idea di cucinare assieme ad una perfetta sconosciuta proveniente da un'altra regione, ispirata dalla medesima passione, ha in se qualcosa di angelico e di diabolico. Pensateci bene: assieme alle altre blogger pranzi e ceni, scrivi e leggi, fotografi e twitti ma ognuna al proprio posto ed ognuna per conto suo. Mettersi ai fornelli, dopo aver ideato e testato una ricetta che comprendesse le peculiarità di due territori diversi, per parlare INSIEME di una comune passione, poteva essere un boomerang incredibile perchè, diciamocelo, l'universo foodblogger è al 90% femminile e convincere le donne a far squadra come i maschi non è difficile, è inutile. La naturale nascita poi di profonde amicizie è tutto un altro discorso e sono semplicemente doni preziosissimi.

Eppure Emidio, quando due anni fa mi chiamò per anticipare questo suo progetto (e telefonò personalmente a tutti quelli coinvolti), chiedendomi di farne parte, aveva già in mente tutto questo. Forse non immaginava che sarebbe stato così faticoso ma sicuramente aveva in sé la certezza che sarebbe stato bello, vero e unico.


Durante la conferenza Gastronomia 2.0 (qui l'articolo scritto da Rocco Moliterni su La Stampa di domenica 28 ottobre) si è cercato di capire dove sta andando l'enogastronomia nell'era di Internet e la mia paura stava in chi "avrebbe tirato gli stracci" nella contrapposizione tra carta stampata e mondo del web. "Se io scrivo una stupidaggine il mio direttore di licenzia" ha affermato Licia Granello lamentandosi, tra l'altro giustamente, che il mondo del cibo è pieno di ricette e non di cultura, "mentre il blogger può scrivere quello che gli pare e nessuno gli dice nulla". Probabilmente. Ma per quanto mi riguarda la mia etica è un direttore inflessibile che mi manda a quel paese dieci volte al giorno quando mi domando perchè per scrivere una ricetta o un post devo necessariamente passare per qualche biblioteca, quando quella di casa non è sufficiente, e "perdere" ore di tempo prezioso che potrei dedicare a dormire o a fare le terapie per le mie ernie invadenti. E sono certa che questo "direttore" è in ognuno delle persone che fanno parte della piattaforma "Gente del Fud" che a proprie spese scovano piccoli produttori, vincono le naturali ritrosie di questi per farsi raccontare i loro prodotti e poi ne parlano nel loro blog dove si scrive di passione e non di ricette di "tagliatelle con funghi congelati insaporiti con dado granulare" (cit.).
Un mondo "buono, pulito e giusto" si ottiene grazie ad anche un gruppo di instancabili foodblogger (ma la prossima volta mi faccio fare le scarpe su misura come Ibrahimovich) ed a chi ha creduto in loro, nella loro genuina passione e nell'allegra professionalità. Valori condivisi e non usati per alzare muri che creano "caste" enogastronomiche.

Perchè, citando Crozza, noi foodblogger "non siamo mica qui a sentire se il mare va bene di sale" ;)

17 ingredienti:

  1. L'esatto spirito di Gente del Fud. Grazie! Poi la foto alla scritta "disubbidiente" e' l'unica che ho fatto al salone del gusto ;-)

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  2. Che post spettacolare. Grande Anna Maria!

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  3. come ti invidio annamaria per il modo in cui riesci a rendere con le parole quello che hai in testa!! un abbraccio forte :))

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  4. Anna Maria, la tua cronaca come sempre è lucida e puntuale. La giornalista dice di temere il suo direttore? Beh, molti di noi cercano di evitare di scrivere fesserie sin dall'origine di una ricetta,per rispetto dei lettori, che sono gli unici a decretare il successo di un blog. Noi ci mettiamo la faccia, siamo responsabili in proprio di ciò che scriviamo non nascondendoci dietro una testata più o meno nota o un direttore più o meno autorevole. Far di tutt'erba un fascio e sentirsi tacciare di incompetenza da chi forse le mani in pasta non le mette mai, fa un po' girare le scatole. :D Anche se bisogna ammettere che nel food esiste molta superficialità, non dimentichiamo che buona parte si deve a programmi TV molto discutibili, a certi libri di "cassetta", a riviste tematiche fatte male da incompetenti. Diciamolo chiaramente, i foodblogger non sono gli unici responsabili, anzi...
    Buon Ognissanti, cara!

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  5. parlerò con il tuo direttore editoriale per nominarti capo redattore, che stoffa ragazzi! Eolo

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  6. Cara Annamaria,
    buongiorno e buona festività di Ognissanti!
    complimenti per il bellissimo articolo, per l'analisi lucida, enfatizzata al punto giusto...
    ho letto qualcosa in giro per il web dello 'sfogo' personale della sig. Granello, direi, dalla superficiale idea che mi son fatta, più da 'desperate housewife' che non da 'giornalista-espertadifood-pagataperscriveredalsuodirettore'- ecco...forse quest'ultima cosa è sfuggita alla signora in questione...lei è 'pagata' per scrivere delle cose ed è logico che abbia delle responsabilità, è logico e giusto che se sbaglia o scrive sciocchezze il suo Direttore la licenzi, ma i foodblogger no...almeno non tutti, c'è chi ha trasformato questa passione in lavoro, chi ci sta provando e non ci riesce ma in tutto ciò io non vedo proprio il senso della polemica che questa signora ha voluto fare, la 'disinformazione o cattiva informazione culinaria' è presente nel web come in edicola come in tv, come è presente disinformazione o cattiva informazione su tantissimi altri argomenti anche più importanti del food (vedi la salute, vedi i vaccini...) per cui credo che la sua polemica sia da considerare assolutamente sterile ma forse, e questo secondo me è il nocciolo della questione, nasconde proprio quello che non si vuole dire e che tu con questo articolo dimostri ampiamente, e che sicuramente Garofalo ha compreso alla grande, "l'invasione dei food-blogger" al Salone del Gusto ha fatto notizia e questo fa 'paura'!!!
    un caro saluto
    dida

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  7. grandissima! parole azzeccatissime ;-)

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  8. come sempre fai breccia nel cuore. post che racconta alla perfezione un'esperienza meravigliosa!

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  9. centrato in pieno: lo spirito e l'organizzazione di Gente del Fud e l'invasione di blogger lasciano la scia... :)

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  10. bellissimo articolo, grazie me lo sono bevuto di un sorso, una domanda perché il titolo in tedesco? Ich bin nur neugierig :) buona serata mony

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  11. Bellissimo post Anna, mi sei piaciuta. Ero con Patty di Andante con Gusto quando ci siamo conosciute e hai scattato la foto del mio pass.Da quel convegno ho iniziato a riflettere, volevo anche scriverti, perché sono andata in crisi. Non so spiegarti il perché, riordino le idee e poi ti dirò. Ora sto mettendo giù il mio post per fare chiarezza. Non ho il tuo splendido dono della sintesi. Spero di riuscire ad essere diretta ed efficace come te.
    Per ora ti ringrazio e ti abbraccio. E' stato bello ascoltarti alla conferenza.
    Sabina

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  12. Cara Anna Maria, mi ha emozionato conoscerti. Perché ti leggo da quando ho aperto il blog e perché per me sei un esempio, sei una grande, una donna coraggiosa e soprattutto un concentrato di eleganza ed umiltà che mi conquista ogni volta. Se sono passata al convegno e poi sono rimasta inchiodata su quella poltrona nonostante il freddo maledetto da aria condizionata, è perché volevo ascoltarti e godere ancora una volta della tua pacata intelligenza. Che è emersa prepotentemente di fronte a chi ha saputo solo fare teatro. E' veramente un piacere fare parte di GDF e come hai raccontato tu, è stata un'esperienza indimenticabile. Spero ce ne siano molte altre. Alla prossima, Pat.

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  13. Le vostre parole e le vostre emozioni mi lasciano davvero senza fiato. Mentre fotografavo la scritta disubbidienti mi è venuta in mente la fase che pronunciò il presidente Kennedy davanti alla porta di Brandeburgo dedicata al popolo berlinese diviso da un muro di odio ed ottusità. La sensazione a pelle durante la conferenza è stata proprio quella che replicare registi stantii di contrapposizioni fra carta stampata e web non hanno più motivo di esistere. L'obiettivo delle persone di "buona volontà" è quello di parlare di cibo sensibilizzando verso il buono, il pulito e il giusto. E' naturale che ci siano persone serie e meno serie sia nel web che nella carta stampata ma anche nella Genesi, subito dopo la cacciata di Adamo ed Eva, ci presentò la rogna Caino e Abele. Sta nelle cose e il compito delle persone serie è quello di manifestare il proprio pensiero semplicemente e sottovoce, come un'ape laboriosa. Certe anche della potenza di un nascosto pungiglione :) e di una comunità con la quale portare avanti un pensiero, un progetto. Grazie a tutti voi per aver voluto condividere con me ore così intense e ricche. Un abbraccio forte forte!

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  14. Mi piace quello che hai scritto! :) Sintetica, diretta e intelligente! Bravissima :)
    Piacere di conoscerti, passerò spesso di qui ^_^

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  15. Ma secondo te, poi, il direttore l'ha licenziata?
    Sai com'è... quando si perde il lavoro spesso si apre un blog e si cucina...
    Mi sa che potremmo ritrovarla collega fra un pò!!
    baci
    anna

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