Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Faraona al timo e santoreggia nello spiedo verticale Staub e qualche chiacchiera in cucina con la Creatura


"Mammaaaaaa, è arrivato un paccoooo!"
"Grazie, aprilo tu!"
La Creatura inizia ad armeggiare in religioso silenzio quando, improvvisamente, una sonora risata fa sobbalzare Agata dal suo sonnecchiare pomeridiano.
"Non so cosa sia, ma è una figata!!!" Esclamazione, scatto e feisbuck: il roaster della Staub per gli "amici" della Creatura da strumento di cottura è diventato una figata.
"Lasciaci da soli" faccio io ad un Edoardo sornione mentre osservo l'oggetto appena scartato "dobbiamo entrare in confidenza."



Chissà perchè mi viene subito in mente un aforisma di Totò: "Nella vita ci sono le cose vere e le cose supposte: le cose vere le mettiamo da parte per il momento… ma le supposte… dove le mettiamo le supposte? "  mentre cerco di farmi largo fra la confusione che regna all'interno del frigorifero. Ditemi che succede anche a voi altrimenti ne esco pazza: è possibile che stare fuori di casa 24 ore comporta ogni volta la trasformazione di un certo ordine all'interno della dispensa e del frigo (che non è un vezzo di un'ossessiva compulsiva: serve a capire subito cosa c'è e cosa serve per cucinare) in un panorama post bellico? Come se qualcuno avesse buttato una bomba a mano dentro il frigo e chiuso la porta.
Tant'è, ma sapevo che dovevano esserci gli ingredienti giusti per la prova del nove del mio nuovo spiedo verticale.


La Creatura rimane in cucina a farmi compagnia, evidentemente gli amici di feisbuck devono aver chiesto delucidazioni circa la figata che troneggia in cucina e senza che ce ne accorgiamo inizia una conversazione che si trasforma in un complice momento di racconto storico.
"Cosa stai facendo a quella faraona?!"
"La sto farcendo con uno scalogno steccato dai chiodi di garofano e poi ci metto anche uno spicchio di limone: non posso esagerare con gli aromi visto che poi la devo impalare con il roaster per la cottura."
"Impalare?"
"Si, era una tecnica di tortura. Dagli Egizi al conte Dracula passando per i Turchi, i Romani, gli Unni e gli uomini dal cuore sospeso dell'Inquisizione ogni occasione era buona per ficcare qualcosa dentro il corpo di qualcun'altro e per togliere ogni dignità al condannato a morte."
"E la tortura a cosa serviva?! Se uno era già stato condannato....."
"Appunto, ma sai com'è: non c'era youtube per far vedere cosa accadeva e cliccare "like" per cui la tortura serviva come monito deterrente ed insegnamento; se andavi contro le regole sapevi già cosa ti sarebbe accaduto. Non si arrivava certo al terzo grado di giudizio, non si poteva contare su scarcerazioni per buona condotta e nessun parlamento avrebbe votato leggi ad personam per trasformare i caimani in lucertoline."


Continuiamo a parlare di tortura mentre gli racconto della perizia tutta umana dell'inventare strumenti di tortura per portare alla morte infliggendo il massimo del dolore ma tenendo in vita il condannato il più a lungo possibile. E il fatto che quasi in ogni posto del mondo ci sia un Museo dedicato al crimine e alla tortura è esemplificativo; da Rothemburg a Ischia c'è solo l'imbarazzo della scelta.


Dopo la farcitura interna continuo con una "lardellatura" esterna coprendo la superficie della faraona con della pancetta tagliata un po' spessa e mettendo in mezzo gli aromi: un misto di rami di timo e di santoreggia che avvolgono la faraona e protetti appunto dalla pancetta.
"Durante la cottura verticale il calore farà sciogliere il grasso della pancetta che condirà la faraona anche attraverso gli oli essenziali contenuti all'interno degli aromi."
"Forte, fa la Creatura, le pensi tutte! E poi cosa accadde?". Evidentemente l'argomento acchiappa più di Fifa 2012
"Venne la rivoluzione francese che sancì non solo i doveri ma soprattutto i diritti e i sentimenti di libertà e uguaglianza. Per fare questo c'è stato il bisogno di usare la ghigliottina, mentre le navi francesi come quelle spagnole, inglesi e portoghesi scorrazzavano in lungo e in largo per gli oceani uccidendo, torturando, violentando, rapinando e rendendo schiavi milioni di persone con il pretesto di portare loro il progresso e la luce di un dio che era morto nel predicare amore, rispetto, uguaglianza".



Un silenzio di riflessione cade mentre taglio il radicchio tardivo a spicchi: messo alla base del roaster alias spiedo verticale si condirà e si cucinerà con i grassi che scenderanno naturalmente dalla faraona.


"Insomma, non se ne viene fuori...."

"Se non si fa proprio il concetto di accettare l'altro a prescindere dalla razza, dal sesso, dal ceto, dall'età, dall'odore, dal dna, dalla fede politica, religiosa o calcistica, da quello che mangia, da come si veste, da che auto guida o se preferisce non avere la tele in casa, da quello che legge e da che lavoro fa per sopravvivere ecco, credo che proprio non se ne verrà fuori. E' troppo facile accettare quelli che ci somigliano e basta: siamo un mondo di bimbi, narcisi e crudeli." E gli cito un altro aforisma, di Tiziano Terzani, ispirato proprio a come gli umani trattano gli animali: "Il modo perfettamente "razionale" in cui noi uomini alleviamo gli animali per ucciderli, tagliando la coda ai maiali perché quelli dietro non la mordano a quelli davanti, e il becco ai polli perché, impazzendo nella loro impossibilità di muoversi, non attacchino il vicino, è un ottimo esempio della barbarie della ragione.


Bisogna sdrammatizzare un po'. Mentre metto lo spiedo verticale nel forno già caldo e posiziono vicino al tavolo di lavoro blocco e matita per registare tempi e metodi di cottura gli racconto la storia di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno. 

"C'era una volta un villano molto saggio che venne invitato alla corte di re Alboino, un re tristissimo che non rideva mai, che voleva capire se questo Bertoldo era davvero così furbo. Lo accolse davanti ad un succulento banchetto e mentre l'affamato contadino si accinge a tuffarsi sopra un invitante pollo il re lo blocca: "Qualsiasi cosa tu farai a quel pollo io la farò a te". Passato il primo momento di stupore l'ingegno del contadino lo salvò da morte certa quando, tra il serio e il faceto, iniziò un'ispezione anale al povero pennuto. Il re non potè che scoppiare in una fragorosa risata e, finalmente guarito dalla sua perniciosa malinconia, elesse l'umile Bertoldo a saggio di corte.

"Sei saggia e divertente come Bertoldo" confessa sorridendo Edoardo.

E tutto questo grazie ad uno spiedo verticale che, nel caso foste vegetariani può essere usato anche come centrotavola da arricchire con frutta e verdura, come spremiagrumi o come portarotolo e matita da bagno, nel caso foste abituati a fare il Sudoku durante le sedute mattutine :)


Spiedo verticale di Faraona al timo e santoreggia con pancetta

Ingredienti
Una faraona eviscerata, 200 gr di pancetta, 4 cespi di tardivo di Treviso, 1 limone non trattato,1/2 mela annunca, 1 scalogno o una cipolla dorata, 6 chiodi di garofano, 1/2 cucchiaio di grani di pepe nero, 1 foglia di alloro, qualche ramo di santoreggia e qualche ramo di timo freschi, spago gastronomico.

Procedimento
Lavare, asciugare e fiammeggiare la faraona. Spennellare la superficie con un po' di succo di 1/2 limone, steccare uno scalogno grande o una cipolla dorata piccola con i chiodi di garofano che verrà introodotta all'interno del volatile con uno spicchio di limone, uno di mela e qualche grano di pepe nero e la foglia di alloro.

Tagliare una decina di cime di spago gastronomico e disporle a reticolo sul tavolo (lunghe abbastanza per legare la faraona) e coprirle con la metà della pancetta affettata. Coprire con i rametti di santoreggia e di timo e appoggiare la faraona che verrà coperta con i restanti rametti di aromi e le restati fette di pancetta. A questo punto unire le cime disposte parallele e perpendicolari al volatile e legare strettamente il tutto.
Disporre la faraona sullo spiedo verticale Staub e sul vassoio metà del radicchio lavato e tagliato a spicchi che verrà sostituito a metà cottura con quello restante in quanto cucina in metà tempo e grazie ai grassi profumati che usciranno dal volatile.
Cucinare nel forno ventilato già caldo a 170° per circa 1 ore e mezza e comunque fino alla doratura uniforme della faraona.
Servirla dopo averla liberata dello spago accompagnata dalla pancetta dal radicchio croccanti



Altri simpatici utilizzi dello spiedo verticale: come spremiagrumi...


...come elegante centrotavola ispirato alle nature morte rinascimentali...


...come portarotolo di design per appoggiare gomma e matita per la compilazione del Sudoku :)

7 ingredienti:

  1. come sempre un piacere leggerti in queste giornate ghiacciate ed innevate. quello spiedo è una bella idea per un regalo a natale, chi con la propria famiglia, con gli amici, chi in posti lontani.. Eolo

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  2. Ciao Eolo, spero tu non sia ghiacciato come il clima. Ottimo il suggerimento per mettere lo spiedo sotto l'albero :)

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  3. Appena sposata ne avevo uno non Staub... usato e stra usato e poi gettato perchè ormai aveva perso lo smalto e mi creava problemi.
    Ci ho cucinato sia pollo che faraona..ottima maniera per sporcare in maniera 'concentrata'il forno e cucinare in modo sano.
    All'epoca, adoravo gli spiedi...
    Clelia
    ps. l'avevo trovato al mercato ad Este...

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  4. I mercati sanno dare sempre un sacco di emozioni. Spero tu l'abbia tenuto come oggetto di design! :)

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  5. io lo voglio! no, non l'ennesima caccavella..voglio il rotolo di carta igienica e spt voglio conoscere edoardo!:D

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  6. Ciao Genny! Te lo mando con una scorta di rotoli? Ne ho trovati anche molto vezzosi tutto pizzo (stampato, naturalmente) ed uno in particolare adatto per i giorni di festa: con Babbo Natale sorridente seduto sulla tazza :)

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  7. CIAO Annamaria ...sei sempre una forza della natura - CIAO...

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